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Casaleggio, il leader ombra

CASALEGGIO

Chi era Gianroberto Casaleggio? Cosa ha rappresentato per la politica italiana? Oggi, partendo dalle telefonate di due ascoltatori a Prima Pagina, ci occupiamo di Casaleggio e della sua eredità. Cercheremo di fare un approfondimento non solo politico ma anche culturale. Cosa ci racconta dell’Italia il mondo Casaleggio?
Qual è il suo lascito?

Gli ospiti della puntata del 13 aprile 2016

Daniele Manca vicedirettore del Corriere della Sera firma oggi il pezzo “Casaleggio: dall’Olivetti al sogno della Rete, un leader sfuggente e visionario” ci racconta il suo dialogo con il leader ombra del M5S

Massimiliano Panarari, insegna Marketing politico alla School of Government della Luiss; è autore di L’egemonia sotto culturale. L’Italia da Gramsci al gossip (Einaudi, 2010). Editorialista de La Stampa

Lorenzo Fazio, fondatore ed editore di Chiarelettere e dei libri di Gianroberto Casaleggio:  è del 2013 il libro firmato da Casaleggio, Grillo e Dario Fo Il Grillo canta sempre al tramonto. Dialogo sull’Italia e il Movimento 5 stelle; solo con Grillo ha scritto nel 2014 Siamo in guerra. Per una nuova politica.

Sara Bentivegna, insegna Comunicazione politica alla Sapienza di Roma, il suo ultimo libro è A colpi di tweet. La politica in prima persona (Il Mulino, 2015)

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Nel 2014 usciva il libro Alfabeto Grillo. Dizionario critico ragionato del Movimento 5 Stelle (Mimesis), un viaggio nelle parole chiave di una rivoluzione politica che continua, dalla D di democrazia diretta alla U di Unione europea.

Così scrive nell’introduzione Marco Laudonio, curatore del volume insieme a Massimiliano Panarari:

“Nell’ambito del civic engagement, delle nuove modalità e dinamiche di comunicazione e d’interazione, sperimentate timidamente da istituzioni e partiti italiani, il moVimento Cinque Stelle irrompe sulla scena, schiaffeggiando e sbeffeggiando ogni tentativo di evoluzione, bocciandolo come inutile e superato, a cui è contrapposta un’identità pre-politica con la rete come unico spazio pubblico.

Gli incontri dettati dai meet-up, l’apartheid digitale, che premia i “bandivori” sempre connessi, specie i più giovani, escludendo chi non naviga: è un cammino palingenetico in cui spogliarsi di usi e costumi consumistici, della cultura e della scienza che vanno avanti secondo paradigmi consolidati, per non parlare della ritualità e delle garanzie della democrazia rappresentativa, da rigettare del tutto. Ma quale politica rappresentano i 5 Stelle? Nella chiave grillina si ritengono superati sia i concetti di destra e sinistra, sia le categorie dei conservatori e dei riformisti. Non ci sono più interessi contrapposti a essere rappresentati da forze politiche in contrapposizione, non c’è più la possibilità di riforme di sistema condivise.

Il lessico cambia, funziona la retorica del noi contro loro in sostituzione di quella “destra contro sinistra” e ancora di più l’uso dell’avanti e del dietro. Non in contrapposizione ma con significati diversi: il moVimento avanti rispetto ai partiti (ed è un mantra stucchevole quello dei grillini eletti sul punto: “non siamo un partito ma un movimento”), avanti nell’interpretazione del grande imbroglio dell’Unione Europea, avanti nell’aver capito come la decrescita sia una strada per uscire dalla crisi, anzi l’unica”.

Casaleggio non era un politico

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Bruno: È molto significativo il fatto che nei commenti ufficiali sulla morte di Casaleggio ci si riferisca a lui come a un “politico”, mentre Casaleggio non aveva nulla del politico in senso classico, un tempo si sarebbe casomai definito una “eminenza grigia”, un suggeritore intellettuale. Casaleggio non è mai comparso in un talk-show, non ha mai fatto un comizio, credo non abbia mai partecipato a una riunione di sezione. Considerarlo un “politico” segnala una mutazione antropologica della politica, che assume ormai un carattere virtuale e immaginifico. Infatti le poche interviste che si ricordano di lui avevano un carattere fantapolitico, si muovevano in una prospettiva utopistico-palingenetica.

Maria Grazia: Credo, che al di là delle valutazioni personali sulla figura invero poco conosciuta di Casaleggio, tutti dobbano riconoscere a lui e al movimento il merito grande e innegabile di aver cercato di rimettere il cittadino al centro della politica e di averlo riportato a fare politica attiva dopo tanta disaffezione dovuta alle porcherie fatte negli ultimi 40 anni dalla politica ortodossa…

La storia di Casaleggio, dagli anni in Olivetti al blog di Grillo

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«Attenzione ai dettagli. Perché i dettagli sono importanti, fanno la differenza». Gianroberto Casaleggio deve molto del suo successo imprenditoriale ai dettagli. Non ha mai lasciato nulla al caso, e pretendeva lo stesso dalle persone che lavoravano al suo fianco. Il Casaleggio imprenditore è un uomo totalmente diverso da quello che le cronache politiche hanno dipinto in questi ultimi tre anni. Il MoVimento 5 Stelle è figlio suo, e lo sarà per sempre. Ma la storia professionale di Gianroberto è densa di molto altro.

Milanese, vegetariano convinto, dirigente d’azienda sin da giovanissimo, aveva iniziato a Ivrea nella Olivetti di Roberto Colaninno come progettista software. Erano gli anni d’oro dell’informatica italiana. E Casaleggio era una delle menti più lucide. Un innovatore vero, e al centro delle sue idee – che non prevedevano mai compromessi – c’era un unico comune denominatore: Internet. Anzi, la Rete, come preferiva chiamarla.

Continua a leggere l’articolo di Simona Biagetti sul Sole 24 Ore

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