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    Ritorno all’Europa. Ascolta la puntata

    Ritorno all’Europa Stamattina La Città si fonde con Radio3Europa per due ore di speciale fragile costruzione europea. Tante telefonate in questi giorni sull’evento di domani che non è solo la

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La Dichiarazione di Roma è pronta. E paga un prezzo per avere tutte le ventisette firme

Come annunciato sarà un testo breve, una pagina e mezzo, che l’Italia considera “un grande successo”

Sarà, come promesso una dichiarazione breve, senza fronzoli: una pagina e mezzo. Il testo della Dichiarazione di Roma, che i Ventisette adotteranno in occasione della cerimonia per i 60 anni della firma dei trattati che hanno poi dato vita all’Unione europea è pronto, “è chiuso”, spiegano fonti diplomatiche a Bruxelles.

E’ chiuso anche per non farci entrare ancora altra acqua, per non rischiare che le già deboli previsioni non diventino solo generici auspici.

Il documento è in due parti, una sui “valori” dell’Unione e una sugli impegni futuri. Si comincia sottolineando i 60 anni di pace che l’Unione ha garantito a Paesi che per secoli si erano continuamente fatti guerre (osservazione che sembra diventata banale, ma che non lo è affatto), poi la crescita politica ed economica del continente, i diritti garantiti ai cittadini. Poi ci sono i quattro punti di prospettiva “sull’impegno dell’Unione nei prossimo otto anni”, si spiega, che sono sicurezza, difesa, migrazioni, politiche sociali e crescita.

Lorenzo Robustelli su Eunews.it

L’Europa con sogni troppo diversi Per salvarla inevitabili più velocità

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L’Europa a più velocità (o «a cerchi concentrici», secondo un altro appellativo di moda) non sarà una passeggiata. Non è facile trasformare un sogno federale in una combinazione eterogenea di modelli diversi, ciascuno con il proprio manuale di leggi e regolamenti. Ma sarà più facile affrontare questo passaggio se terremo conto delle ragioni per cui i fatti e le circostanze non ci offrono altre scelte. Tutto comincia il 18 aprile 1951 quando sei Stati nazionali (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi) si accordano per gestire congiuntamente il carbone e l’acciaio di cui hanno bisogno per ricostruire i loro Paesi dopo le devastazioni della guerra. I Sei presentano molte analogie.

Leggi l’interessante analisi di Sergio Romano sul Corriere della Sera

Ue, trovato compromesso su Dichiarazione di Roma: firmeranno tutti i 27 Paesi

Limata la parte sull’Europa a ‘più velocità’ per convincere anche Polonia e Paesi dell’Est. Nel rispetto dei Trattati in vigore, previste diverse ‘intensità’ di integrazione, senza esclusioni e lasciando la possibilità, a chi volesse, di raggiungere gli altri.

Si va verso l’accordo tra governi europei sulla Dichiarazione di Roma, il testo che nelle intenzioni dei leader dovrebbe rilanciare l’Unione post Brexit in occasione dei festeggiamenti per il sessantesimo anniversario dei Trattati che si terranno sabato nella Capitale. La Dichiarazione sarà firmata da tutti i capi di Stato e di governo dei Ventisette – ovviamente a Roma sarà assente la britannica Theresa May – come volevano il premier Gentiloni e i big europei a partire da Merkel e Hollande per segnare un momento di unità tra le capitali in una delle fasi di maggiore stress per l’Unione. Ma per ottenere l’obiettivo il testo è stato annacquato quasi fino a svuotarlo. Troppe le divisioni che i governi per un giorno tenteranno di mascherare in una Roma blindata per il rischio manifestazioni e attentati.

Alberto D’Argenio su Repubblica

La storia dell’Unione europea

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Leader lungimiranti hanno ispirato la creazione dell’Unione europea in cui viviamo oggi. Senza il loro impegno e la loro motivazione non vivremmo nel clima di pace e stabilità che oggi diamo per scontato. Combattenti della resistenza o avvocati, i padri fondatori erano un gruppo eterogeneo di persone mosse dagli stessi ideali: la pace, l’unità e la prosperità in Europa. Oltre ai padri fondatori indicati di seguito, molti altri hanno ispirato il progetto europeo e lavorato instancabilmente alla sua realizzazione. Questa sezione sui padri fondatori, pertanto, è ancora in divenire.

Approfondisci su Europa.eu

Radio3Europa

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Quanto conta per noi e quanto contiamo per lei? Cosa può dare l’Europa al mondo? E a uno studente, a un lavoratore, a una donna, a un’impresa? Il nostro futuro comincia a Bruxelles? Una nuova Commissione, una nuova legislatura, a un commissario italiano spetta l’arduo compito di fare della UE un soggetto unico in seno alla comunità internazionale. A tutto il nuovo governo europeo invece il compito di renderla una realtà buona e giusta per tutti.

Il mondo visto da Bruxelles: viaggio nell’edificio europeo tra istituzioni e meccanismi, fondi e programmi, battaglie politiche e norme per la vita di ogni giorno. Riprende la costruzione dell’“Europedia” di Radio3. Il venerdì alle 11.00 con Anna Maria Giordano

Qui il link del programma

Contro l’Europa o contro questa Europa. Tutte le proteste del 25 marzo a Roma

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Sovranisti ed europeisti. In piazza per le strade di Roma ci saranno tutte le forze politiche e sociali che criticano questa Unione europea. È a Roma che il 25 marzo del 1957 vennero firmati i due trattati che istituirono e disciplinarono, rispettivamente: la Comunità economica europea e la Comunità europea dell’energia atomica. All’epoca i Paesi firmatari furono Francia, Germania Ovest, Italia, Paesi Bassi e Lussemburgo. Ed è a Roma che 60 anni dopo, mentre i 27 capi di Stato Ue si riuniranno in Campidoglio – per celebrare appunto l’anniversario dei Trattati di Roma – migliaia di persone scenderanno in piazza in otto diverse manifestazioni. Molto diverse tra loro. Della destra sovranista e della sinistra NoEuro, ma anche della sinistra che vuole cambiare l’Europa da dentro l’Europa. Ecco una mappa delle manifestazioni che si tengono sabato 25 marzo nella Capitale con gli indirizzi e gli orari corretti.

Tiziana Barillà su Left

Quando a Roma nacque l’Europa: come eravamo quel 25 marzo 1957

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Chi è stato sui banchi della scuola elementare a cavallo degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso ha sentito parlare del “Mercato comune” e della “Piccola Europa”, perché c’era una paginetta con la cartina sul sussidiario. Il 25 marzo 1957, giorno della firma a Roma dei Trattati istitutivi della Cee e dell’Euratom, le scuole sono rimaste chiuse e la cerimonia è stata ripresa in eurovisione nei sei Paesi della nuova Comunità (Italia, Francia, Germania Ovest, Belgio, Olanda e Lussemburgo). Alla vigilia della celebrazione a Roma per i sessant’anni dell’evento, sul filo della memoria, negli scolari di allora resta la sensazione di aver vissuto, seppure da spettatori inconsapevoli, l’alba dell’Europa.

In Italia nel 1957 gli abbonamenti alla televisione erano poco meno di 700mila. Acquistare un apparecchio tv costava dalle 200 alle 250mila lire (100-130 euro), più del doppio di un frigorifero: un prezzo decisamente elevato, visto che il salario mensile di un operaio era di 40-45 mila lire (meno di 25 euro) e lo stipendio di un impiegato era più alto, ma di  solito restava al di sotto delle 100mila lire (da 30 a 50 euro). Il nostro reddito pro capite annuo all’epoca era il più basso fra i sei Paesi (in testa risultava la Francia).

Vacanza a scuola e l’eurovisione
Presumibilmente quel lunedì 25 marzo, alle ore 18, gli italiani non hanno affollato i bar per assistere all’evento diplomatico a Roma, come invece avveniva il giovedì sera per “Lascia o raddoppia?”, il telequiz condotto da Mike Bongiorno e, dal mese di dicembre, anche il sabato sera per il “Musichiere”, spettacolino di indovinelli musicali presentato da Mario Riva. Poche settimane prima, il 3 febbraio, aveva esordito sul Programma Nazionale “Carosello”, appuntamento televisivo di sketch pubblicitari che per vent’anni avrebbe scandito i ritmi quotidiani delle famiglie italiane.

Piero Fornara sul Sole24Ore

Qui la gallery con tutte le foto storiche

L’attentato di Londra e le paure dell’Europa

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#Lacittà oggi è Londra, ma è anche tutta l’Europa dove l’attentato di ieri ha avuto grande risonanza e provocato, come sempre in questi casi, paura e confusione. Molte le domande degli ascoltatori stamattina: l’enorme risalto dato alla notizia è una scelta che fa il gioco dei terroristi? Cosa stanno facendo i governi per la nostra sicurezza? Come si fa a non avere paura se le nostre vite ormai sono cambiate?

Gli ospiti del 23 marzo 2017:

Lorenzo Vidino, Esperto di terrorismo,rappresentante dell’Istituto per gli studi di politica internazionale, docente e direttore del programma sull’estremismo alla Georges Washington University negli Stati Uniti;
Paolo Magri, vice presidente dell’ISPI, l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale che ha appena pubblicato il rapporto “L’età dell’incertezza” curato da lui e da Alessandro Colombo;
Pierluigi Battista,  editorialista del Corriere della Sera;
Franco Cardini, docente di Storia medievale nell’Istituto Italiano di Scienze Umane, tra i suoi ultimi libri ricordiamo Samarcanda: un sogno color turchese (Il mulino, 2016);
Federica Mazzeo, psicologa e psicoterapeuta dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.

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