Monthly Archives: giugno 2016

Senza Gran Bretagna: approfondimenti e consigli di lettura

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L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea vista e affrontata da più punti di vista: una selezione di articoli e contributi scelti dagli studenti della Scuola Holden

La mappa interattiva sul voto (uscito BBC)

Lo scontro generazionale, gli over 60 contro i giovani Erasmus (uscito su La Stampa)

Il video delle dimissioni di David Cameron (uscito su The Guardian)

Un resoconto sull’esperienza politica del Primo Ministro dimissionario (uscito su Il Fatto Quotidiano)

Chi è Nigel Farage, il leader dell’Ukip (uscito su Panorama)

Cosa accadrà adesso agli italiani in Inghilterra (uscito La Repubblica)

La Premier League colpita dalla Brexit (uscito su Eurosport)

Il commento di J. K. Rowling, la mamma di Harry Potter (da Il Post) e quello di Prodi, Napolitano, Monti e Letta (messi insieme dall’Huffington Post)

Il video di Donald Trump, che esulta per l’esito del referendum (via BBC)

Games of Thrones non sarà più girato in Gran Bretagna (uscito su Wired)

Un libro sull’Europa dell’ultimo decennio (L’Europa e rinascita dei nazionalismi, Castronovo, Laterza, 2016)

Una rivolta fasulla, la Brexit vista dal giornalista Paul Mason (sul Guardian)

See Eu later: la Gran Bretagna ci ha lasciato

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La Città di Radio3 nel weekend si anima grazie a un gruppo di ascoltatori molto speciali: i temi affrontati durante la settimana torneranno su questo blog visti con gli occhi degli studenti della Scuola Holden. Il testo che segue è stato scritto da Simone Cantini.

Dividersi sembra far parte dell’indole anglosassone. Dopo i Beatles e l’appena metabolizzata rottura tra i fratelli Gallagher, con una percentuale superiore al 53% dei voti, il popolo britannico ha deciso di uscire dall’Europa. La campagna promossa dal leader indipendentista Nigel Farage ha sortito il suo effetto: la paura dell’immigrazione e la crisi economica hanno convinto la maggioranza del Paese. Con il primo ministro Cameron già dimissionario, ci saranno nuove elezioni a ottobre mentre i negoziati con l’UE inizieranno subito. Una scelta che ha mostrato una forte spaccatura tra le città (tutte votanti per il remain: Londra in testa con il 70%) e le zone rurali. All’interno della puntata abbiamo ascoltato due interventi agli opposti ma di eguale, raffinato, pensiero logico. Da una parte Jan Zielonka, docente di Politiche Europee presso l’Università Oxford, che ha previsto una disintegrazione dell’Europa nel caso in cui i vertici della Commissione UE non proporranno uno stabile piano di controllo dei mercati finanziari e delle banche (ha anche chiesto le dimissioni di Juncker). Dall’altra, invece, il docente e geografo Franco Farinelli ha parlato di passo avanti del processo di globalizzazione: un fenomeno che non avviene sempre secondo il modello dello stato moderno centralizzato ma, piuttosto, attraverso una sua frammentazione e un conflitto tra le diverse entità territoriali. Tutte pronte a rivendicare la loro identità. Ormai il passo è fatto, ora non si può guardare indietro (con rabbia). Don’t look back in anger, come suggeriscono gli Oasis. Resta il presente e un futuro da costruire.

So don’t go away, say what you say, but say that you’ll stay (Oasis)

Sindaci minacciati: approfondimenti e consigli di lettura

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Gli attacchi agli amministratori locali affrontati e letti da più punti di vista: una selezione di articoli e contributi scelti dagli studenti della Scuola Holden

Un film su chi era Angelo Vassallo (pubblicato sul portale della Rai).

Una mappa tutti i comuni italiani sciolti per Mafia (creata ed in continuo aggiornamento da Avviso Pubblico).

Ammazzateci tutti, storia del movimento antimafia giovanile più importante d’Italia

Un elenco per scoprire quali sono i paesi più corrotti in Europa e nel Mondo e un articolo per comprendere meglio il report (uscito su it).

L’app, esempio di cittadinanza attiva, citata durante la puntata (NOma); un’altra app per denunciare il pizzo (Addiopizzo)

Un profilo, chi è Francesca De Vito, una dei tanti sindaci minacciati (da it)

Un libro, di filosofia politica per capire meglio la situazione italiana (di Roberta De Monticelli)

Parlare di mafia uccide l’audience, i pareri di Formigli e Vianello

Un altro resoconto della marcia unita (raccontata da Il Manifesto)

Il paese in cui non si candida nessuno (Servizio di Repubblica TV)

Amministratori sotto tiro

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La Città di Radio3 nel weekend si anima grazie a un gruppo di ascoltatori molto speciali: i temi affrontati durante la settimana torneranno su questo blog visti con gli occhi degli studenti della Scuola Holden. Il testo che segue è stato scritto da Lucia Marinelli.

A pochi giorni dai risultati delle comunali si torna a parlare di sindaci ma questa volta per un altro motivo. Infatti proprio venerdì 23 giugno nel comune di Polissena, in provincia di Reggio Calabria, si terrà la prima Marcia Nazionale Amministratori Sotto Tiro. Un’azione che punta il riflettore su una realtà problematica del nostro Paese: sono sempre di più i sindaci che ricevono minacce e intimidazioni da associazioni criminali, al Sud come al Nord. Secondo l’ente Avviso Pubblico nel 2015 in Italia si è verificata una minaccia ogni 18 ore. Intimidazioni che sono state rivolte ai comuni di 17 regioni. Una situazione critica che spesso viene tralasciata dalle cronache nazionali e proprio nell’isolamento cresce e si sviluppa. Quasi sempre infatti i sindaci di piccoli comuni ad alta infiltrazione mafiosa vengono lasciati soli a gestire situazioni critiche. È un esempio Angelo Vassallo, sindaco di Pollica ucciso in un attentato di matrice camorristica. Ma in Italia, dove spesso sono le stesse amministrazioni ad essere colluse con la criminalità, la lotta alle mafie non deve rimanere solo un tema da delegare ai sindaci. Il cittadino può e deve partecipare alla vita politica del proprio territorio. La cittadinanza attiva è l’unica soluzione non solo per garantire la legalità ma anche per ricucire il rapporto fra politica e cittadini. Che, come evidenziato dall’alto tasso di astensionismo, è sempre più in crisi.

La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio ed avrà anche una fine (Giovanni Falcone)