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Togliere la patria potestà ai mafiosi?

bimba mafia

Il 14 ottobre 2015 Paola, un’ascoltatrice di Prima pagina, chiamò per commentare la notizia di due arrestati per la morte assurda del piccolo Cocò Campolongo – ucciso dalla mafia a 3 anni – e per lanciare una proposta provocatoria: togliamo la patria potestà ai mafiosi, diamo ai loro figli la possibilità di crescere nella legalità e spezziamo l’eredità criminale che permette alle cosche di prosperare.

All’idea di Paola e al problema irrisolto dei figli di mafia dedicammo una puntata importante di Tutta la città ne parla, grazie ai contributi di:

Nicola Gratteri, procuratore aggiunto a Reggio Calabria
Angela Iantosca
, giornalista e scrittrice, tra i suoi libri Bambini a metà. I figli della ‘ndrangheta (Perrone, 2015) e Onora la madre. Storia di ‘ndrangheta al femminile (Rubbettino, 2013) 
Marilina Intrieri
, Garante per l’infanzia e l’adolescenza per la Calabria
Enzo Ciconte
, insegna Storia delle mafie all’Università di Pavia, autore fra gli altri di ‘Ndrangheta padana (Rubbettino) 
Giovanni Ladiana
, padre superiore dei gesuiti di Reggio Calabria, autore di Anche se tutti, io no. La Chiesa e l’impegno per la giustizia (Laterza, 2015)
Ernesto Carbone
, deputato, membro della segreteria nazionale del Pd che l’anno scorso ha proposto di togliere la patria potestà ai boss condannati con l’introduzione del 416quater

Riascolta qui l’intera puntata

Consiglio di lettura: Bambini a metà. I figli della ‘ndrangheta

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Bambini a metà. I figli della ‘ndrangheta di Angela Iantosca (Giulio Perrone editore)

“Della ’ndrangheta, degli uomini e delle donne che ne fanno parte si sa molto di più rispetto al passato. Ma c’è una grande lacuna, ieri come oggi, e riguarda i figli. Bambini cresciuti in un clima di violenza, omertà e sopraffazione: uno sfondo costante, un destino già stabilito, al quale difficilmente possono opporsi. Bambini che invece di giocare vanno a trovare il padre nascosto in un bunker, invece di sbucciarsi le ginocchia imparano a sparare. Bambini che poi crescono e, a 14 anni, non corteggiano le amiche a scuola, ma vengono affiliati con il rito del battesimo per poter diventare futuri uomini d’onore. Una domanda è d’obbligo: se conoscessero un altro modo di crescere cosa accadrebbe? E cosa è accaduto a chi ci ha provato?”.

Giovanni Tizian: la ‘ndrangheta domina l’economia dell’Emilia Romagna

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”La ‘ndrangheta controlla i porti di Gioia Tauro, Rotterdam e Anversa, è al centro del narcotraffico mondiale. Potente come mai prima, condiziona l’economia di regioni come l’Emilia, dove sta per iniziare uno dei più importanti processi contro la criminalità organizzata”.

Ascolta Giovanni Tizian, scappato dalla Calabria all’Emilia all’età di 9 anni dopo che la ‘ndrangheta aveva ucciso suo padre, oggi giornalista antimafia per l’Espresso, vive sotto scorta per le minacce subite a causa sue inchieste.

Morosini (Csm): la mafia uccide di meno ma s’infiltra di più nella società

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“Ho iniziato a combattere la mafia in prima linea, istruendo processi importanti a Palermo, subito dopo le stragi del ’92 (è stato estensore di sentenze contro boss come Riina, Provenzano, Brusca e Bagarella). Oggi dico che Cosa Nostra uccide di meno, è vero, ma è forse ancora più abile di allora ad infiltrarsi, a condizionare le attività economiche, l’edilizia, l’urbanistica, in tutte le regioni d’Italia”

Ascolta Piergiorgio Morosini, per 21 anni giudice antimafia a Palermo e oggi membro del Csm

Guardare in faccia la mafia

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In molti la definiscono la fotografa della mafia: in quasi cinquant’anni di carriera, Letizia Battaglia ha mostrato gli aspetti più duri del crimine. Una mostra, a Palermo, ne ricostruisce il percorso artistico e sociale: A3 l’ha visitata per noi, il racconto qui

Le rotte della mafia in Africa

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Il continente africano rappresenta una base strategica per la mafia: quanto sono coinvolti i governi locali e quali i traffici più sviluppati? Un approfondimento di Radio3 Mondo racconta l’origine del fenomeno, qui

Calvino, ieri e oggi

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Franco scrive: Sto ascoltando la trasmissione e contemporaneamente leggendo “Racconti giovanili” di Italo Calvino. Quanto state dicendo somiglia molto ai suoi racconti.

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