Monthly Archives: giugno 2016

Farinelli: tramonta lo spazio, tornano i luoghi

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Il geografo e straordinario pensatore Franco Farinelli al Festival dell’Economia ha incantato il pubblico con la sua storia del nostro rapporto con lo spazio, da Marco Polo a Colombo alla prospettiva dei fiorentini: un concetto, lo spazio, senza il quale non si capirebbe la scienza moderna, la tecnica, l’economia capitalistica, la conquista della natura, lo sradicamento dell’io. E spiega come oggi quello spazio moderno tramonta, per far riaffiorare i luoghi, le relazioni…un intervento preziosissimo, un regalo, tutto da ascoltare.

 

Amministrative 2016: quale populismo? Ascolta la puntata

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Reazioni, commenti, analisi sul voto di domenica. Proviamo a vedere quali sono i flussi profondi, quelli culturali soprattutto, difficili da decifrare perché parliamo di un voto locale, frammentato.
Al centro della discussione stamattina c’è il Populismo, questo grande spettro che si aggira per l’Europa: cosa vuol dire, quanto conta in tutti gli schieramenti, chi è populista oggi?

Gli ospiti del 7 giugno 2016

Ilvo Diamanti, sociologo, politologo e saggista, scrive le sue Mappe della società e della politica italiana su Repubblica; il suo ultimo libro è Password. Renzi, la Juve e altre questioni italiane (Feltrinelli, 2016)

Stefano Feltri, giornalista, vicedirettore del Fatto Quotidiano, il suo ultimo libro La politica non serve a niente. Perché non sarà il palazzo a salvarci (Rizzoli, 2015)

Roberto D’Alimonte, insegna Sistema Politico Italiano alla LUISS.

Nadia Urbinati, docente di Teoria politica alla Columbia University di New York, editorialista di Repubblica, tra i suoi ultimi lavori ricordiamo il libro firmato quest’anno con David Ragazzoni per Raffaello Cortina, La vera seconda Repubblica. L’ideologia e la macchina

Ascolta la puntata

Periferie a 5 stelle?

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“Il Pd si è ritirato tra le elite borghesi, nei centri storici. Le periferie e i piccoli centri sono attraversati dal disagio economico e dalla sensazione di essere esclusi, ai margini della società: il loro voto, di protesta ma forse anche, per la prima volta, di governo, in molte città (a Milano no) è a 5 stelle“. L’analisi di Stefano Feltri, vicedirettore del Fatto Quotidiano.

La lezione di Sanders

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“Una classe dirigente che non ha più contatti con le periferie dell’esistenza smette di essere elite e diventa aristocrazia“, dice Gramellini sul voto di domenica. E’ questa la chiave per leggere il voto? Una grande lotta dei populisti contro le elite, che vale in Italia e nel mondo? Qui, per orientarsi, e proprio nel giorno in cui sembra consacrata la candidatura di Hillary Clinton, l’analisi di Carlo Formenti Populismo vs oligarchia: la lezione di Bernie Sanders

 

La parola: populismo

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populismo s. m. [dall’ingl. populism (der. di populist: v. populista), per traduz. del russo narodničestvo]. – 1.Movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra l’ultimo quarto del sec. 19° e gli inizî del sec. 20°; si proponeva di raggiungere, attraverso l’attività di propaganda e proselitismo svolta dagli intellettuali presso il popoloe con una diretta azione rivoluzionaria (culminata nel 1881 con l’uccisione dello zar Alessandro II), un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate, spec. dei contadini e dei servi della gleba, e la realizzazione di una specie di socialismo rurale basato sulla comunità rurale russa, in antitesi alla società industriale occidentale. 2. Per estens., atteggiamento ideologico che, sulla base di principî e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi. Con sign. più recente, e con riferimento al mondo latino-americano, in partic. all’Argentina del tempo di J. D. Perón (v. peronismo), forma di prassi politica, tipica di paesi in via di rapido sviluppo dall’economia agricola a quella industriale, caratterizzata da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari, con il consenso dei ceti borghesi e capitalistici che possono così più agevolmente controllare e far progredire i processi di industrializzazione. In ambito artistico e letterario, rappresentazione idealizzata del popolo, considerato come modello etico e sociale: il p. nella letteratura italiana del secondo dopoguerra.

Destra e sinistra addio, è l’ora dei terzi incomodi

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Il successo grillino è l’esempio italiano di un fenomeno europeo. Siamo in un sistema “tripolare”. Emergono le “terze forze”, né di destra nè di sinistra. E contro tutte le previsioni l’Italicum rischia di trasformarsi in un fattore di instabilità politica

«C’è il tripolarismo, cari», dice più o meno Renzi ai giornalisti nella conferenza stampa dopo il voto, spiegando certi risultati deludenti, e ha senz’altro ragione. È il tripolarismo che scassa il senso delle cose soprattutto dove il voto non è “di paese” ma cittadino o addirittura metropolitano. L’Italia arriva ultima a questo schema a tre, che altrove è già da anni la croce delle classi dirigenti e dei sistemi politici: vedi la Francia, che combatte da un ventennio contro i successi elettorali lepenisti, e si salva ogni volta in corner grazie alla convergenza destra/sinistra per fermare i barbari alle porte. Ma persino i maestri francesi del doppio turno sembrano in affanno nel loro fortino. Per non parlare di altri pezzi di continente: l’Austria ha dovuto affidare ai Verdi la sua stabilità presidenziale (e chissà cosa succederà alle politiche). La Gran Bretagna rischia addirittura di uscire dall’Europa per l’affermarsi della “terza forza” anti-Ue, spuntata come un drago dalle sonnecchianti dinamiche conservatori/progressisti.

dove vince il movimento 5 stelle

Primo partito a Torino, voti triplicati in tre anni a Roma, ballottaggio in 20 Comuni. Il Movimento regge il colpo alle Comunali che spesso sono state un problema. E infatti le incognite per il Movimento restano. A partire dal fatto che è stata presentata una lista solo in un quinto delle amministrazioni al voto e da risultati insoddisfacenti di Napoli

Martina Castigliani sul Fatto Quotidiano

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