Si possono estendere i corridoi umanitari? Qui l’intervento di Mario Giro

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Stamattina a Tutta la Città ne parla il viceministro degli Esteri, Mario Giro, ha dichiarato che il progetto di corridoi umanitari messi in pratica dalla tavola Valdese e dalla comunità di Sant’Egidio per accogliere i profughi in italia può essere esteso a livello europeo. Ci sono accordi in questo senso con diversi paesi dell’Africa subsahariana, se n’è parlato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Qui si può riascoltare il suo intervento

Young Syrian Lenses. Il racconto dalla Siria di Ruben Lagattolla

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“Young Syrian Lenses” realizzato ad Aleppo, da Ruben Lagattolla e Filippo Biagianti, è un docu-film di straordinario valore, che documenta sul campo la situazione di una delle più importanti città siriane, dopo quattro anni di conflitto ininterrotto, al seguito dei Media Activists, ovvero coloro che stanno raccontando al mondo il conflitto dall’interno attraverso i media.

Perla dell’arte e della cultura, patrimonio dell’Unesco dal 1986, Aleppo era la seconda capitale della Siria, con una popolazione di oltre 2milioni e 300 mila persone, tra cristiani, musulmani e di altre confessioni religiose, che vivevano in pace o, come dice qualcuno, in regime di paura, ma non di conflitto, fino al 2011.

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Il libro: “Morire a Mattmark L’ultima tragedia dell’emigrazione italiana”

0765be106bf372ad88b1eeb2190af733_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyA Mattmark non ci si fermava mai, si lavorava giorno e notte per costruire un’imponente diga capace di produrre l’energia necessaria a un paese, la Svizzera, che stava vivendo una crescita economica senza precedenti. Nel cantiere lavoravano più di mille persone, in maggioranza straniere e provenienti soprattutto dalla provincia italiana. La «piccola» Svizzera accoglieva da sola quasi il 50 per cento dell’intero flusso migratorio italiano, dando occupazione a operai impegnati in grandi opere, come la diga di Mattmark. Ma il 30 agosto 1965, in pochi secondi, accadde l’irreparabile: «Niente rumore. Solo, un vento terribile e i miei compagni volavano come farfalle. Poi ci fu un gran boato, e la fine. Autocarri e bulldozer scaraventati lontano». L’oblio nel quale è caduta la catastrofe fa parlare di Mattmark come di una «Marcinelle dimenticata». Questo volume, a cinquant’anni di distanza, sfida quell’oblio attraverso una ricostruzione, attenta e documentata, di quanto avvenne.

Qui la scheda del libro di Toni Ricciardi pubblicato per Donzelli

Il canale di Sicilia e le Sar

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“Se in una prima fase i barconi dei migranti si spingevano fin sotto la pur vicina Lampedusa, oggi non è infrequente che le nostre autorità vadano a recuperare barche o gommoni carichi di profughi appena fuori le acque territoriali libiche. Con grande risparmio di carburante per i trafficanti che possono così abbattere ulteriormente i costi di un già lucrativo business.

Questa situazione si è generata in assenza di una strategia complessiva (sia per il destino dei migranti una volta sbarcati sia per il loro recupero), anche a seguito del vuoto di autorità creatosi in Libia. Il soccorso in mare è infatti regolato, in maniera operativa, da una convenzione firmata ad Amburgo nel 1979. Questa convenzione stabilisce delle zone, cosiddette Sar (Search and Rescue), fissate di comune accordo. L’area Sar italiana si estende poco a sud della nostra penisola, sovrapponendosi in parte a quella maltese. Benché l’area Sar non influenzi minimamente la sovranità o la giurisdizione degli Stati, Malta ne ha fatto spesso una questione di prestigio, dichiarandosi responsabile per una zona che è estesa 750 volte il suo territorio. Salvo poi tirarsi indietro nell’attività da svolgere nella sua area di competenza lasciando il cerino nelle mani delle autorità italiane. Che hanno finito per tenerselo.

Leggi l’articolo di Laura Canali su Limes

Migranti, Merkel incoraggia i corridoi umanitari di S. Egidio

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Angela Merkel si è complimentata con il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, “per il successo dei corridoi umanitari, promossi da Sant’Egidio insieme alle Chiese protestanti, che finora hanno permesso di far giungere in Italia 800 profughi siriani in sicurezza”. La cancelliera tedesca, che ha ricevuto il professor Riccardi a Berlino, ha sottolineato il valore di questa iniziativa che consente una maggiore sicurezza per i migranti (perché viaggiano in aereo anziché sui barconi) e per i cittadini europei (per i controlli che vengono effettuati in partenza). Un modello per l’Europa, che nel mese scorso è stato adottato anche in Francia. Un lungo colloquio all’insegna del futuro dell’Europa, a partire dai giovani e dalla costruzione della pace. Merkel e Riccardi si erano incontrati già tre anni fa, sempre nella capitale tedesca e – oltre ad altre occasioni – nel febbraio del 2015 la Cancelliera aveva visitato la Comunità a Trastevere. Ma oggi pomeriggio a Berlino, l’udienza concessa al fondatore di Sant’Egidio è durata ben 50 minuti offrendo l’occasione di percorrere i temi più sensibili che attraversano il vecchio continente alla ricerca di nuove visioni comuni. Prima di tutto la tenuta dell’Europa e di tutti quei valori che esprime: non valgono solo per il passato ma devono nutrire il suo avvenire. Quindi, se si vuole andare avanti nel progetto di integrazione, occorre coinvolgere con nuove iniziative le giovani generazioni. Per loro, hanno concordato Merkel e Riccardi – insieme al presidente di Sant’Egidio Marco Impagliazzo presente all’incontro – è necessario inventare un “Erasmus dell’occupazione” che favorisca i lavori socialmente utili, contribuisca alla formazione e all’inserimento nel mondo del lavoro. Per realizzarlo occorre semplificare meccanismi farraginosi, che troppo spesso fanno da barriera

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Sant’Egidio. Profughi siriani, corridoi umanitari a quota 800

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Tra oggi e domani sbarcano a Fiumicino 125 profughi siriani grazie al progetto pilota organizzato con Tavola Valdese e Federazione chiese evangeliche. Le storie di accoglienza in parrocchie e famiglie.

Ottocento. Dal terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino escono in 68. Sono profughi siriani, in prima fila ci sono i bambini che reggono lo striscione “Benvenuti”. E gridano in coro: “Viva l’Italia”. Sono i casi più fragili, individuati nei campi profughi libanesi grazie al progetto pilota dei corridoi umanitari, lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Tavola valdese e dalla federazione delle comunità evangeliche d’Italia. Altri 57 arriveranno domattina. In tutto ne sono arrivati, da febbraio 2016, quasi 800 dei mille previsti in due anni.

Leggi l’intero articolo di Luca Liverani su Avvenire

Ong sotto attacco. Ascolta la puntata

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“Se ci fossero canali legali e sicuri per raggiungere l’Europa, le persone in fuga non prenderebbero il mare e si ridurrebbe drasticamente il business dei trafficanti. Se ci fosse un sistema europeo di aiuti e soccorsi in mare non ci sarebbe bisogno delle ONG.” Questa la risposta di Medici senza Frontiere alle polemiche di questi giorni sul ruolo delle Ong, sulla loro presenza in mare, di fronte alle coste libiche, dove salvano migliaia di vite. In cosa consiste l’indagine della Procura di Catania, come agiscono queste organizzazioni e perché sorgono dubbi intorno al loro fondamentale lavoro, perché si specula su di loro?

Gli ospiti del 27 aprile 2017

Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale

Izabella Cooper, portavoce di Frontex

Michele Prosperi, portavoce di Save The Children

Max Hirzel, fotoreporter, domani esce il suo reportage sul Venerdì

Mattia Toaldo, analista all’European Council on Foreign Relations

Ascolta la puntata

Libia, il comandante di Sophia «Abbiamo salvato 34 mila migranti»

L’ammiraglio Enrico Credendino a capo della missione Ue che blocca i barconi dal Nord Africa. «Alcune ong lavorano al limite delle acque libiche»

«Gli scafisti stanno spingendo al massimo. Finché possono. Certo, l’incremento degli sbarchi è dovuto al fatto che molti erano pronti da un pezzo a partire. Ma il punto è che gli scafisti s’aspettano tempi duri: sanno che stiamo addestrando la Guardia costiera libica. E che a breve il governo di Tripoli avrà dieci motovedette, con le quali sarà in grado di contrastare in modo molto più efficace all’interno delle acque libiche. Per questo, stanno cercando di mandare in Italia il maggior numero possibile di migranti: quando cominceranno i controlli dei libici, sarà probabilmente più complicato».

Ong: Caro Di Maio, noi continueremo a salvare vite umane

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Le reti di ONG e organizzazioni della società civile italiane impegnate in cooperazione internazionale, aiuto umanitario e accoglienza di rifugiati e migranti, reagiscono duramente alle accuse del Vice Presidente della Camera, Luigi Di Maio, e altre personalità politiche nei confronti delle Ong umanitarie che con navi private soccorrono in mare i naufraghi provenienti dalle coste libiche, vittime dei trafficanti. L’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale “AOI”, il Coordinamento italiano delle ONG nternazionali “CINI”, “LINK 2007 Cooperazione in rete”, in rappresentanza delle Ong e Osc impegnate in cooperazione internazionale, aiuto umanitario e accoglienza di rifugiati e migranti, esprimono indignazione in merito alle gravi dichiarazioni e accuse di alcuni parlamentari e personaggi politici nei confronti delle Ong umanitarie che con navi private soccorrono in mare i naufraghi provenienti dalle coste libiche, vittime dei trafficanti.

EUNAVFOR MED Operation: uno strumento di lotta agli scafisti

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La situazione di crisi nell’area del Mediterraneo centrale ha, tra le molteplici conseguenze, la crescita esponenziale del flusso migratorio che attraverso la Libia, raggiunge via mare l’Italia e gli altri paesi dell’Unione Europea. Un flusso migratorio facilitato e, soprattutto, sfruttato economicamente, da trafficanti di esseri umani che hanno messo in piedi una rete volta a lucrare sulla disperazione dei migranti. In tale contesto, l’impiego di mezzi fatiscenti, inadatti alla navigazione in alto mare e sovraccarichi ha portato al ripetersi di naufragi che causano un numero rilevante di morti in mare.

La decisione di avviare un’operazione navale nel Mediterraneo centro meridionale è stata presa dopo quello che UNHCR ha definito il più grave disastro nella storia recente, con il ribaltamento di un peschereccio con a bordo un numero imprecisato di migranti (si stima circa 800) nel mese di aprile del 2015. Così, solo due giorni dopo, su proposta dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e Politica di Sicurezza Federica Mogherini, il Consiglio Europeo ha affermato il forte impegno ad agire al fine di evitare tragedie umane derivanti dal traffico di essere umani attraverso il Mediterraneo definendo un Action Plan sulla migrazione fondato su 10 punti: il secondo, ovvero lo sforzo sistematico per individuare, fermare e mettere fuori uso imbarcazioni e mezzi usati o sospettati di essere usati dai contrabbandieri o dai trafficanti di esseri umani nel pieno rispetto del diritto internazionale si sarebbe concretizzato, solo un mese dopo, il 18 maggio 2015, in EUNAVFOR MED – operazione Sophia.

Poco più di un mese dopo, il 22 giugno 2015, il Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea avviava ufficialmente l’operazione e soli quattro giorni dopo, l’allora Unità di bandiera della missione, la portaerei Cavour, dirigeva per l’area di operazioni.

Da quel momento è iniziata una vera e propria maratona che ha visto la Task Force aeronavale raggiungere la piena capacità operativa il 27 luglio del 2015: dopo soli 34 giorni di integrazione, EUNAVFOR MED era già pronta per assolvere la missione affidata.

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