Monthly Archives: giugno 2016

Elezioni 2016: cresce l’astensione. Ascolta la puntata

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Con i primi risultati iniziano ragionamenti e analisi.
L’astensione per esempio, che cresce, anche se in alcune città si è votato di più: per alcuni è un dato in aumento e gravissimo, per altri, in fondo, un allineamento ai livelli europei.
E intanto intorno al sindaco, figura protagonista di una lunga e importante stagione politica e che sembrava baluardo della partecipazione, cala la fiducia, la partecipazione, l’interesse

Gli ospiti del 7 giugno 2016

Massimo Cacciari, filosofo

Piergiorgio Corbetta, direttore delle ricerche dell’Istituto Cattaneo. Tra i suoi libri segnaliamo Il partito di Grillo (Il Mulino, 2013)

Sara Bentivegna, insegna Comunicazione politica alla Sapienza di Roma, il suo ultimo libro è A colpi di tweet. La politica in prima persona (Il Mulino, 2015)

Maurizio Carbone, insegna Relazioni internazionali a Glasgow, ha appena curato per Il Mulino insieme a SImona Piattoni “Politica in Italia 2016. I fatti dell’anno e le interpretazioni”

Antonello Costabile, insegna Sociologia politica all’Università della Calabria, ha seguito tutta la campagna elettorale. Ha scritto Il potere politico (Carocci, 2002)

Ascolta la puntata

Brexit s’avvicina? Cosa ci aspetta? Due interviste illuminanti

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Il referendum del 23 giugno s’avvicina, i britannici che vogliono dire addio all’Europa crescono nei sondaggi (al 52% secondo il Guardian). Che effetto potrebbe avere Brexit sull’economia europea? E sulla fragile Italia? Le risposte di due analisti d’eccezione, al Festival di Trento: l’economista italiano, di fama mondiale, Giovanni Peri, e la studiosa di origini indiane della London School of Economics Swati Dhingra. Una lezione preziosissima, da ascoltare.

 

Cacciari: i sindaci non contano più niente!

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Perché stupirsi dell’affluenza in calo? Gli elettori sanno bene che il sindaco ha le mani legate e pochissime risorse a disposizione. Il progetto di un’Italia che rinascesse dai sindaci, dopo l’elezione diretta raggiunta nel ’93, è tramontata da 15 anni!

Massimo Cacciari, filosofo e tre volte sindaco, dà la sua lettura del voto di ieri. Ascoltalo qui

in Calabria affluenza del 64,05%

Sono chiusi dalle 23 i seggi elettorali allestiti per l’elezioni Amministrative. Al via, quindi, lo scrutinio delle schede. Sul sito del Viminale stanno arrivando i primi dati sull’affluenza di questa tornata elettorale.

In Calabria l’affluenza alle urne, nei comuni intressati al rinnovo di sindaco e consiglio comunali, è stata del 64,05%. Nella precedente tornata elettorale (si votava in due giorni) l’affluenza è stata del 67,09%.

Nella provincia di Catanzaro, nei 22 comuni chiamati al voto, è andato a votare il 61,12%.

Nella provincia di Cosenza, l’affluenza dei votanti, nei 37 comuni, è stata del 65,69%.

Nel crotonese, nei cinque comuni è andato a votare il 69,60%.

Nel reggino, nei 14 comuni chiamati al voto, è andato a votare il 57,18%.

Nella provincia di Vibo Valentia l’affluenza, nei 10 comuni, è stata del 55,58%.

Quando sono noti i dati relativi a quasi tutti i comuni  sui 1.274 totali, l’affluenza alle urne per le elezioni comunali, rilevata alle 23, va attestandosi intorno al 65%. Alle precedenti era andato alle urne il 71%.

Alle 23 a Cosenza ha votato il 72,32%

E’ stata del 72,32% l’affluenza alle urne rilevata alle 23 a Cosenza, dove si è votato per il sindaco e per il consiglio comunale.

Alle 23 a Crotone ha votato il 71,18%

E’ stata del 71,18% l’affluenza alle urne rilevata alle 23 a Crotone, dove si è votato per il sindaco e per il consiglio comunale.

Leggi qui tutti i dati

Il libro: “Fuga dalle urne”

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Fuga dalle urne. Astensionismo e partecipazione elettorale in Italia dal 1861 a oggi. Di Francesco Fornero (Epokè editore)

L’astensionismo è da sempre un tema ai margini del dibattito politico e politologico, almeno in Italia. I dati spesso sono analizzati con l’attenzione che meritano solamente all’indomani dello scrutinio dei voti: un grido di allarme sullo stato di salute della nostra democrazia rappresentativa, che da un po’ di tempo a questa parte giunge, puntualmente, dalle urne. Eppure la partecipazione elettorale rappresenta uno dei principali indicatori del corretto funzionamento del rapporto tra cittadini e istituzioni.
In questo saggio Fornaro ripercorre, dati alla mano, le diverse tappe della partecipazione elettorale in Italia: dallo stato liberale, al difficile cammino verso il suffragio universale, bruscamente interrotto nel ventennio fascista; dalla “Repubblica dei partiti” in cui i partiti di massa veicolavano una partecipazione pressoché totale e votare veniva visto come un obbligo civico, ai primi segnali di volatilità elettorale negli anni ’80; dalla “seconda Repubblica” fino alla “tempesta perfetta” del 2013 in cui si sono saldate tendenze di breve e lungo periodo causando una vera propria fuga dalle urne.

Cazzullo: la spinta che manca per i sindaci

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Sarà stata la bella giornata; e forse non è una grande idea indire le elezioni la domenica di fine ponte. La sera i seggi si sono finalmente affollati; e alla fine poteva anche andare peggio. Ma se le previsioni più catastrofiche sono state smentire, resta il fatto che un’ampia quota degli abitanti delle due capitali d’Italia – quella politica e quella economica – non concorre a scegliere il proprio sindaco. E questo indica che qualcosa, nel funzionamento della democrazia italiana, non va. L’entusiasmo che aveva accompagnato la stagione dei sindaci si è spento. Oggi il sindaco non è più l’interprete della sua città; a volte è un reprobo, quasi sempre è un amministratore che non ha un euro da spendere.

Leggi l’analisi di Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera

la logica del ‘tanto non cambia nulla’

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Ilvo Diamanti su Repubblica presenta qualche dato sulla declinante partecipazione degli italiani alle consultazioni elettorali, poi ci rassicura: “Non c’è nulla di cui allarmarsi. L’astensione non è una minaccia che incombe sulla nostra democrazia. È, invece, fisiologica. Anche se, fino agli anni Novanta, in Italia votavano tutti… A Londra, di recente, è stato eletto sindaco il laburista di origine pachistana Sadiq Khan. Ha votato meno della metà degli aventi diritto. Ma a nessuno è venuto in mente di discutere legittimità del voto. Né il fondamento della democrazia in Inghilterra”.

Aggiunge Diamanti: “Se votare è un diritto e lo è anche non votare. Chi non vota accetta – e subisce – la scelta di chi vota”, e su questo siamo d’accordo. Ma è difficile condividere l’ottimismo di Diamanti sulle cause dell’astensionismo e sui suoi effetti.

Leggi l’articolo di Gawronski su Il Fatto Quotidiano

I dati dell’affluenza

È stata del 62,14% l’affluenza alle urne per il primo turno delle amministrative 2016 che ha interessato 1274 comuni, esclusi quelli del Friuli Venezia Giulia e della Sicilia. Il dato è del Viminale. Rispetto alle precedenti amministrative si registra un calo di oltre cinque  punti (la volta precedente l’affluenza era stata del 67,42%).

Secondo quanto riportato dal sito elettorale del Campidoglio, l’affluenza al voto per le elezioni Comunali a Roma è stata del 57,19% . Alle precedenti elezioni comunali aveva votato il 52,81% degli aventi diritto, quasi il 4,3 per cento in più. In questa tornata elettorale ci sono stati meno elettori alle urne nei quartieri più ricchi (centro storico, Prati, Cassia e Flaminia), e il picco degli elettori nel III municipio, ovvero periferia nord.

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