Monthly Archives: aprile 2016

Giustizia e politica: chi scioglie il nodo?

magistratura

“I politici non hanno smesso di rubare, hanno solo smesso di vergognarsi”. Questa frase del nuovo presidente dell’Anm Piercamillo Davigo, insieme ad altre di questi giorni, ha riacceso lo scontro mai risolto tra politica e magistratura.

Gli ospiti di Tutta la città ne parla del 26 aprile 2016

Dario Ippolito, insegna Storia della Filosofia all’Università di Roma

Mauro Barberis, insegna Filosofia del Diritto all’Università di Trieste, con Luigi Ippolito ha firmato il libro per il Mulino Dei diritti e delle garanzie. Conversazione con Mauro Barberis

Susanna Marietti, coordinatrice Associazione Antigone

Fabio, studente che sta partecipando alla prima giornata di incontri sul “Piccolo Atlante della Corruzione”

Renato Borzone, avvocato, responsabile dell’Osservatorio sull’informazione giudiziaria (media e processi) dell’Unione delle Camere Penali.

Ascolta qui l’intera puntata

 

I colletti bianchi in Italia non vanno in prigione

colletti

C’è un dato evidente che dimostra come la giustizia, in Italia, non sia proprio uguale per tutti. Da noi chi ha i soldi per difendersi in galera non ci va, e trova anzi un apparato normativo (le leggi che si fanno in parlamento insomma) che lo tutela, a scapito di altre tipologie di reato, quelle tipiche dei più poveri, dei marginalizzati.

In Italia nel 2014 le prigioni, dice il Consiglio d’Europa, ospitavano solo 230 persone per reati finanziari e fiscali (insider trading, agiotaggio, bancarotta fraudolenta); nelle carceri tedesche invece erano 7986. La media italiana di colletti bianchi dietro le sbarre, lo 0,6% della popolazione carceraria, è circa un decimo della media europeo.

Qui il commento a questi dati pubblicato nel 2015 da Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera.

 

Un giudice – le parole di Fabrizio De Andrè

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Cosa vuol dire avere

un metro e mezzo di statura,

ve lo rivelan gli occhi
e le battute della gente,
o la curiosità
di una ragazza irriverente
che si avvicina solo
per un suo dubbio impertinente:vuole scoprir se è vero
quanto si dice intorno ai nani,
che siano i più forniti
della virtù meno apparente,
fra tutte le virtù
la più indecente.Passano gli anni, i mesi,
e se li conti anche i minuti,
è triste trovarsi adulti
senza essere cresciuti;
la maldicenza insiste,
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perché ha il cuore troppo,
troppo vicino al buco del culo.Fu nelle notti insonni
vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami.
diventai procuratore
per imboccar la strada
che dalle panche d’una cattedrale
porta alla sacrestia
quindi alla cattedra d’un tribunale,
giudice finalmente,
arbitro in terra del bene e del male.E allora la mia statura
non dispensò più buonumore
a chi alla sbarra in piedi
mi diceva Vostro Onore,
e di affidarli al boia
fu un piacere del tutto mio,
prima di genuflettermi
nell’ora dell’addio
non conoscendo affatto
la statura di Dio.
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