Monthly Archives: marzo 2016

Antidroga a scuola: è polemica

Blitz anti-droga in alcuni licei a Bologna e in altre città italiane. L’opinione pubblica si è divisa tra chi li considera un’utile azione
preventiva e chi invece crede che siano altre le strade per educare i giovani sul tema. Aumenta inoltre in Italia il numero di adolescenti che fa uso di stupefacenti. Qual è il rapporto tra adolescenti e droga?
Quali le politiche educative da mettere in atto?

Gli ospiti di oggi a Tutta la città ne parla

Paola Vicini, mamma di Bologna la figlia va a un Liceo di Scienze Umane collegato al Laura Bassi
Paolino Marotta, è presidente nazionale dell’Andis
Elisabetta Gualmini, Vice-Presidente Regione ER – Professoressa. insegna Scienza Politica all’Università di Bologna. Il suo ultimo libro è Le mamme ce la fanno (Mondadori)
Federico Tonioni, medico , psichiatra al Policlinico Gemelli, coordina l’ambulatorio aperto a marzo al Policlinico Gemelli per le dipendenze dal cannabis
Vanessa, studentessa, fa parte collettivo studentesco
Umberto Galimberti, filosofo e psicanalista, tra i suoi libri ricordiamo L’ ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani (Feltrinelli) e l’ultimo La disposizione dell’amicizia e la possessione dell’amore

Ascolta l’intera puntata

Cos’e’ il Cannabis Experiment?

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La rivista Nature l’ha definito il Cannabis Experiment. La legalizzazione della marijuana per uso ricreativo avviata negli ultimi due anni in alcuni stati americani rappresenta un’occasione unica per i ricercatori per comprendere meglio gli effetti del consumo di cannabis sulla salute umana. Radio3 Scienza ne ha discusso, in una puntata andata in onda a settembre, con Gaetano Di Chiara, farmacologo dell’Università di Cagliari econ  Paolo Poli, specialista in terapia del dolore dell’Università di Pisa. Qui le loro  opinioni.

Galimberti: i ragazzi si drogano per uscire da un mondo che non li considera

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“La droga prima di essere un piacere è un anestetico. Se io davanti a me non ho prospettive, se il futuro è vuoto e quindi non retroagisce dentro di me come motivazione, perché devo studiare, perché devo lavorare? Allora mi drogo per non essere in un mondo che non mi convoca, non mi chiama per nome, e non voglio provare quotidianamente la mia insignificanza sociale. E questa è anche la ragione per cui i giovani vivono di notte e dormono di giorno: non essere in un mondo per il quale non conto niente”.

Ascolta Umberto Galimberti a Tutta la città ne parla

Cannabis: il problema è la dipendenza

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“Una canna o una sbronza non sono una bella cosa ma ci passano moltissimi ragazzi. La cannabis fa davvero male agli adolescenti quando diventa una dipendenza: compromette la serenità, la capacità di concentrarsi e le relazioni con gli altri, e a sua volta manifesta problemi psichiatrici che vanno affrontati con il dialogo, la vicinanza, non con i blitz delle forze dell’ordine”.

Federico Tonioni, psichiatra, coordina al Policlinico Gemelli di Roma il primo ambulatorio in Itala contro la dipendenza da cannabis. Ascoltalo a Tutta la città ne parla.

I dati del CNR sulla droga tra i giovani

“Riprendono a crescere i consumi giovanili di droga, non solo l’uso occasionale ma anche quello frequente. Ma la notizia che colpisce di più è che l’eroina, sostanza che si credeva in declino presso le giovani generazioni, è invece in auge e il suo consumo, sebbene non iniettato ma fumato, avviene per la prima volta intorno ai 14 anni, prima ancora dell’approccio agli spinelli. A lanciare l’allarme è l’indagine Espad-Italia 2013 dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, di prossima pubblicazione, che ogni anno ‘fotografa’ le abitudini degli studenti in fatto di droga. Circa 45mila i ragazzi coinvolti nello studio, appartenenti a 516 scuole secondarie superiori su tutto il territorio nazionale”.

Per leggere i dati e l’articolo completo clicca qui 

Il blitz? Una sconfitta

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Chiara scrive: sono un’educatrice che lavora con adolescenti. La prevenzione all’uso e abuso di sostanze passa attraverso la relazione significativa con adulti, lo sviluppo delle loro life skills, quelle abilità trasversali utili ad affrontare le difficoltà della vita. Utilizzare blitz della polizia, per quanto a volte sia utile mettere davanti ai ragazzi un limite forte, secondo me è una grande sconfitta della scuola in quanto incapace di dialogare e “incontrare” i propri alunni.

Una madre favorevole al blitz dell’antidroga

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Sono madre di un ragazzino di seconda media a Bologna. Sono basita dalla ribellione dei genitori all’intervento delle forze dell’ordine: già alle medie sono organizzati in branchi (parlo di scuola “fighetta”) e sembrano godere della quasi impunità nel tormentare le malcapitate vittime, anche durante le lezioni. Da qui al maneggiare droga quanto potrà passare? Giusto il tempo di arrivare alle superiori, forse prima. Io credo che dovrebbero sentire di più, e non di meno, l’autorevolezza (e autorità quando serve) dell’adulto responsabile. Stiamo crescendo una generazione di prepotenti allo sbando e vittime ammutolite e rassegnate. Non credete si debbano difendere quelli che la droga a scuola NON la vogliono?

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