Monthly Archives: marzo 2016

Viaggi d’istruzione e sicurezza: di chi è la responsabilità?

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Sulla scia delle telefonate di Lucilio e Gabriella a Prima Pagina, oggi ci spostiamo in Italia. Non sono passati poi molti giorni dall’incidente stradale che ha visto coinvolte le giovani studentesse italianae, in Spagna. Anche in Italia il binomio gite scolastiche-sicurezza resta cruciale. Una circolare del MIUR suggerisce maggiori controlli per la sicurezza degli studenti in gita; c’è il punto centrale della responsabilità degli insegnanti e degli autisti.

Gli ospiti della puntata di lunedì 28 marzo

Giuseppe Pierro, dirigente della Direzione generale del Miur   per lo Studente l’Integrazione e la partecipazione

Anna Restellidirigente scolastica in pensione da pochi mesi, dell’Istituto comprensivo Manzoni di Rescaldina (MI) 

Daniele Grassucci, responsabile dei contenuti Skuola.net 

Giovanni Soliminemembro del Consiglio superiore dei Beni Culturali, insegna Biblioteconomia e Culture del libro, dell’editoria e della lettura alla Sapienza di Roma, presidente del Forum del Libro e autore di Senza sapere. Il costo dell’ignoranza in Italia (Laterza, 2014)

Giacomo Zolezzi, Unione Studenti medi 

Matteo Cattadori, docente di scienze del liceo Fabio Filzi di Rovereto

Circolare Miur del 3 febbraio 2016: un equivoco?

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“Gli insegnanti non sono responsabili della condotta degli autisti, non possono sostituirsi alle Forze dell’Ordine, non possono fare controlli sulla meccanica o sullo stato di salute del conducente. Possono solo fare attenzione quando il conducente contravviene palesemente alle giuste norme di comportamento e segnalarlo alla Polizia stradale”.

Riascolta l’intervento di Giuseppe Pierro, della direzione generale del Miur per lo studente l’integrazione e la partecipazione.

Dove nasce l’amore per l’arte

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Carla scrive: Sto seguendo la vostra trasmissione, è stato detto quasi tutto quindi aggiungo solo questo. L’interesse all’arte nasce soprattutto da piccoli, grazie a genitori attenti e amanti dell’arte. Detto questo sarebbe opportuno distinguere chi e come dovrà far parte di un gruppo che deve essere chiaro dal principio, partecipa solo con lo scopo culturale. Poi è opportuno che si possa prevedere un momento di condivisione di gruppo, generalmente dopo cena, in albergo, in una stanza, in cui i ragazzi abbiano la possibilità di condividere, ogni fine giornata, le loro impressioni, i loro pensieri, le loro emozioni e quant’altro su come hanno vissuto la giornata. Inoltre anche l’ascolto di un pezzo di musica possa abituare al silenzio e ritirarsi dopo una giornata fatta anche di svago, perché no, in maniera silenziosa nel rispetto delle sacro sante ore notturne.

I viaggi di istruzione portano i ragazzi nei musei?

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“Gli adolescenti hanno bisogno di occasioni. Quindi i viaggi di istruzione possono essere un’occasione per entrare in contatto con luoghi d’arte o realtà che abitualmente non frequenterebbero. Se guardiamo i dati degli ingressi nei musei, vediamo che c’è stato un incremento considerevole non solo nelle domeniche con apertura gratis, ma anche nel numero dei biglietti a pagamento: in molti casi l’ingresso gratuito quindi è stato l’occasione per diventare fruitori di un museo. Il viaggio di istruzione può dunque innescare dei consumi culturali a cui i ragazzi da soli non si sarebbero avvicinati”.

Riascolta l’intervento di Giovanni Solimine, che insegna Biblioteconomia e culture del libro all’Università La Sapienza di Roma.

Insegnanti demotivati e studenti sfrenati?

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“Oggi c’è un problema culturale che riguarda il viaggio di istruzione. Gli insegnanti devono prendersi una responsabilità enorme senza essere sufficientemente indennizzati. I ragazzi prendono la gita come un momento liberatorio. Abbiamo scoperto che due ragazzi su cinque dichiarano di uscire di nascosto dall’albergo e fare abuso di alcol. In questa situazione è facile che un ragazzo cada dal balcone”.

Riascolta l’intervento di Daniele Grassucci, responsabile dei contenuti per il sito skuola.net

Le opinioni degli insegnanti

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Feliciana scrive: 40 anni di impegno a sostegno del viaggio d’istruzione, un progetto condiviso con tutte la componenti d’istituto, è un impegno culturale ed economico va valorizzato sempre con la ricaduta sul piano dell’offerta formativa. Una grande fatica per me che ho insegnato storia dell’arte, ma con tanta collaborazione di colleghi in forma interdisciplinare. In Italia in Europa sempre al servizio dell’apprendimento, occasioni irripetibili. Sempre poco valutato l’impegno che non ha mai avuto riconoscimenti economici. La gestione ludica fa parte del progetto responsabile per tutti, qualche notte insonne non mi ha mai fatto abbandonare l’entusiasmo per questa attività.

Giuliana scrive: La responsabilità penale del docente è cosa acclarata per i casi nei quali accadano disgrazie durante i viaggi d’istruzione, e purtroppo succede anche se si fanno i turni di vigilanza notturna. Vengono fatti per le classi, sia di carattere storico,o linguistici, artistici e letterari. La quinta classe beneficia di una settimana circa,le terze e le quarte con progetti specifici fanno tre-quattro giorni mediamente. A monte ci sono scelte collegiali fatte all’inizio dell’anno scolastico. Noi docenti non siamo tenuti a parteciparvi, è un orario extracurricolare,è prestazione professionale e va pagata a parte! Basta cercare in noi docenti, capri espiatori! I viaggi d’istruzione sono esperienza bella ma molto molto stancanti per noi prof. Non ci rinnovano il contratto dal 2006,aggiungo che negli ultimi anni molti genitori non possono pagare il viaggio, per evitare discriminazioni, si cerca di non progettare viaggi costosi o si annullano se son troppi i non partecipanti.

 

Cosa faresti con 500 euro?

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Cinquecento euro a chi ha appena compiuto diciotto anni, afferma il Premier Matteo Renzi: come investirebbero questi soldi i ragazzi a cui il bonus è destinato? In libri e musei? Le loro opinioni, raccolte da Vice, sono disponibili qui.

Ancora una riflessione sul tema: vi proponoamo la lettura di un articolo pubblicato dal sito Stranieriinitalia.it.

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