Monthly Archives: giugno 2016

Welcome to Italy: Cinque reportage sull’accoglienza dei migranti nel nostro paese

Il sistema di accoglienza dei migranti in Italia è come una cipolla

“Questa non è l’Europa che mi aspettavo”, dice un cittadino etiope di etnia oromo nel primo video della serie che oggi presentiamo sul sito di Internazionale. Soccorso in mare e sbarcato a Messina, l’uomo è stato forzato a dare le impronte digitali subendo violenze fisiche e psicologiche. Non voleva sottoporsi all’identificazione perché sapeva che così avrebbe perso la possibilità di chiedere asilo altrove – secondo la convezione di Dublino, bisogna presentare domanda nel primo paese sicuro d’approdo. Ma soprattutto perché sapeva di finire incastrato nelle maglie del modello italiano di gestione dell’immigrazione.

Secondo le cifre del ministero dell’interno, 113.360 cittadini stranieri sono oggi inseriti nel sistema di accoglienza italiano. Il 70 per cento di loro è stato collocato nei cosiddetti Centri di accoglienza straordinaria (Cas), alberghi o capannoni sparsi per tutta l’Italia, spesso lontani dai centri abitati; il resto è diviso tra i Centri per richiedenti asilo (Cara), megastrutture governative dove si rimane per mesi in attesa (anche se la legge prevede una permanenza massima di 35 giorni) e i centri del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), dove invece attuano spesso autentici percorsi di formazione e integrazione.

Continua a leggere Stefano Liberti su Internazionale.it

Antropologia della morte: tombe dei senza nome e morti senza tomba

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I vivi credono di piangere i loro morti e invece piangono una loro morte, una loro realtà che non è più nel sentimento di quelli che se ne sono andati.
(Luigi Pirandello, 1951,
Colloquii coi personaggi)
 
La morte è per antonomasia la metafora del confine, del “limite” raggiungibile solo nel momento in cui non siamo più e ci troviamo perciò impossibilitati a raccontarlo. Come ebbe modo di evidenziare Martin Heidegger nel secolo scorso, la morte è l’unica esperienza della vita che coinvolge ineluttabilmente tutti ma che tutti possono conoscere solo attraverso l’esperienza degli altri. Gli altri, infatti, potranno dire e raccontare di noi che non siamo più e rendere conto del modo in cui hanno percepito la nostra realtà e contestualmente di come hanno percepito se stessi attraverso noi.

Continua a leggere Carmen Bilotta su istitutoeuroarabo.ti

il libro: itaca. eroi donne potere tra vendetta e diritto

Per alcuni esiste una sopravvivneza individuale, un’eternità del nome, del ricordo, delle gesta. Se non esiste un culto dei defunti, esiste un culto della memoria

Eva Cantarella, Itaca. Eroi donne potere tra vendetta e diritto (Feltrinelli)

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TUTTI I MIGRANTI MORTI NEL MEDITERRANEO DAL 2015 A OGGI

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Nel corso degli ultimi anni migliaia di migranti hanno perso la vita cercando di attraversare il Mediterraneo per arrivare in Europa. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, solo nel 2015 sono state registrate 3.771 vittime. Laura Stahnke ha realizzato una mappa interattiva che mostra ogni singolo naufragio avvenuto nell’ultimo biennio e il numero delle sue vittime.

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Renzi sui migranti: “L’Italia non rinuncerà mai a salvare vite umane”

“La domanda di pace e di cibo che costringe migliaia di donne e uomini, talvolta con i loro bambini, a rischiare la morte per raggiungere l’Europa non è iniziata oggi, non finirà domani. Chi si illude di fermarla con un tweet o un post su Facebook vive in una realtà parallela. La storia dell’umanità è segnata dai flussi migratori e solo la paura può permettere alla superficialità demagogica e talvolta razzista di abitare la politica europea con sempre maggiore forza. Al punto da essere decisiva in alcune elezioni politiche. Ma alla paura si deve rispondere con il coraggio della politica, non inseguendo chi ogni giorno si concede alla pura demagogia”.

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LA PRIMA ANAGRAFE DEI MIGRANTI MORTI NEL MEDITERRANEO

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Abbiamo intervistato il professor Paolo Cuttitta, esperto di politiche migratorie e studi sul controllo delle frontiere. In uno stimolante botta e risposta (lo trovate qui) ha fornito un punto di vista alternativo e altamente qualificato sulle stragi di migranti nel Mediterraneo, indicando soluzioni pratiche decisamente lungimiranti: tra queste l’abolizione dell’obbligo del visto o l’introduzione di un visto umanitario, che consentirebbe alle persone di viaggiare regolarmente. Il professor Cuttitta ci ha anche introdotto al progetto di ricerca cui sta lavorando presso la Vrije Universiteit di Amsterdam, finanziato dallo stato olandese con un VICI, la più prestigiosa (e cospicua) forma di investimento statale in ricerca. Tema: “Costi umani del controllo delle frontiere”. Abbiamo così scoperto che tra le finalità v’era la creazione della prima anagrafe delle persone morte nell’attraversamento del Mediterraneo.

Continua a leggere Alessandro Mario Amoroso su Glistatigenerali.it

Terrore a Istambul: cosa succede alla Turchia di Erdogan? Ascolta la puntata

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La Città oggi è Istanbul, ferita ieri sera da un nuovo attentato all’aeroporto internazionale Ataturk. 36 morti e 147 feriti, l’ultimo bilancio delle vittime; nessuna rivendicazione per ora, ma le responsabilità si dirigono tutte su Isis, su una reazione al cambio di strategia del governo turco. Cerchiamo di seguire gli aggiornamenti dalla Turchia, ma anche a raccontare un paese che sta facendo un grande sforzo per migliorare le sue condizioni e che però, e non a caso, ha visto aumentare in questi mesi gli episodi di orrore, intolleranza e violenza.

Gli ospiti del 29 giugno 2016

Dimitri Bettoni, collaboratore di Osservatorio Balcani e Caucaso da Istanbul

Arduino Paniccia, insegna Studi strategici all’Università di Tireste, esperto di geopolitica, strategie militari  e terrorismo internazionale

Giuseppe Mancini, giornalista specializzato in politica internazionale e sicurezza, lavora per Agenzia Nova e Look Out News, analista per Aspenia, vive a Istanbul  

Lea Nocera, insegna lingua e letteratura turca all’Orientale di Napoli, tra i suoi libri La Turchia contemporanea (Carocci, 2011)

Murat Cinar, giornalista turco in Italia

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