Monthly Archives: marzo 2016

Nativi europei

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Quelli sul rafforzamento di una cultura europea sono discorsi da adulti: nelle nuove generazioni, sostengono i diretti interessati, il senso di appartenenza a un’unica comunità è innato. Da Vilnius ad Atene, Radio3 Europa ha raccolto otto storie di studenti e giovani imprenditori abituati a muoversi con facilità tra una città e l’altra dell’Unione. Ascolta la prima delle quattro puntate qui.

COSA SIGNIFICA ESSERE LAICI

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Tutta la citta ne parla ha inaugurato il nuovo anno affrontando il tema della laicità, il valore forse più importante dell’occidente. Nella puntata andata in onda il primo gennaio, lo storico Paolo Prodi ci ha parlato della crisi dell’homo europeus, i filosofi Roberta De Monticelli e Salvatore Veca ci hanno spiegato cosa significa davvero essere laici. Ascolta le loro riflessioni qui 

L’Isis seduce più della democrazia: perché?

Vade-retro-minareto_h_partb“C’erano due forze che potevano conquistare gli attentatori: una era l’Isis, l’altra la democrazia occidentale laica. Li ha conquistati l’Isis, che implica il sacrificio della propria vita. Questo significa non tanto che sia forte l’Isis, quanto che siano deboli le istituzioni democratiche”

Ascolta l’intervento di Domenico De Masi, sociologo del lavoro all’Università La Sapienza di Roma. Dirige la rivista Next. Strumenti per l’innovazione

La reazione degli artisti in Belgio

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All’indomani degli attentati di Bruxelles, il quotidiano francese Le Monde ha raccolto le voci e le reazioni dei tanti artisti che in Belgio sono nati o ci hanno vissuto. L’ articolo, in lingua originale, è disponibile qui. 

Illuministi o giudaico-cristiani?

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Donato scrive: Indipendentemente dalle questioni se culturalmente siamo più illuministi o giudaico-cristiani, ci troviamo di fronte ad un sistema estremamente complesso che si sta autorganizzando per trovare un altro modo di sopravvivenza, che passa, naturalmente, attraverso uno squilibrio del vecchio ordine, come ci insegna sia la fisica che la biologia.

Le arti e il linguaggio dell’integrazione

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Più cultura meno paura è stato il nostro monito subito dopo l’attacco alla redazione di Charlie Hebdo: a pochi giorni da un evento che allora pensavamo isolato, abbiamo riflettuto su come l’arte, nelle sue molteplici accezioni, possa favorire l’integrazione. Radio3 Suite ha preso in considerazione, in particolare, il teatro e la musica di Ascanio Celestini, Cesar Brie, Giovanni Guarino, Marco Baliani, Vincenzo Perna e Giovanni Giurati. Le loro voci qui.

Esiste già l’Europa della cultura?

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Un’ascoltatrice, studentessa italiana in Germania, ha inviato una lettera alla redazione di Fahrenheit: “come me” scrive “ci sono tanti altri giovani italiani che ormai si concepiscono come europei, prima di tutto: questo sentire, che va costruendosi pian piano, silenziosamente, ma è saldo come una roccia”. Dalle sue parole è partita una riflessione più ampia sul ruolo di scrittori e intellettuali: quanto crediamo davvero in una cultura europea comune? Le opinioni degli scrittori Antonio Moresco e Diego Marani e di Letizia Chetta, autrice della lettera, qui

Siamo vasi comunicanti

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Claudia scrive: Sono d’accordo con tutte le analisi sociali fatte che creano le condizioni per questi avvenimenti. Ma non possiamo credere di poter tenere fuori dall’ Europa quello che avviene accanto a noi, in Siria, in Libano, in Irak, in Afganistan, in Palestina, in Egitto, in Turchia ecc. I conflitti, le guerre, i bombardamenti, gli attentati l’Isis. L’aver creato un”‘Europa Unita” non ci difende da quello che avviene all’esterno perché siamo vasi comunicanti. Siamo nella globalizzazione. Promuoviamo la pace e raccoglieremo i frutti.

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