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    L’Italia dei festival

    Città d’arte che scoppiano e città medie che ospitano festival culturali. Come si possono valorizzare le città d’arte piccole e medie evitando che diventino piccole Disneyland dal turismo mordi e

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Il festivaliero

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L’uomo aveva pianificato quella gita fuori porta già da parecchie settimane: gli piaceva di tanto in tanto prendere un treno e passare il tempo in un’altra città, meglio se di provincia, lontana dal caos. Quella volta a Mantova però qualcosa andò storto. Appena varcate le mura della cittadina un gruppetto di giovani gli si parò d’innanzi con aria entusiasticamente minacciosa: sarà che la sua calvizie da chierico gli dava un aspetto saggio, o che per quell’occasione aveva scelto una giacca di lino al contempo elegante e stropicciata da intellettuale, o che per caso o per sbaglio teneva sotto braccio un paio di supplementi culturali di quelli che in genere compulsano ossessivamente gli scrittori per sapere: chi-ha-scritto-stavolta-al-posto-mio?

– E’ in ritardo!- esclamò uno dei giovani.

– Io?- chiese l’uomo, cadendo dalle nuvole.

– La presentazione del suo libro sui satelliti avrebbe dovuto iniziare cinque minuti fa!

Doveva trattarsi di uno scambio di persona, ma l’uomo non fece in tempo a spiegarsi, perché i giovani, con quel loro modo di fare appassionato (si definirono “volontari”, anche se l’uomo non capì a che cosa mai prestassero volontariamente la loro passione), lo trascinarono dentro uno spiazzo e lo issarono sopra un palco. Soltanto allora l’uomo si rese conto della folla accorsa all’evento.

Un volontario gli sussurrò all’orecchio: – Ha visto quanta gente?

– Ma veramente io…- provò a dire l’uomo, per tentare di togliersi da quella brutta situazione, ma venne subito zittito e fatto accomodare dietro a una specie di cattedra all’aperto.

Leggi tutto il racconto di Luca Ricci su Nazione Indiana

Mantova e non solo, un settembre di festival

Incontri, mostre d’arte, rassegne cinematografiche e spettacoli teatrali. E poi tanti ospiti italiani e internazionali e, soprattutto tanti, tanti libri. A sancire la fine della stagione estiva è un calendario sempre più ricco di rassegne culturali di ogni genere, dai grandi festival letterari di Mantova e Pordenone, a eventi più “di nicchia” ma non per questo da trascurare. Ecco una scelta degli appuntamenti più interessanti delle prossime settimane.

L’appuntamento con il  Festivaletteratura  di Mantova è dal 6 al 10 settembre. Più di trecento eventi in programma, tra gratuiti e a pagamento, per affrontare argomenti d’attualità come l’immigrazione, le guerre, le tensioni nel mondo musulmano e la storia dell’Isis. E ancora: in occasione del centenario della Rivoluzione Russa, un approfondimento sulla letteratura rivoluzionaria e una serie di incontri a Palazzo Te sul rapporto fra parola e musica (ispirati dall’assegnazione del premo Nobel per la letteratura 2016 a Bob Dylan)  ai quali partecipano, tra gli altri, Francesco Guccini e Giovanna Marini.

Luigi Gaetani su L’Espresso 

Alessandro Laterza e Matera 2019: “Capitale della cultura? No, soltanto di b&b e pizzerie”

“Matera 2019 capitale di cosa: b&b e pizzerie?”. Un tweet, diretto, che non lascia moltissimo scampo. “Ma evidentemente ho scoperchiato un vaso di Pandora”. Alessandro Laterza, lei è anche il vicepresidente di Confindustria con delega al Mezzogiorno: perché l’ha scritto? “Avevo ricevuto la notizia di questa libreria Mondadori, un franchisig in via del Corso, in pieno centro, che alla fine del prossimo anno sarà costretta a sloggiare e cercare un’altra sede a causa del fortissimo aumento del canone di locazione. Cosa capitata già alla Libreria Dell’Arco e che non poteva non suscitare una riflessione sul fatto che accadesse non in un posto qualsiasi ma a Matera, Capitale europea della cultura 2019. Con il rischio di un vero e proprio paradosso: che la città ci arrivi piena di pizzerie e b&b e rimanga priva di librerie e attività simili”.

Oltre 16mila visualizzazioni e tante reazioni.
“Sì, gli esperti mi dicono che è un risultato di una certa rilevanza, ma il rimbalzo sui media e anche un paio di rampogne, come quelle dell’assessora Adriana Poli Bortone e del responsabile provinciale dei Verdi fanno capire che c’è un punto critico. La designazione di Matera ha scatenato una straordinaria attenzione turistica, cosa comprensibilissima e giusta, ma è un turismo per così dire ‘mordi e fuggi’, fatto di attività che non si legano all’ambizione di una città con questo ruolo. Ci sarà un programma fantasmagorico messo a punto da Paolo Verri, ma al di là degli eventi spero soltanto che tutto non si risolva con un fuoco d’artificio: è legittimo aspettarsi qualcosa di più. Colgo un malessere e posso dirlo con sicurezza”.

Qui per leggere l’articolo di Antonella Gaeta su Repubblica

Il caso Ryanair e la società liquida. Ascolta la puntata

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La vicenda Ryanair crea molti disagi a chi è rimasto a terra e a molti lavoratori. Ma suggerisce anche tante riflessioni: quale modello di economia globale c’è dietro? Ryanair, Amazon, le tante aziende low cost: cancellano la concorrenza, le librerie, le piccole imprese, ma cancellano anche la socialità. Eppure le low cost hanno consentito alla cosiddetta generazione Erasmus di sentirsi europea e di avere maggiore mobilità. Che tipo di economia e quale modello di lavoro si stanno imponendo? A quale cultura della mobilità e della socialità andiamo incontro?

Gli ospiti del 21 settembre 2017

Angela Stefania Bergantino, insegna Economia dei trasporti all’Università di Bari è presidente SIET (Società Italiana di Economia dei Trasporti e Logistica), si occupa di strategie tariffarie e concorrenza)

Lorenzo Asuni, country manager AirHelp

Carlo Bordoni, sociologo, nel 2014 ha scritto a 4 mani con Zygmunt Bauman Stato di crisi (Einaudi) e nel 2017 Fine del mondo liquido (Saggiatore)

Maria Pisano, direttrice Centro Europeo Consumatori Italia

Leonardo Becchetti, docente ordinario di Economia politica presso l’Università di Roma Tor Vergata

Viviana Premazzi, manager accademico per lo United Campus of Malta, sociologa delle migrazioni. Ha scritto il saggio “Una nuova generazione diversamente italiana” nel volume collettivo Generazione Erasmus (Franco Angeli, 2012), da cui è nata la Fondazione GARAGE ERASMUS di cui è membro. Lei ha fatto un Erasmus in Portogallo nel 2003

Ascolta la puntata 

La piazza della città di radio3

“Generazione ad alta mobilità”, il documentario che racconta chi mette la propria vita in un bagaglio a mano

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Solo un bagaglio a mano. Questa la restrizione delle compagnie di volo low cost. Regole che costringono il viaggiatore a ridurre all’ “essenziale”, il “necessario”. Solo un bagaglio a mano è quanto i giovani di oggi portano con sé anche quando decidono di spostarsi non solo per piacere, ma anche per cambiare vita, in cerca di futuro. “Generazione ad alta mobilità” l’hanno chiamata in maniera appropriata Alberto Martin e Daniele Manca: una generazione transnazionale, mobile, intraprendente, culturalmente aperta, avventurosa.

Una generazione raccontata nel documentario prodotto da Kilofilmetro e realizzato viaggiando attraverso l’Europa, lungo un itinerario di 5000 km che inizia a Schengen, dove idealmente è nata l’Europa e termina in Danimarca, a Copenaghen, la città felice, la città che nel 2025 sarà la prima capitale ad emissioni zero.
Continua a leggere sull’Huffington Post 

Ryanair regala sconti agli studenti Erasmus

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Volare in Europa d’ora in poi sarà più facile per gli studenti Erasmus. E’ il risultato dell’accordo tra Ryanair e l’associazione europea degli Erasmus (Esn), che oggi ne hanno comunicato la fumata bianca in una conferenza stampa in presenza del Ceo della compagnia low cost irlandese Michael O’ Leary e della presidente di Esn Safi Sabuni.

“La compagnia numero uno d’Europa oggi è diventata partner esclusivo dell’Esn, offrendo agli studenti Erasmus grossi sconti (sui voli, ndr), che includono tariffe ridotte, bagagli in stiva gratuiti ed offerte dedicate”, ha annunciato Ryanair attraverso un comunicato. L’accordo, che fa parte dello speciale programma “Always Getting Better” della compagnia, prevede diversi vantaggi per i vincitori delle borse di studio europee, che quest’anno compiono 30 anni. Tra questi il 15% di sconto sui voli acquistati sul sito di Ryanair, un bagaglio gratuito in stiva per ogni volo prenotato e un portale interamente dedicato agli Erasmus, che siano iscritti all’Esn, per fare prenotazioni. Inoltre, la compagnia metterà a disposizione degli studenti in scambio offerte speciali ogni settimana e un forum per condividere consigli e aiuti di viaggio.

Continua a leggere su eunews.it

Il postcapitalismo cambierà il mondo

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“Stiamo assistendo alla nascita del postcapitalismo. Si tratta di una nuova economia che i governi dovrebbero identificare e sostenere”, spiega Paul Mason, intervistato al festival di Internazionale a Ferrara. “Se vogliamo salvare la globalizzazione dobbiamo abbandonare il neoliberismo e rifiutare la risposta nazionalista e xenofoba alla crisi economica”.

Paul Mason è un giornalista britannico. Ha pubblicato Postcapitalismo. Una guida al nostro futuro (Il Saggiatore, 2016). Si è occupato di economia per i programmi Bbc Newsnight e Channel 4 News. Ha una rubrica settimanale sul Guardian.

Guarda l’intervista a Paul Mason su Internazionale

Ryanair, tutto quello che la compagnia low-cost deve spiegarci

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Ryanair dovrebbe delle spiegazioni più precise ai passeggeri europei. Perché l’errata programmazione dei turni di riposo e la fuga dei piloti non possono bastare a giustificare il bagno di sangue delle prossime settimane, con una cinquantina di voli cancellati al giorno (qui l’elenco completo) per un totale di 400mila clienti coinvolti. In un comunicato di ieri sera il vettore irlandese rassicurava: “Oltre il 98% non sarà coinvolto”. Intanto, però, fino al 31 ottobre, andrà in scena una sorta di reset controllato di rotte e orari, turnazioni ed equipaggi.Come accade in un organismo provato da ritmi nevrastenici, l’intero corpaccione della compagnia leader in Europa sembra accusare una crisi profonda. Sul banco degli imputati c’è ovviamente l’organizzazione del lavoro.

D’altronde la medesima emorragia di piloti – ne sono stati persi 700 nell’ultimo anno finanziario secondo la Ialpa, l’associazione di quelli irlandesi, più 140 negli ultimi mesi – non può essere un caso.

Norwegian, Iag (British, iberia, Aer Lingus, Vueling), easyJet avranno pure offerto condizioni migliori. Ma forse ci voleva poco, a mettere sul tavolo condizioni migliori. Stessa musica, racconta il Corriere della Sera, per gli assistenti di volo, “fuggiti pure loro, viste le condizioni di lavoro”, hanno spiegati alcuni dipendenti. D’altronde volando Ryanair si ha sempre la sensazione di condividere una frustrazione di fondo che accomuna passeggeri ed equipaggio.

Leggi l’approfondimento di Simone Cosimi su Wired

La classe media tradita dalla globalizzazione

Nei Paesi ricchi orfani dello sviluppo si affermano fanatismo e paura.

Per mezzo secolo, dopo la Seconda guerra mondiale, i valori dell’Occidente si sono diffusi: libertà, sovranità popolare e stato di diritto. La democrazia si è affermata anche in economia: il libero scambio di merci e capitali ha generato lavoro e benessere nel mondo. Tutti hanno vinto. In Europa e Nord America si è rafforzata la classe media, orgogliosa di avere lavoro, pensione e casa. In Asia e Sud America un miliardo di persone è uscito dalla povertà. Poi tutto è cambiato.

Antonio Maria Costa su La Stampa

Guido Brera: «La globalizzazione ci ha distrutto, l’Europa (se cambia) ci può salvare»

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“In quell’estate caldissima comincio a sentirmi come il protagonista di uno di quei film americani che è a conoscenza di una catastrofe mentre il resto dell’umanità ne è all’oscuro. Naturalmente non posso e non voglio dirlo a nessuno. Non cambierebbe nulla, e Cassandra ha fatto una brutta fine. Le notti ridiventano lunghissime, però, e quando cammino per Milano e per Roma e guardo le persone vivere normalmente i giorni della loro vita, mi chiedo cosa succederà quando la situazione peggiorerà (…) e la verità verrà fuori e tutti dovranno venirci a patti». Forse è il climax di “Tutto è in frantumi e danza” (La Nave di Teseo, 2017), libro scritto a quattro mani da Guido Brera ed Edoardo Nesi, questo passaggio che ripercorre la crisi del debito pubblico italiano, quella che porterà alle dimissioni di Berlusconi e all’arrivo di Mario Monti.

Leggi l’intervista di Francesco Cancellato su L’Inkiesta

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