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Referendum trivelle: le ragioni del sì e quelle del no

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Cinque giorni al referendum sulle trivelle, e il tema diventa dominante.
Cosa prevede il quesito, cosa comporta per ambiente, energia, occupazione. Le ragioni del Si, quelle del No, ma anche quelle dell’astensionismo contro quelle della partecipazione.

Gli ospiti del 12 aprile 2016:

Matteo Di Castelnuovo, Università Bocconi di Milano

Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia

Alessandro Giannì, direttore campagne di Greenpeace Italia

Ugo Mattei, Università della California, è stato vice presidente della Commissione Rodotà per i Beni pubblici, è stato estensore del quesito sull’acqua e autore di L’acqua e i beni comuni (Manifestolibri, 2011), il suo ultimo libro è Il benicomunismo e i suoi nemici (Einaudi, 2015)

Luciano Capone, giornalista, scrive su Il Foglio dove ha firmato giorni fa il pezzo “Trivelle, addio. Votare, ma per cosa?”

Ascolta la puntata

Trivelle: tutta la città ne ha parlato

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A un mese dal referendum, il 17 marzo, Tutta la città ne parla ha affrontato il tema delle trivellazioni insieme a Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente; Alessandro Beulke, presidente del Nimby Forum e membro del comitato Ottimisti e Razionali; Inoslav Besker, corrispondente del Jutarnji list, quotidiano di Zagabria e Michele Governatori, scrittore, conduttore radiofonico rcuratore del blog sull’energia Derrick. Riascolta la puntata qui.

È giusto essere interpellati

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Nella: Vorrei capire: carbone no, nucleare no, petrolio e metano no, centrali idroelettriche no, pale eoliche no, pannelli solari no. Tutto inquina e deturpa l’ambiente. Ma allora come si fa a continuare la nostra vita modernissima!

Laura: Penso che da cittadina amante della natura non vorrei essere interpellata su temi di questo tipo e non posso votare in modo ideologico come fanno in tanti quindi ho dei dubbi e non penso si possa chiedere a non esperti una questione così tecnica.

Il referendum è fondamentale?

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Julio: Il ragionamento dell’ astensionismo non mi piace, perché mira a farlo entrare come un elemento di democrazia, quando il voto è lo strumento che legittima un governo. Convincere percentuali più basse di votanti è più facile, e allo stesso tempo diminuisce il compromesso, proprio perché pochi si sono interessati a partecipare. Vale per un referendum come per una consultazione politica.

Liliana: Chiedo scusa…ma se non trivelliamo noi, non trivelleranno albanesi, rumeni e croati? Io penso che la cosa importante sia il controllo affinché leggi, normative e regolamenti vengano attuati e rispettati. Per me il problema non è la trivellazione ma i controllori italiani eternamente assenti in qualsiasi settore.

Giuseppe: Perché il rinnovo illimitato delle concessioni alle piattaforme petrolifere è diventato così fondamentale per il futuro energetico di questo paese? Non è più prudente, alla scadenza, sottoporle a rinnovo previa verifica che continuino a sussistere le condizioni di sicurezza? In fondo si tratta di una fonte molto limitata delle fonti di approvvigionamento nazionale, con rischi alti per l’ambiente. Già queste compagnie sono agevolate con le basse royalties, ma così si aumenta il rischio di doversi accollare lo smantellamento delle piattaforme, a giacimenti esauriti. Lasciare alle compagnie la facoltà di sfruttare i giacimenti come meglio credono è incomprensibile.

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