Monthly Archives: giugno 2016

Brexit: approfonfimenti e consigli di lettura

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Il referendum britannico visto e affrontato da più punti di vista: una selezione di articoli e contributi scelti dagli studenti della Scuola Holden

Gli exit pool sul voto (uscito sul Financial Times)

Un riassunto per capire Brexit in 5 passi (uscito su Internazionale)

L’opinione su Brexit di Enzo Moavero Milanesi (uscito sul Corriere)

Il forum su Brexit organizzato con diversi esperti tra cui Mario Monti e Romano Prodi (uscito su Il Sole 24 Ore)

Il resoconto del dibattito di martedì sera tra l’ex sindaco di Londra Boris Johnson (a favore del “leave”) e la leader dei conservatori scozzesi Ruth Davidson (uscito su BCC)

La lettera, firmata da più di 1200 esperti nel campo dell’economia, a spiegare perché bisogna rimanere in UE (uscito su The Times)

Un’infografica a mostrare i pro e contro di una possibile uscita dai Paesi dell’Unione (uscito su TPI)

L’analisi dello scrittore Marco Mancassola sull’impatto della Brexit sugli immigrati europei (uscito su Internazionale)

Il blog di una madre italiana (e fidanzata con un inglese) a Londra (uscito su l’Huffington Post)

I possibili effetti sull’Italia e sulle altre “grandi” d’Europa (uscito su L’Espresso)

L’infame omicidio della parlamentare Joe Cox (uscito su Il Moralista)

Il discorso di Winston Churchill, nel 1946: un invito alla creazione degli Stati Uniti d’Europa

L’intervista al nipote di Wiston Churchill, sir Arthur Nicholas Winston Soames, sicuro di un ipotetico voto pro Europa del nonno (uscito su Il Venerdì di Repubblica)

Il dubbio dei The Clash su cosa votare (video da Youtube)

Gran Bretagna, con noi e senza di noi

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La Città di Radio3 nel weekend si anima grazie a un gruppo di ascoltatori molto speciali: i temi affrontati durante la settimana torneranno su questo blog visti con gli occhi degli studenti della Scuola Holden. Il testo che segue è stato scritto da Simone Cantini, due giorni prima del risultato referendario.

Il fatidico 23 giugno è arrivato: in questo giorno il Regno Unito si è trovato a scegliere se rimanere in Europa o lasciarla. Un referendum indipendentista, a sconvolgere gli assetti di quell’ancora giovane Unione Europea sognata dal patriarca Winston Churchill, nato con una campagna che ha fatto leva sulle paure di un Paese colpito da una forte ondata d’immigrazione e i residui della crisi economica. Neanche l’assassinio dell’europeista Jo Cox sembra aver cambiato molto. I primi a pagare per l’uscita dall’UE saranno proprio gli immigrati, grande risorsa per diversi settori, costretti a politiche più restrittive che ne limiteranno il lavoro e la possibilità di residenza. Nonostante gli inglesi non siano mai stati al centro delle manovre dell’Unione, fuori da Schengen e senza aver aderito alla moneta unica, riusciranno anche con Brexit a mantenere una libera circolazione del mercato grazie allo spazio economico europeo e l’associazione europea di libero scambio (come fanno Svizzera e Norvegia). Ovviamente, con una minore forza su future contrattazioni commerciali. Un scenario la cui portata è sconosciuta e spaventa: Mario Draghi ha parlato di navigazione in acque inesplorate rassicurando però su forme di prevenzione dalla BCE. Abbiamo bisogno più che mai di unirci, non dividerci: aveva ragione Churchill con gli Stati Uniti d’Europa. Ma si sa, non si ascoltano mai i padri. Lasciamo quindi che i figli sbaglino, sperando di recuperarli sulla via.

Se, all’inizio, non tutti gli Stati d’Europa vorranno o saranno in grado di partecipare all’unione, dobbiamo ciò nonostante andare avanti e congiungere e unire gli Stati che vogliono e che possono (Winston Churchill)

Ballottaggi: approfondimenti e consigli di lettura

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Le elezioni comunali affrontata e letta da più punti di vista: una selezione di articoli e contributi scelti dagli studenti della Scuola Holden

Una serie di infografiche, sui ballottaggi nelle prime 5 città (realizzate da Lettera43)

Un riassunto chiaro, di tutti i risultati (realizzato da Il Post)

Un confronto tra il M5S e il partito spagnolo Podemos (uscito su L’Espresso)

Un profilo chiacchierato: Beppe Grillo dagli occhi del Washington Post

La copertina di Crozza dopo i ballottaggi (a Di Martedì- La7)

Le battute finali, di Spinoza (su spinoza.it)

Alcune dritte, per riconoscere la destra, anche quando si maschera (uscito su Wu Ming)

Le prime dieci fatiche dei neo-sindaci (su Internazionale)

Una comparazione: sesso ed età, come cambiano i sindaci nei comuni a 5 stelle (sul Corriere della Sera)

Il peggio del peggio delle elezioni, tra sabotaggi e insulti (a cura dell’Espresso)

Un editoriale, di Luca Sofri, sui problemi di Renzi (uscito su Il Post)

Una canzone, degli Scorpions

Elezioni 2016: cambiare, come?

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La Città di Radio3 nel weekend si anima grazie a un gruppo di ascoltatori molto speciali: i temi affrontati durante la settimana torneranno su questo blog visti con gli occhi degli studenti della Scuola Holden. Il testo che segue è stato scritto da Carolina Orlandi.

Si parla già del 19 Giugno 2016 come pagina storica della politica italiana. A seguito dei ballottaggi, molti sono stati i risultati inaspettati. Si parla in prima pagina di Roma e Torino, dove ad ottenere la maggioranza sono state due giovani donne del MoVimento 5 Stelle. Virginia Raggi, primo sindaco donna di Roma e Chiara Appendino, trentaduenne che spodesta Fassino e il radicato PD. Ma le città che hanno deciso di cambiare rotta sono molte. E a stravincere in Italia è stata proprio la voglia di cambiamento. A Savona, città ligure storicamente a Sinistra, vince Ilaria Caprioglio della Lega Nord, al contrario a Latina vince con il 75% Damiano Coletta, supportato da alcune liste civiche tendenti a Centrosinistra, nonostante la città laziale sia stata da tempo dell’altra sponda. In Toscana, dove il Centrosinistra ha sempre amministrato, vince il Centrodestra a Grosseto e la Lega Nord a Cascina. Il partito di Salvini arriva al ballottaggio addirittura a Bologna. Una delle città che guarda al passato della politica, sembra essere Benevento, dove Clemente Mastella è divenuto sindaco con il 62,9%. Che cosa stanno manifestando gli elettori? «Non protesta, ma cambiamento», ha dichiarato Matteo Renzi, dopo la sconfitta diffusa di un PD che, con lui, si era proposto come vento del cambiamento. Ma la percezione del nuovo, per gli elettori, è cambiata.

Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare (Winston Churchill)

 

Le vittorie del M5S: consigli di lettura e approfondimenti

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L’affermazione del Movimento 5 Stelle ai ballottaggi della scorsa settimana affrontati e letti da più punti di vista: una selezione di articoli e contributi scelti dagli studenti della Scuola Holden

Un contratto che Virginia Raggi ha firmato all’inizio della campagna elettorale (dal blog beppegrillo.it)

Una lettera speciale alla nuova sindaca di Roma. Il mittente è il marito.

Un canale Youtube che si immagina Raggi come protagonista di una celebre fiction (sarà felice René Ferretti)

Un bando che serviva per candidarsi come assessore a Torino (bisognava anche firmare questo impegno etico)

Un confronto tra le due neo-sindache di Roma e Torino (da Lettera 43)

Un gruppo Facebook, molto attivo in questi giorni, in cui “le donne del MoVimento” si confrontano tra loro

Una analisi di come si è sviluppato il voto tra primo e secondo turno (a cura dell’Istituto Cattaneo)

Un approfondimento sulla prima sindaca di Italia (da la Donna Sarda)

Una raccolta di profezie del più grande sconfitto di questa tornata elettorale: per ora ci ha preso quasi sempre.

Una breve guida alla corretta terminologia da utilizzare quando si parla degli esponenti del MoVimento 5 Stelle

Un video in cui si racconta la storia del MoVimento 5 Stelle sino a tre anni fa (quante cose sono successe da allora?)

Una (vecchia) nuova richiesta, quella di un referendum per uscire dall’euro (da Il Foglio)

Trionfo cinque stelle: non solo protesta?

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La Città di Radio3 nel weekend si anima grazie a un gruppo di ascoltatori molto speciali: i temi affrontati durante la settimana torneranno su questo blog visti con gli occhi degli studenti della Scuola Holden. Il testo che segue è stato scritto da Eugenio Damasio.

I risultati dei ballottaggi di domenica 19 giugno aprono a degli scenari pressoché inesplorati: per la prima volta il MoVimento Cinque Stelle è chiamato a governare su due città fondamentali del nostro Paese, la Capitale e quella che, ai tempi, fu la capitale del regno sabaudo. A Roma e a Torino, infatti, sconfiggendo in ambedue i casi i candidati del Partito Democratico, Virginia Raggi e Chiara Appendino occuperanno per i prossimi cinque anni la poltrona di sindaca. Donne dal profilo simile: giovani (la vincitrice in Piemonte ha solo 31 anni), competenti e capaci di costruire una campagna elettorale dal basso che riuscisse ad includere le aree più remote delle rispettive città. Mai come in questa campagna, infatti, si è assistito a un risultato simile nelle periferie dove i Cinque Stelle, quando ai ballottaggi, hanno vinto ovunque e di larga misura rispetto a un PD maggioritario soltanto nei centri storici. Una tendenza fondata sui principi di novità e re-identitarizzazione di un elettorato sfiduciato dal vecchio establishment indipendentemente dalla qualità del governo offerta. Se la situazione romana degli ultimi anni, infatti, non si può che definire quantomeno “caotica” il caso di Torino, dove Piero Fassino ha amministrato bene secondo la maggior parte degli analisti, da la misura di una tendenza che cambia gli equilibri della politica italiana. Una politica che viaggia a velocità supersoniche e in cui la riconoscibilità pubblica dei candidati risulta secondaria rispetto al movimento di provenienza: ingredienti esplosivi che forniscono un quadro di enorme incertezza per i futuri appuntamenti elettorali.

Per le strade di Torino si grida “Onestà!”. Sono i tifosi del Toro.