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Migranti: cosa prevede l’accordo Ue-Turchia?

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I primi 135 profughi sono stati deportati da Lesbo. In 2000 attendono il proprio destino. È entrato oggi in funzione l’accordo tra Ue e Turchia per bloccare il flusso di migranti attraverso un compromesso, un meccanismo di scambio. Lo ha ricordato anche Maria, un’ascoltatrice, a Prima Pagina. L’agenzia greca Ana ha affermato che saranno 750 i migranti che nei prossimi tre giorni saranno rispediti in Turchia. Oggi vogliamo cercare di inquadrare questo accordo in una prospettiva storica, capirne le potenzialità e i limiti. Come sarà il futuro delle migrazioni in Europa? A partire dalle 10, in diretta qui, analizzeremo il quadro storico e le reazioni degli Stati Membri.

Gli ospiti della puntata del 4 aprile 2016:

Loris De Filippi, presidente Medici Senza Frontiere

Marco Zatterin, corrispondente da Bruxelles della Stampa

Marta Ottaviani, giornalista freelance da Turchia e Grecia, scrittrice, corrispondente per TM News e collaboratrice de  La Stampa  e di  Avvenire, autrice di Cose da turchi  e  di Mille e una Turchia  (Ugo Mursia Editore   2010)

Alessandro Triulzi, africanista, responsabile dell’archivio delle memorie migranti, ha coeditato il volume “Bibbia e Corano a Lampedusa” sui documenti religiosi trovati nei barconi (e spesso nelle discariche dell’isola…)

Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale, è professore emerito nella Scuola Normale Superiore.  Ieri ha firmato sul Corriere l’editoriale: “L’Europa ha bisogno di una frontiera unica”. Tra i suoi libri, ricordiamo l’ultimo pubblicato dal Mulino: Dentro la Corte. Diario di un giudice costituzionale.

Ascolta la puntata

Le conseguenze delle nostre scelte

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Alessandro: Grazie all’Europa possiamo sentirci tutti un po’ più nazisti. Carità e solidarietà sono stati debellati dal vecchio continente. Oggi possiamo goderci le nostre ricchezze con tutto l’egoismo di cui siamo capaci e per il quale ci conoscono nel resto del mondo, ma possiamo stare certi che pagheremo care le conseguenze delle nostre scelte.

Massimo“Gestire le pratiche dell’asilo”…ma siamo sicuri che lo sappiano fare? Ci vuole tempo, ci dicono e questo è probabilmente vero…verificare l’identità e l’autenticità dei documenti, il diritto allo status di rifugiato, garantire l’accesso concordato con i vari paesi europei…Ma, mi chiedo, non si poteva evitare di devolvere sei miliardi di euro alla Turchia e utilizzarli invece per mettere in sicurezza i luoghi di transito garantendo un accoglimento e un soggiorno dignitoso ai migranti in attesa della risoluzione di queste pratiche?

Quale Europa?

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Loretta: Ho sempre votato alle elezioni europee, ma se si votasse domani, fra un mese, fra un anno, certamente non andrei. Questa Europa non è la mia Europa.

Laura: Mi vergogno come essere umano europeo davanti all’unico accordo che i paesi europei non si sono vergognati di fare davanti al dramma di persone che fuggono in queste condizioni disumane.

Mauro: Ma delle misure per contribuire fattivamente a ristabilire nel loro paese le condizioni affinché non debbano più scappare nessuno ne parla più? Perché?

 

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