Monthly Archives: giugno 2016

Brexit: e se non fosse un dramma? Ascolta la puntata

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E se non fosse un dramma?
Si avvicina il referendum sulla Brexit e il 52% degli inglesi sembrerebbe favorevole all’uscita dall’Ue. Molti i timori in Italia e in Europa, per le ripercussioni economiche e politiche, ma c’è anche chi ridimensiona il problema e invoca un’Europa più piccola.
Dopo un primo momento di smarrimento si cercherebbe un nuovo equilibrio e Londra resterebbe una delle grandi potenze del mondo – sostengono per esempio Alesina e Giavazzi stamattina – ma cosa comporterebbe invece sul piano politico, su quello culturale, sulla tenuta della nostra vecchia Europa?

Gli ospiti del 14 giugno 2016

Marco Varvello, corrispondente da Londra

Roberto Sommella, Direttore RE Antitrust, fondatore dell’ associazione La Nuova Europa, scrive nelle opinioni del Corriere. È in uscita il suo libro Euxit. Uscita di sicurezza per l’Europa (Rubbettino)

Luigi Guiso, economista, insegna all’Einaudi Institute for Economics and Finance

Ramon Marimon, economista spagnolo, insegna all’Istituto Universitario Europeo di Fiesole è specializzato in moneta unica già direttore del Max Weber Postdoctoral Programme.

Wlodek Goldkorn, già responsabile culturale de L’Espresso, scrive su Espresso e Repubblica, È nato in Polonia e si è trasferito in Italia nel 1968. Tra i suoi libri ricordiamo con Massimo Livi Bacci e Mauro Martini “Civiltà dell’Europa Orientale e del Mediterraneo”.

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To brexit or not to brexit?

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Gli scozzesi che vogliono stare con Bruxelles ma non con Londra, gli immigrati europei che vivono a Londra (la settima città italiana) e che hanno paura, gli anziani che dicono Brexit e i giovani che dicono no, le paure dei broker della City, le minacce di Cameron che fanno poca presa, i sondaggi che vedono Brexit prevalere. Marco Varvello ci spiega il dilemma amletico che divide la patria di Shakespeare.

Brexit si o no? L’opinione di 100 “menti che contano”

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100 “leading thinkers”, insomma economisti scienziati banchieri politici che con le loro idee influenzano l’opinione pubblica mondiale, esprimono qui la loro opinione su Brexit: il 76%, ad esempio, la ritiene una “ferita” che la Gran Bretagna si autoinfliggerà e che danneggerà le prospettive di crescita dell’economia europea. Ma le opinioni espresse sono tante, interessanti e diverse tra loro.

Leggile qui, sono utili per prepararsi 23 giugno.

 

Scrittori, musicisti, artisti: chi sono gli intellettuali che dicono no alla Brexit?

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No alla Brexit. «Il referendum sull’Europa è la più grande decisione democratica del nostro tempo e avrà ricadute per le generazioni a venire (…), costringe a guardarci allo specchio: che tipo di nazione vogliamo essere?». Gli intellettuali britannici non sono così abituati a esporsi pubblicamente sulle questioni che sconfinano nella politica. Ma questa volta c’è in ballo un voto che può cambiare il futuro della Gran Bretagna. E allora 282 fra scrittori, artisti, registi e attori sottoscrivono una lettera che viene pubblicata dal Daily Telegraph e mettono in guardia: «Abbandonare l’Europa sarebbe un salto nell’ignoto per milioni di persone che nel Regno Unito lavorano nell’industria della creatività». Continua a leggere l’articolo su Il Corriere della Sera.

Brexit, l’ossessione di stampa e media britannici

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Che i referendum siano un’ossessione solamente in Italia è tutto da provare. Di certo, anche nel Regno Unito, la prossima consultazione sull’appartenenza all’Unione europea sta diventando un tormentone costante. Con una cifra caratteristica: lastampa britannica è tendenzialmente favorevole alla Brexit e la quasi maggioranza degli articoli sul tema propugna l’uscita del Regno Unito dal recinto comunitario con il referendum del prossimo 23 giugno. Il dato, che è il frutto di una ricerca, arriva dal Reuters Institute for the Study of Journalism, un istituto con sede a Oxford e che ha appunto avuto origine dalla principale agenzia di notizie al mondo. Continua a leggere l’articolo su Il Fatto Quotidiano.

Perché gli inglesi, i poveri e gli anziani voteranno sì alla Brexit

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A dieci giorni dal referendum che potrebbe decretare l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, il risultato è sempre più in bilico. Anzi, stando agli ultimi sondaggi, il fronte dell’uscita sembra avere un piccolo vantaggio.Come siamo arrivati a questo punto? Com’è possibile che i miei concittadini siano così delusi dal progetto Europa – nel quale sono coinvolti da più di quarant’anni – da essere disposti anche ad accettare il caos finanziario e la flessione salariale che molto probabilmente seguirebbero, almeno nel medio termine?

Continua a leggere l’articolo di Lee Marshall su Internazionale.

Solo così torneremo potenti: il Sun auspica la Brexit

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«Questa è la nostra ultima chance per toglierci dalla macchina anti-democratica di Bruxelles… ed è tempo di coglierla». The Sun, il quotidiano più venduto del Regno Unito, esce alla scoperto ed invita i propri lettori (oltre 5 milioni), a votare a favore dell’uscita del Paese dall’Unione europa con un titolo a tutta pagina, e i colori della bandiera britannica: «BeLEAVE in Britain». Gioco di parole che unisce i verbi «believe», credere, e «leave», lasciare (slogan della campagna pro-Brexit). Continua a leggere su Il Corriere della Sera.

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