Monthly Archives: marzo 2016

Trivellazioni: il referendum si avvicina

Il 17 aprile si vota per un referendum che per la prima volta è stato indetto dalle regioni, è quello sulle trivellazioni dove si dovrà decidere se vietare il rinnovo delle concessioni estrattive di gas e petrolio per i giacimenti entro le 12 miglia. Una questione di tempo, più che di spazio, che va oltre il NoTriv / SiTriv e ci chiede che futuro abbiamo in mente.

Gli ospiti di oggi a Tutta la città ne parla

Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente
Alessandro Beulke, presidente del Nimby Forum e membro del comitato Ottimisti e Razionali. È direttore del festival dell’energia
Inoslav Besker, corrispondente del Jutarnji list, quotidiano di Zagabria
Michele Governatori, scrittore, conduttore radiofonico, curatore del blog sull’energia Derrick

Ascolta l’intera puntata

Come si ispezionano i fondali marini?

Fotolia_54869370_Coral

Si chiama Air Gun ed è una tecnica di ispezione dei fondali utilizzata nella ricerca degli idrocarburi. In cosa consiste e perché alcuni la considerano un’attività pericolosa? Quali le conseguenze per l’ecosistema marino e quali gli utilizzi in ambito scientifico? Radio3 Scienza lo ha chiesto ad Angelo Camerlenghi, direttore del dipartimento di geofisica dell’Osservatorio geofisico sperimentale di Trieste, e a Giuseppe Notarbartolo di Sciara, ecologo marino e presidente del Tethys Research Institute. Le loro opinioni qui.

No al referendum: è inutile e non serve al futuro del paese

piattaforma_2_zoom

“Il referendum non aiuterà a proteggere l’ambiente. Gli impianti di trivellazione attivi nei nostri mari sono molto più sicuri di tanti altri sistemi industriali attivi nel territorio, il rischio di incidenti è irrisorio. Decidere di bloccare le estrazioni lasciando gas e petrolio residui sotto il mare finirebbe solo col penalizzare la nostra economia”.

Ascolta Alessandro Beulke, direttore del Festival dell’energia e membro del comitato Ottimisti e razionali, contrario al referendum

Si al referendum per un futuro sostenibile

energia-rinnovabile-forte-calo-di-richieste-in-italia

“Il referendum del 17 aprile è un’occasione per spingere la politica energetica del nostro paese verso le rinnovabili. Non si perderanno posti di lavoro: è anzi più strategico pensare di creare nuova occupazione nei settori del futuro, come previsto anche dall’agenda della conferenza sul clima di Parigi, Cop21, a cui l’Italia ha aderito”

Ascolta il responsabile scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti, portavoce dei comitati No Triv promotori del Referendum

Le ragioni del No al referendum sulle trivelle

La rivista Formiche.net pubblica la lettera aperta promossa da Alberto Clò, docente di Economia applicata presso l’Università di Bologna e direttore della rivista Energia, sul referendum del 17 aprile. La lettera è stata firmata finora da 112 tra accademici, manager e liberi professionisti

Qui il testo completo

“La sicurezza energetica” di Carlo Stagnaro

“Un approvvigionamento energetico permanente, adeguato, economico e affidabile, con un occhiata non secondaria alla salvaguardia ambientale. È il problema che si trovano ad affrontare tutti i paesi avanzati, ma con scarse fonti di energia autonome. In questo quadro, la “sicurezza energetica” incide sulle scelte politiche, economiche e ambientali. E mentre la sicurezza petrolifera è essenzialmente una questione di volumi, oltre che di prezzi, la sicurezza del gas è principalmente un problema di infrastrutture. Rimane poi aperto il tema della “security” classica, come rileva nell’attento esame oggetto del suo intervento, Carlo Stagnaro, Direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni: la convergenza tra pirateria e terrorismo rende i mercati energetici particolarmente vulnerabili, poiché la maggior parte delle rotte petrolifere e del gas attraversano aree infestate dai pirati”.

Per approfondire la questione sulla sicurezza energetica vi suggeriamo di leggere l’articolo pubblicato su Gnosis, Rivista italiana di intelligence, in merito alle tesi di Carlo Stagnaro.

Nero d’Italia: un documentario

NERO-DITALIA

In Basilicata si produce l’80% dell’oro nero italiano. È la regione che paga il prezzo più alto, in un Paese che è il paradiso fiscale per le trivelle.
In Italia le tasse sono le più basse al mondo e, grazie a un sistema di esenzioni, molti riescono a non pagarle. Nero d’Italia è un viaggio nelle valli del petrolio. Clicca qui per vedere il trailer del documentario

1 2