Monthly Archives: giugno 2016

Corrotti e furbetti

corruzione-1

Corrotti e furbetti: una battaglia culturale?
Passa la legge contro gli assenteisti e i furbetti del cartellino, sospensione e licenziamento per chi sgarra. È passato da poco il nuovo codice degli appalti. Diversi provvedimenti in questi mesi contro certe cattive abitudini degli italiani. Intanto all’Università di Tor Vergata, un gruppo di studenti anima un progetto contro la corruzione.
Insomma servono leggi contro l’illegalità o serve una cultura della legalità?

Gli ospiti del 16 giugno 2015

Guido Melis docente di storia delle istituzioni politiche a La Sapienza di Roma

Emanuele Mendola, studente del gruppo Noi contro la corruzione patrocinato da Tor Vergata, Anac e Dipartimento Funzione Pubblica

Annalisa Castelli, insegna Economia Pubblica e coordina il progetto Noi contro la corruzione dell’Università Roma Tor Vergata

Susanna Maxìa, lavora allo Sportello Appalti Sardegna

Paola Subacchi, economista italiana a Londra, dirige il dipartimento di ricerca economica di Chatham House

Riascolta la puntata

“Noi contro la corruzione”. Il blog da non perdere

NOi c

Le democrazie parlamentari sono meno corrotte di quelle presidenziali? E se i corrotti hanno spesso più soldi da spendere per la campagna elettorale? E che rapporto c’è tra corruzione e decentramento amministrativo? Come si misura, davvero, il costo di tangenti e clientelismo? La cultura può aiutare a sconfiggere la corruzione?

Le risposte a queste e mille altre domande sul blog degli studenti di Tor Vergata “Noi contro la corruzione”. Andateci, visitatelo, c’è molto da scoprire.

 

La corruzione corrompe?

Un’indagine pubblicata su Nature mette in relazione il tasso di corruzione dei Paesi con quello dei suoi studenti. Fahrenheit ne ha parlato con Armando Massarenti, , filosofo e responsabile del supplemento culturale del Sole 24 Ore, autore, tra l’altro del volume “Perché pagare le tangenti è razionale, ma non vi conviene” (Guanda, 2012). Ascolta l’intervista qui.

Mattarella: “La lotta alla corruzione priorità italiana”

La lotta alla corruzione come priorità del Paese, secondo Sergio Mattarella. «Le sfide dell’oggi, sfide comuni con le quali confrontarci subito, perché domani sarà già tardi» sono queste: «l’intelligente governo di un fenomeno migratorio non transitorio ma epocale. L’esigenza di politiche economiche e sociali capaci di sostenere la crescita economica e l’occupazione. La lotta alla corruzione, che drena risorse importanti a scapito dello sviluppo». Lo ha detto, poche settimane fa, il presidente Sergio Mattarella parlando alla Conferenza Italia-Africa alla Farnesina. Continua a leggere l’articolo su la Stampa.

Whistleblower, il “segnalatore di corruzione” che in italiano non esiste. Lacuna linguistica o concettuale?

La Camera approva la nuova legge per tutelare chi denuncia il malaffare dall’interno di enti o aziende, ma la nostra lingua non ha una valida alternativa al termine anglosassone che indica “colui che soffia nel fischietto”. Lo dice l’Accademia fiorentina: “E’ il riflesso della mancanza del concetto”. Negli Usa questa figura è tutelata dai tempi di Lincoln, da noi i possibili sinonimi non le rendono giustizia, da “delatore” a “gola profonda” fino al grottesco “fischiettatore”. Continua a leggere l’articolo su Il Fatto Quotidiano.

Cantone, Diamanti e l’Italia del “Tengo famiglia”

“Certe abitudini familistiche hanno una notevole rilevanza: dietro il valore positivo della famiglia, gli italiani hanno utilizzato il ‘tengo famiglia’ per giustificare altre cose. Questo non significa che gli italiano siano antropologicamente corrotti. Gli italiani che vanno all’estero sono quelli che si comportano meglio degli altri”. Queste le parole di Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, pochi giorni fa ospite, insieme al sondaggista e saggista Ilvo Diamanti, di RepIdee, la festa del quotidiano La Repubblica. Continua a leggere il suo intervento qui.

Saviano e la mafia che conquista Londra

saviano

“Se si chiede quale sia il Paese più corrotto al mondo, la risposta più immediata è dettata dal grado di corruzione percepita. Magari si penserà al Messico, ai Paesi latinoamericani, a quelli africani, al Medio Oriente, all’Italia. E invece il più corrotto è l’Inghilterra, ma non di una corruzione che riguarda gli amministratori pubblici, i poliziotti, i sindaci, ma di una corruzione che è consustanziale al sistema economico. Il sistema economico inglese si alimenta di corruzione. E in tutto questo il governo e i cittadini britannici non si sono davvero resi conto dell’emergenza che sta attraversando il Paese.

Leggi qui tutto l’intervento di Roberto Saviano al Parlamento britannico

1 2