Monthly Archives: giugno 2016

Hillary, la prima donna. Ascolta la puntata

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“History made”, abbiamo fatto la storia. Così Hillary Clinton ha festeggiato la sua praticamente certa vittoria alle primarie democratiche per la corsa alla presidenza Usa. Quanto ha inciso in questo risultato il fattore D, il fatto di essere la prima donna candidata presidente? E quanto invece l’appartenenza all’establishment americano, come le rinfacciano gli oppositori? Certo è che Clinton, come ha scritto il New York Times, è il candidato presidente con maggior esperienza che ci sia sia mai stato negli Usa. Eppure non è detto che questo la farà vincere su Trump, il candidato repubblicano.

Gli ospiti di Tutta la città ne parla dell’8 giugno 2016

Patricia Thomas, corrispondente e produttrice dell’Associated Press Television News

Marco D’Eramo, giornalista, scrittore, americanista, accompagna con un suo saggio Un outsider alla Casa Bianca, l’autobiografia politica di Bernie Sanders (Jaca Book)

Nicoletta Pirozzi, ricercatrice dello Istituto Affari Internazionali

Francesco Costa, vicedirettore de il Post. Ha scritto la prefazione al volume Trump contro tutti. Le parole e le idee che infiammano la politica americana di George Beahm (Rizzoli)

Chi crede nel populista milionario?

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Che vinca o meno le elezioni – titola Internazionale – siamo nell’era di Trump, dei populisti che avanzano in tutto il mondo. Siete d’accordo? Ma com’è possibile che tanti americani emarginati, disoccupati o precari, furiosi contro le elite, si affidino a un un palazzinaro ricco sfondato? Francesco Costa, vicedirettore del Post, lo spiega così.

Hillary vira a sinistra, ma non tutti le credono

Salario minimo, estensione dell’Obamacare, aiuti agli universitari, critiche al Tpp: Hillary Clinton si è spostata molto a sinistra negli anni. Ma questo non basta, molti elettori vedono in lei, prima di tutto, l’elite, la casta dell’1% sempre più lontana dal popolo del 99%. Conquisterà mai i loro voto?

Ascolta Nicoletta Pirozzi, ricercatrice dell’Istituto Affari Internazionali

Se Hillary si rafforza, Trump s’indebolisce

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Se Hillary Clinton ha già vinto la nomination democratica e si rafforza, Donald Trump si indebolisce. Partiamo dall’ennesima pagina di storia americana scritta alla fine di queste straordinarie primarie: comunque andranno le cose a novembre, Hillary resterà la prima donna ad aver mai conquistato la nomination per la corsa alla Casa Bianca. Un primato che ha entusiasmato, ha portato quell’elemento di novità che le mancava rispetto alla candidatura Trump e che ha aperto una nuova era per le donne americane. Ma c’è qualcosa di più. L’aver raggiunto questo risultato prima del voto di ieri in California, in New Jersey, in New Messico e in South Dakota è stato, al di là della Storia, molto importante sul piano psicologico nel suo confronto con Donald Trump.

Perché? Continua a leggere l’articolo qui.

Le donne al potere sono diverse dagli uomini?

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“Secondo lei, le donne governano in modo differente dagli uomini?” chiede la giornalista americana Jay Newton-Small a Hillary Clinton. “Penso che esistano dei temi sui quali noi donne riusciamo a sintonizzarci meglio” risponde la candidata democratica. Quali sono questi temi e quali le argomentazioni che sostengono la sua tesi? Qui un estratto dell’intervista.

Il programma politico di Hillary Clinton

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A cento anni esatti dall’elezione al Congresso della prima donna, proprio una donna potrebbe raggiungere la vetta più alta della politica americana. Si tratta di un traguardo importante, che tuttavia non deve distogliere l’attenzione dalla questione principale: il programma e gli obiettivi che i candidati si propongono di raggiungere. Quale quello di Hillary Clinton? Una sintesi qui.

Il libro: Sanders. Un outsider alla Casa bianca

“Sanders ha detto chiaramente che vuole reintrodurre forme progressive di tassazione ed elevare il salario minimo a 15 dollari l’ora. Inoltre vorrebbe rendere gratuiti il sistema sanitario e il sistema educativo in un Paese dove la disuguaglianza nell’accesso all’educazione ha raggiunto livelli senza precedenti, smascherando l’abisso che separa le vite della maggioranza degli americani (da quelle di un’esigua minoranza), e i mistificanti discorsi sulla meritocrazia dei vincitori del sistema.” (Thomas Piketty, “Le Monde”) Prefazione all’edizione italiana di Marco d’Eramo. Postfazione di John Nichols. Postfazione all’edizione italiana di Carlo Formenti: Un outsider alla Casa bianca (Jaca Book)

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