Monthly Archives: giugno 2016

Recupero corpi in mare, tra pietas e polemiche. Ascolta la puntata

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Il culto dei morti, la prima forma di umanità. Cosa perdiamo se di fronte al recupero dei corpi, dei morti del Mediterraneo, la domanda diventa “Quanto ci costa”?

Gli ospiti del 30 giugno 2016

Umberto Curiinsegna Storia della filosofia a Padova, tra i suoi ultimi libri Passione

Giorgia Mirto, ricercatrice sul campo dell’Università di York, lavora da anni all’identificazione dei morti nel Canale di Sicilia, il suo lavoro è anche sul sito www.borderdeaths.org

Alessandro Leogrande, scrittore e giornalista, vicedirettore de Lo Straniero

Max Hirzel, reporter e attivista esperto di immigrazione, ha diretto per diversi anni a Biella il giornale di immigrati “Mondo Capovolto”.

Paolo Pezzutti, comandante del Comando Subacqueo incursorio.

Spreco di soldi o atto di pietas? Un dibattito infuocato

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E’ successo qualcosa di imprevisto oggi, a Radio3. La notizia del recupero in mare dei 700 corpi dei migranti naufragato il 18 aprile 2015 ha sollevato reazioni durissime, contrapposte, molto accese. Un atto doveroso, per dare un nome ai morti e verità ai loro cari, o uno spreco di risorse pubbliche? Qui sotto solo alcuni dei tanti sms ricevuti, tanto per dare un’idea della “pancia” e della “mente” del paese…

LA SPESA X IL RECUPERO DEI CADAVERI E ” TALMENTE FORTE CHE NOI ITALIANI A 500E. AL MESE NE SIAMO “COLPITI” !! DA MILLENNI I MARI SONO ”IL RIPOSO” DEI DECEDUTI SIA X LE GUERRE CHE PER MAREGGIATE!! (X FAVORE RISPONDA !!)LUCIANA

Il ” principio etico” secondo cui i corpi dei migranti in fondo al mare vanno recuperati e seppelliti non è per niente universale. Basta pensare a chi preferisce cremare i propri cari e spargerne le ceneri in mare. Il problema dei costi non è affatto squallido e immorale: ogni euro potrebbe essere speso in maniera alternativa. Io sono convinto che sarebbe molto meglio spenderli per assistere i sopravissuti e temo proprio che quei soldi siano stati sottratti a fondi a scopo umanitario. I giornalisti “moralisti” dovrebbero invece informarci sulla provenienza di quei soldi e su chi ha preso quella discutibilissima decisione. Geri

la Pietas é alle fondamenta della vita civile della nostra civiltà. Consalvo da roma.

È difficile pensare di dare dignità ai morti che ai nostri occhi privilegiati non avevano dignità neanche da vivi. Silvia

Cosa hanno del sentimento di umanità gli autori di questi messaggi? Che miseria! Diana

Recupero barcone: offensivo nei riguardi di molti italiani in difficoltà. Sepolture sempre fatte in mare. Rosy

Che strano popolo siamo. Giriamo la testa davanti agli sprechi vergognosi che vediamo quotidianamente, ma poi ci indignamo per quello che è forse uno “spreco “‘ che però ci fa onore!! Giusi.

“Eppure lo sapevamo anche noi l’odore delle stive, l’amaro del partire, lo sapevamo anche noi. E una lingua da disimparare e un’altra da imparare in fretta prima della bicicletta, lo sapevamo anche noi. E la nebbia di fiato alle vetrine, il tiepido del pane e l’onta di un rifiuto. Lo sapevamo anche noi questo guardare muto” (Gianmaria Testa) A tutti i migranti, di tutti i Paesi, di tutti i tempi… Giannina

La sepoltura in mare è un’antica tradizione. Non c’è una motivazione che giustifichi andare a cercare dei corpi che hanno già trovato sepoltura in fondo al mare. Corrado

La domanda sui costi di sepoltura dei migranti ha senso solo se la stessa cifra si volesse spendere per salvare migranti vivi. A volte in Italia si rispetta più la morte che la vita, retaggio della religione cattolica. titta

Io trovo orrendo ridurre tutto all’economia, pensare sempre ai costi di ciò che si sta facendo come se ogni azione fosse solo un rapporto tra costi e benefici. Come se lo stare nel mondo non fosse un rapporto tra la gioia di esserci e i doveri di esserci. Paolo Aina Milano         

BRAVA ITALIA ! Il recupero del barconi con i migranti morti dal profondo del mare è una grande impresa degna di vero paese civile e solidale mi sento orgogliosa di essere italiana grazie t. C. Genova              

Non ci sono soldi x sanità pensioni manutenzione strade incentivi allo sviluppo riduzione drl debito. Ma ci beiamo di aver recuperato il relitto di un barcone naufragato nelle acque libiche. Quamto è costata questa scellerata scelta demagogica? M.chiara            

Si conosce il costo del sollevamento del traghetto affondato e del riconoscimento delle vittime? Grazie. Maria               

Va bene dare sepoltura ai 700 naufraghi,sarebbe stato meglio impedire che morissero dando loro possibilità di vita al loro paese Franco

Recupero in mare dei corpi dei migranti. La paghiamo noi, ma è un minimo di umanità che dobbiamo a loro. Abbiamo un debito enorme verso di loro. Chiediamoci invece quanto ci costa mantenere le mafie che organizzano questo immondo commercio di schiavi. Giovanna. Ravenna.

Per la pietà dovuta ai morti rileggere Antigone rivedere L’arpa birmana riascoltare De André. Isabella

E più “offensivo” e “imbrazzante” Lei che fa l’umanista ma non deve pagare di persona in termini di tagli drastici al welfare (che Lei non vive sulla sua pelle, avendo l’ssicurazione sanitaria dei giornalisti e il trattamento pensionistico dei giornalisti) come gli italiani (ancora) vivi che vedono usare le scarse risorse per riesumare dei morti sepolti in mare, che è la sepoltura di tanti lavoratori marittimi italiani, uno disperso anke in questi giorni. Franco

Ma tutti i morti nelle battaglie navali di tutte le guerre del passato? E quando si moriva durante i viaggi per mare quando i viaggi duravano mesi? Non facciamo retorica sui nomi, per favore. Fiora

Purtroppo credo che se fossero stati nostri parenti ci saremmo battuti per il recupero( ho constatato questo atteggiamento in altri contesti). Nazzareno

Non solo x i morti ma soprattutto x i vivi che hanno perso i loro cari è importnte il recupero delle salme, x aiutarli così alla loro elaborazione del lutto, Andrea

si spendono milioni x recuperare i morti o x ammassare vivi in orrendi campi di raccolta…..tutto x lavarci la coscienza…quando si iniziera’veramente la politica x la vita….??? meno ipocrisia meno populismo piu”concretezza please….Betty da Venezia

I conti vanno fatti sempre e comunque. Non è ragioniersmo, è responsabilità del denaro pubblico. Si fanno i conti e poi si decide cosa fare, prendendosi le responsabilità. Altrimenti l’irresponsabilità diventa sistema, come già è in Italia, e la retorica fa gioco con la truffa. Personalmente sono d’accordo con l’operazione di recupero, ma la vostra retorica, Bulzoni compreso, è davvero eccessiva. Bisogna ragionare e far ragionare. Simone

Sì, tutto bene…l’umana pietà ecc. ecc. Ma ormai siamo tutti sospettosi: chi ci guadagna? Recuperiamo i morti in mare, ma cosa si fa per evitare che si uccidano gli esodati, i senza lavoro, ecc.? E quando abbiamo avuto le nostre guerre, di certo non siamo scappati in altre nazioni. C’è qualcosa che non funziona in tutto ciò, interessi, ecc. Roberta e Roberto / Scicli

Non voglio che le mie tasse siano buttate così.che follia,mi passa la voglia d’essere di sinistra,poi ci si lamenta dei rigurgiti razzisti e dello sfascio dell’Europa.quanta retorica..

Sembra Radio Padania. Grazie a questi ascoltatori senza paura di suonare politicamente scorretti. L’ascoltatore che parla di “filiera dei clandestini ” mi toglie le parole di bocca. Complimenti per la trasmissione intellettualmente onesta. Michele Biella

Bisogna chiedere a questa gente che pensa solo a pochi miseri milioni, con i quali lo Stato non risolverebbe nessun problema, se avessero una figlia là sotto, se sarebbero della stessa opinione..

Credetemi ,con il cuore in frantumi,io se avessi perso un figlio un mio caro vorrej che fosse lasciato riposare assieme agli altri sventurati nel mare che era la vita ma gli ha inghiottiti ed ora gli tiene in una culla di pace. Teresa

‘lascia che i morti seppelliscano i loro morti’ (mt, 8, 21) bisogna salvare i vivi finché c’è tempo,c’è altro dolore che incombe,quello del prossimo. Sì anch’io penso che sia stato uno spreco inutile. Rosa

Il Piccolo Comune di Tarsia in Calabria ha deciso nel 2015 in accordo con Regione e Governo la costruzione di un cimitero x le centinaia di migranti in fuga morti nel mare. Cimitero vicino al campo di concentramento del paese che ospitò 3000 ebrei durante la guerra. Tutti si salvarono grazie alla protezione delle persone di Tarsia. Il cimitero dei migranti verra’ inaugurato il 3 ottobre giornata della memoria dei migranti morti nel Mediterraneo. Tina roma

Sponde

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Sponde, nel sicuro sole del nord è il titolo del film documentario di Irene Dionisio, regista torinese che ha raccontato la vita di due uomini, l’uno italiano l’altro tunisino, e il loro destino comune: quello di dare una degna sepoltura ai migranti morti fra le due sponde del mare. Irene Dionisio è stata ospite di Hollywood Party, per ascoltare l’intervista clicca qui.
Qui una preview.

In Libia il cimitero degli ignoti

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Lo chiamano il “cimitero degli ignoti”. Qui, a Bir el-Osta Milad, in Libia, sono state sepolte migliaia di persone senza nome, tutti migranti che hanno tentato di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’Europa ma non ce l’hanno fatta. I loro corpi sono stati recuperati dalla guardia costiera libica e sepolti qui: sulla lapide nessuno nome, solo una data che indica il giorno in cui sono stati trovati in mare. Imad Ben salem, tunisino è qui alla ricerca di suo fratello Qabil.

“Se ne è andato a settembre, non era solo erano 127 persone e solo una è sopravvissuta”. Imad ha lasciato il suo lavoro per partire alla ricerca dei resti del fratello, ha trovato la tomba, ma sta combattendo con la burocrazia per riuscire a portare la salma a casa. Ad aiutarlo gli uomini e le donne della Croce Rossa, di cui fa parte Abdelhamid el Zwei.

“Non dimenticheremo mai il periodo passato qui, soprattutto le storie che abbiamo sentito, i corpi di bambini, donne giovani. Abbiamo sempre paura di trovare qualcuno che conosciamo, un ex collega morto sulla spiaggia”

Un dramma che l’Italia purtroppo conosce bene, con le migliaia di persone morte al largo di Lampedusa ed è raccontato, nel modo più terribile, da queste 130 tombe appena preparate per far fronte alla prossima tragedia.

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