Monthly Archives: aprile 2016

#IoNonDimentico #IoNonRidevo

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VinniHo un’amica che si salvò perché scappò in campagna con la famiglia dopo la prima scossa, poco prima di quella devastante seguente. Lei mi dice che l’Aquila andrebbe rasa al suolo e ricostruita interamente con tecnologie antisismiche perché è una città che è e rimane ad alto rischio. Questo è quasi impossibile da fare per il centro storico. Metà della provincia è a rischio sismico 2, parecchio alto. Con che animo si ricostruisce?

AssuntaHo visto, in modo particolare anziani del dopo terremoto Abruzzese, piangere sperare di riavere la propria casa prima di morire, anziani ospitati dai parenti stretti, ma il loro pensiero era di ritornare a casa, persone che ricordavano ogni giorno di non essersi rese conto di essere ricche pur avendo solo una piccola casa,hanno aspettato aspettato che la propria casa fosse ricostruita sicure che non potevano lasciarle così, alla fine molti di loro a malincuore hanno accettato di andare nelle nuove case con le lacrime agli occhi, almeno potevano rivedere gli amici l’ambiente i luoghi dove erano vissuti.

RobertoL’Aquila 2009
PISCICELLI: si
GAGLIARDI:… oh ma alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito… non è che c’è un terremoto al giorno
P:… no…lo so (ride)
G:… così per dire per carità…poveracci
P:… va buò ciao
G:… o no?
P:… eh certo…io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro il letto
G:… io pure…va buò…ciao.

Francesco: Oggi, come tutti gli anni in questa data, il pensiero corre inevitabilmente ad una città che amavo come ogni rugbysta italiano che si rispetti ma che non conoscevo se non come entità geografica. Tre giorni dopo la scossa micidiale il mio mestiere mi portò a l’Aquila, in piena notte, precedendo la colonna mobile che sarebbe diventata il centro di aggregazione di una comunità disorientata, spaventata ma indimenticabile, perfettamente aderente al luogo comune “abruzzesi forti e gentili”. Ad aspettarmi non istituzioni(ancora piuttosto latitanti in quel momento), ma un pugno di persone provate ma presenti a sè stesse, determinate a “fare” per sé e per i propri concittadini. Insieme costruimmo un formidabile consorzio umano, vivace, un campo aperto diverso in qualche modo da altre esperienze persino concentrazionarie. Non sempre condiviso dallo stato maggiore di Bertolaso, qualche volta osteggiato. Oggi, un po’ perché quello fu l’ultimo evento, l’ultima catastrofe vissuta nella mia attività lavorativa (sempre con partecipazione emotiva e coinvolgimento), molto per il contesto umano in cui mi trovai ad operare, mi interrogo sui destini di ogni singola persona, ognuna straordinaria a suo modo, che il caso mi fece incrociare in quella circostanza e per una volta mi astengo da ogni considerazione circa “il dopo” (di cui fui facile profeta). Un abbraccio agli aquilani, particolarissimo ai residenti di San Giacomo.

Il ruolo della sismologia

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Clotilde: Non si è trattato di mancanza di conoscenza: i sismologi dell’Ingv conoscevano e avevano informato già da anni. È la politica che non recepisce e non provvede alla prevenzione. Come attualmente senza intralci, nonostante negazione della intesa da parte della Regione Abruzzo, va avanti il progetto Snam di metanodotto che interseca faglie sismogenetiche e centrale di spinta a Sulmona

Sono un professore dell’Università dell’Aquila e sentendo la telefonata di Bianchi, vorrei dire che sono nate altre associazioni, come Ilaria Rambaldi onlus e da quattro anni lavoriamo nel campo della prevenzione sismica con i corsi di laurea di Ingegneria civile, ambientale e edile e architettura.

Paolo: Non c’e stata prevenzione sismica prima (declassamento del grado di criticità sismica,studi geologici non considerati) e manca un serio piano protezione civile.

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