Periferie: sempre più isolate, povere… e razziste?

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La distanza cresce tra il centro delle nostre città e le periferie sempre più colpite da povertà, disoccupazione e disagio (anche la geografia del voto del 4 dicembre lo conferma). Ma episodi come quello di San Basilio a Roma sono una conseguenza inevitabile? Periferie razziste, o xenofobe? E’ questo il destino per sempre più italiani?

Risponde il sociologo urbano Davd Arrigo Benassi

La famiglia marocchina cacciata da San Basilio: i diritti negati e la paura di nuovi rifiuti

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Tre bambini nati in Italia, che capivano tutti gli insulti degli abitanti di San Basilio, un lavoro precario nelle costruzioni, e ora l’attesa di una nuova assegnazione, con l’incubo di essere rifiutati di nuovo: Fatia Haser e la moglie, a cui è stato negato il diritto alla casa con un’azione illegale, hanno incontrato la giornalista del Messaggero Maria Lombardi. Ascoltala qui

Arte urbana a Roma: il progetto SanBa dona un volto nuovo a San Basilio

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Via libera, dunque, alle opere di arte contemporanea che coloreranno i palazzi, regalando un aspetto rinnovato alle facciate fredde e anonime simbolo dell’edilizia intensiva degli anni Trenta e Quaranta. A seguire, un documentario racconterà le tappe della rinascita del quartiere.

La prima parte del progetto, avviata nel mese di aprile, ha visto protagonisti gli allievi della scuola elementare “Gandhi”, della media “Fellini” e dell’istituto superiore “Von Neumann”. Grazie a designer ed artisti del settore, i ragazzi hanno potuto sperimentare la tecnica del murales e cimentarsi in un laboratorio di tipografia per realizzare i manifesti del progetto. Per i più grandi sono stati pensati workshop di design urbano e corsi di scrittura creativa, con l’obiettivo di arrivare a stendere la sceneggiatura del documentario.

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Il libro: “Ai margini di Roma capitale. Lo sviluppo storico delle periferie”

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La morfologia della città contemporanea, con la sua inedita articolazione, scardina le vecchie coordinate geografiche e sociali attraverso le quali venivano interpretati i fenomeni urbani. Le rinnovate dinamiche di polarizzazione economica e la generale riarticolazione funzionale degli spazi rendono obsoleto il tradizionale schema centro-periferia, sul quale si basava lo sviluppo della città moderna. Così anche nella Roma contemporanea il confine tra centro e periferia si è progressivamente opacizzato rendendo sempre meno visibile la distinzione tra i due poli dialettici. Ed è da questa constatazione – ormai condivisa dalla maggior parte degli studiosi e degli interpreti della dimensione urbana – che emergono i quesiti da cui prende le mosse questa opera: è possibile affermare con certezza l’obsolescenza della categoria di periferia, come elemento dialettico rispetto al centro? Cosa rimane e che cosa è cambiato delle vecchie periferie romane?

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Istat: in Italia oltre una persona su quattro a rischio povertà o esclusione

Nel 2015 si stima che il 28,7% delle persone residenti in Italia sia a rischio di povertà o esclusione sociale. È quanto si legge nel rapporto dell’Istat su condizioni di vita e reddito. La quota è sostanzialmente stabile rispetto al 2014 (era al 28,3%) a sintesi di un aumento degli individui a rischio di povertà (dal 19,4% a 19,9%) e del calo di quelli che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (da 12,1% a 11,7%). Resta invece invariata la stima di chi vive in famiglie gravemente deprivate (11,5%).

Andrea Gagliardi sul Sole24Ore

A San Basilio barricate dei residenti: “Non date la casa ai marocchini”

Barricate dei residenti, e scontro sfiorato con gli agenti della polizia locale a San Basilio, a Roma. All’origine della protesta, la legittima assegnazione di una casa popolare a una famiglia marocchina, non gradita a una parte degli abitanti del quartiere, i quali hanno addotto motivazioni razziste. È successo a via Filottrano, dove un appartamento dell’Ater era stato sgomberato in seguito a un’occupazione abusiva e questa mattina sarebbe dovuto essere consegnato ai legittimi assegnatari, una famiglia di origine marocchina con tre bambini.

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Un reportage di qualche tempo fa: San Basilio, il fortino del crimine col record di abbandono scolastico

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Un quadrilatero di cemento dove ogni angolo viene controllato da vedette minorenni spesate dai boss locali

Qui la droga viene imbustata come a Scampia. Qui non ci sono laboratori di produzione, ma tutto arriva già pronto per la vendita. Qui si sfrutta la logistica: quadrilatero chiuso. Sui lati e agli angoli le vedette. Età giovanissima, modello Napoli e stile Gomorra. In buona parte sono minori, 40 euro per controllare la zona. E quando arrivano le volanti di pattugliamento di solito hanno già fischiato e avvertito, oppure battuto il bastone vicino alle inferriate, via tutti. Eppure qui siamo a Roma, quartiere San Basilio.

Leggi l’intero reportage di Nello Trocchia sul Fatto Quotidiano del novembre 2011

Referendum “sociale” o costituzionale?

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È stato un referendum “sociale” o costituzionale? si chiede l’Istituto Cattaneo, rilevando come per la sinistra si confermi il problema delle periferie come già durante le ultime amministrative.
Ma ci sono anche altri dati molto interessanti: gli elettorati tradizionali che si sfaldano, mentre quelli più recenti si compattano, il voto al Sud, il voto per fasce di età e soprattutto di istruzione. Numeri che provano a spiegare, in fondo, chi siamo in questo momento

Saviano a Tutta la città ne parla: i giovani non odiano Renzi, ma l’immobilità che rappresenta

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“Altro che Trump o Brexit: per capire la vittoria del No ci vuole il rapporto Censis sul lavoro nero che sfrutta i giovani, sulla povertà che li attende, su una politica che non sa offrire riforme innovative ma solo compromessi al ribasso”.

Roberto Saviano spiega, in breve, la sua analisi del voto ai microfoni di “Tutta la città ne parla”. Ascoltalo qui

Una sinistra al tramonto, una destra chiusa e identitaria: democrazia senza futuro?

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Da una parte c’è una destra protezionista, nazionalista, identitaria. Dall’altra una sinistra che puntando tutto su diritti individuali e cosmpolitismo ha perso contatti con il popolo. Che spazio rimane per una cultura democratica? Potrà ancora guidare la politica e l’economia?

Il sociologo Mauro Magatti sulla politica globale dopo Brexit, Trump e la vittoria del No

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