Monthly Archives: aprile 2016

Italia 2050: quale futuro?

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In pensione a 75 anni. Queste sono le previsioni di Tito Boeri, presidente dell’Inps, per la generazione anni 80. Una storia contributiva già frammentata, un mercato del lavoro sempre in divenire, le riforme che si susseguono: che pensione avranno i 30enni di oggi, ma soprattutto che lavoro avranno?

Gli ospiti del 20 aprile 2016

Pietro Garibaldi , insegna Economia Politica all’Università di Torino, è direttore del Collegio Carlo Alberto e responsabile degli studi sul lavoro della Fondazione Debenedetti. Ha cofondato lavoce.info con Tito Boeri, tra i suoi libri ricordiamo Un nuovo contratto per tutti (Chiarelettere, 2008)

Adriano Favole, antropologo, vicedirettore del Dipartimento Cultura politica e società dell’Università di Torino, collabora con La Lettura del Corriere della Sera, ultimo libro uscito per Laterza La bussola dell’antropologo. Orientarsi in un mare di culture

Antonio Scurati, scrittore, tra i suoi libri, saggi e romanzi, Il tempo migliore della nostra vita (2015), Gli anni che non stiamo vivendo, e soprattutto il romanzo “fantascientifico” La seconda mezzanotte (2012)

Gabriele Ramaiolistudente del Politecnico

Ascolta qui l’intera puntata

“I 5 studenti italiani campioni della finanza”

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Mentre l’Inps calcola le loro pensioni e alcuni esperti (pochi) cercano di capire che lavoro faranno e che futuro li aspetta, alcuni giovani italiani si danno da fare eccome. Cinque di loro, studenti di ingegneria gestionale al Politecnico di Milano, sono risultati secondi al mondo nell’analisi finanziaria di bilancio al Cfa Challenge a Chicago. 

Gabriele Ramaioli, uno dei fantastici cinque, ci racconta la loro storia. Ascoltalo qui

Diventare adulti? Che fatica!

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Si parla di pensioni future dei giovani lavoratori, ma in Italia pochi sono interessati. Forse perché, da noi più che in altri paesi, si fatica a diventare adulti? E’ questo l’esito del tramonto, in Occidente e in Italia in particolare, dei riti di passaggio?

Questo ipotizzano l’antropologo Marco Aime e lo psicologo Gustavo Pietropoli Charmet nel libro La fatica di diventare grandi (Einaudi 2014) di cui trovate qui un estratto.

Qui invece la recensione del libro firmata da Adriano Favole, l’antropologo intervenuto a Tutta la città ne parla

Consiglio di lettura: La strada di Cormack McCarthy

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«Guardati intorno, – disse. – Non c’è profeta nella lunga storia della terra a cui questo momento non renda giustizia. Di qualunque forma abbiate parlato, avevate ragione».
Che cosa resta quando non c’è più un dopo perché il dopo è già qui? Generazioni di scienziati, mistici e scrittori hanno offerto in risposta le loro visioni di luce e tenebra. Ci hanno prospettato inferni d’acqua e di fuoco e aldilà celesti, fini irrevocabili e nuove nascite, ci hanno variamente affascinato o repulso, rassicurato o atterrito. Nell’insuperabile creazione mccarthiana, la post-apocalisse ha il volto realistico di un padre e un figlio in viaggio su un groviglio di strade senza origine e senza meta, dentro una natura ridotta a involucro asciutto, fra le vestigia paurosamente riconoscibili di un mondo svuotato e inutile. Resta, perciò, uno sguardo discreto in avanti e forse in alto, oltre a quello nostalgico voltato a rimirare il regno dell’uomo così come lo conosciamo. In questa risposta di McCarthy – epica, elegiaca, mitica, profetica, straziante, universale – resta perfino l’imprevedibile: un’affettuosa quotidianità che consola e scalda il cuore.

Leggi un estratto de La Strada, cliccando qui

Padoan e il Governo sul sistema pensionistico

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Il Governo apre a un intervento sul sistema pensionistico, con il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che si dice “favorevole a un ragionamento complesso” sul tema. L’obiettivo è doppio: abbassare l’asticella per chi vuole uscire e sbloccare un turnover rimasto al palo. La ricetta è quindi quella della flessibilità, l’alternativa avverte il presidente dell’Inps Tito Boeri è drammatica: “intere generazioni perdute”, dice con assonanza alla lost generation citata dal presidente Bce Mario Draghi. Il problema sono i costi dell’operazione e il sottosegretario Tommaso Nannicini i conti li ha già fatti, “5 o 7 miliardi”, ma lo Stato potrebbe condividere la spesa “con uno sforzo di creatività e soluzioni di mercato”. E qui le banche potrebbero giocare un ruolo, in uno scenario nuovo, con un mix di alternative e un maggiore peso del secondo pilastro.

Guarda il video e leggi l’articolo completo

La fiducia nel futuro

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Emidio: Ma come si fa ad avere fiducia nel futuro, quando questo non è nelle nostre mani? Certo, sono sempre possibili scelte personali – almeno per chi vive in democrazia – ma la società è guidata dalle decisioni del grande capitalismo finanziario e dai fenomeni globali che nessuno in realtà può indirizzare, di cui sono un esempio i grandi flussi migratori. Anche chi emigra – che sia dal nord o dal sud del mondo – dimostra di non avere alcuna fiducia che le cose cambino nel suo Paese, ma che si può avere speranza solo andando in un altro “mondo”, un mondo che si trova bello e fatto e che deve accettare così com’è.

Eli: La crisi degli ultimi 9 anni è stata indotta per costringere i cittadini europei a sottomettersi al pessimo medello di economia, società, governi voluta dal grande capitalismo ultraliberista finanziario internazionale. Anche sulle pensioni si vuole smantellare il sistema pubblico per sostituirlo con pensioni private che in un attimo possono sfumare per una truffa o un cattivo investimento in borsa (come accade negli USA).

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