Monthly Archives: luglio 2016

Migranti e lavoro: approfondimenti e consigli di lettura

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La questione dei migranti vista e affrontata da più punti di vista: una selezione di articoli e contributi scelti dagli studenti della Scuola Holden.

Un viaggio, nella rete dell’accoglienza italiana (fatto da Lettera43).

Un video, pubblicato nella giornata mondiale del rifugiato

Uno spazio espositivo, a Genova. Al Museo del mare di scena la Storia: Mem, memoria e migrazioni. Per non dimenticare e provare a capire. (da mentelocale,it)

Uno sguardo alla Germania: 154 mila posti di lavoro per i rifugiati (via Corriere del Ticino)

Il parere di uno scrittore, e la forza di un libro. Catozzella e la storia di Samia.

Il parere dell’economista più importante d’Europa: Mario Draghi (cia Euronews)

Una tecnologia spaziale, per controllare il Mediterraneo ed evitare altre tragedie (via AscaNews)

Un rapporto di Confindustria, i migranti non rubano il lavoro, anzi (da Tribuna Politica)

Un video d’animazione, sul silenzioso lavoro dei migranti. Il nome? My Brother (Mio Fratello)

Un rapporto, i migranti vengono pagati fino al 24% meno degli italiani (via rassegna.it)

Una canzone, Ivano Fossati (Pane e coraggio)

Migranti: la loro forza nel lavoro sociale

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La Città di Radio3 nel weekend si anima grazie a un gruppo di ascoltatori molto speciali: i temi affrontati durante la settimana torneranno su questo blog visti con gli occhi degli studenti della Scuola Holden.

È iniziato luglio ma non c’è, ancora, aria di vacanza. L’eco del tema di ieri non si è ancora spento tra gli ascoltatori di Radio3. Ma si può parlare di migranti anche con uno sguardo diverso, più costruttivo e tollerante. Sopratutto quando si tenta di rispondere ad una domanda, forse semplice, ma sicuramente non banale. I richiedenti asilo, in attesa di ricevere una risposta dall’Italia, possono lavorare e contribuire alla nostra economia? Dalla teoria si passa alla pratica. E ai buoni esempi. Come quello di Gioiosa Ionica, piccola città della Calabria, che ha attivato un servizio di tirocinio formativo per agevolare l’integrazione dei migranti con la comunità locale. E allora il discorso si ampia, di nuovo: si può replicare tutto ciò a livello nazionale? Si può battere, in questo modo, la diffidenza e la violenza (non solo verbale) sempre più diffusa? C’è da rimboccarsi le maniche, certo, ma siamo convinti che “la buona accoglienza” sia l’unica strada che possiamo percorrere per vivere in pace.

In Italia c’è un popolo straordinario, che è capace di accogliere, di amare e all’occorrenza di farsi anche una risata quando vengono pronunciate parole intolleranti (Goran Bregovic)

Migranti, chi non c’è più e chi rimane: approfondimenti e consigli di lettura

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Le stragi dei migranti viste e affrontate da più punti di vista: una selezione di articoli e contributi scelti dagli studenti della Scuola Holden

Un sito, per conoscere la banca dati dei migranti deceduti ai confini meridionali dell’UE tra il 1990 e il 2013.

Una gallery, il reportage fotografico di Max Hirzel sui cimiteri dei migranti.

Una testimonianza del rispetto dei migranti nei confronti della morte (da genova.repubblica.it)

Un video, per vedere come si sono svolte le operazioni del recupero del relitto (uscito su corriere.it)

Una poesia, il carme di Ugo Foscolo “Dei Sepolcri”, per ricordare che le tombe servono soprattutto a noi vivi.

Una recensione di Magris a una “Antigone” creola messa del 1953 che racchiude molto bene come le differenti visioni della morte siano sempre costruzioni culturali.

Un reportage, per sapere cosa accade ai migranti che sopravvivono (pubblicato su internazionale.it)

Un sito internet, per i nuovi decaparecidos del Mediterraneo (via Adkronos)

Un elenco, per non dimenticare tutte le stragi in mare di quest’anno (pubblicato da panorama.it)

La prima strage di migranti italiani: sempre nel Mediterraneo, più di un secolo fa (ricordata da Tiscali)

Un po’ di dati, un Dossier Statistico fa il punto su quanti sono e cosa fanno gli immigrati in Italia nel 2015 (uscito su ilfattoquotidiano.it)

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La Città di Radio3 nel weekend si anima grazie a un gruppo di ascoltatori molto speciali: i temi affrontati durante la settimana torneranno su questo blog visti con gli occhi degli studenti della Scuola Holden. Il testo che segue è stato scritto da Lucia Marinelli.

Era il 18 aprile del 2015 quando oltre 700 migranti provenienti da Eritrea, Somalia e Gambia persero la vita in cerca di un futuro migliore. Una tragedia definita come la più grande strage di massa nella storia del Mediterraneo. In questi giorni, a più di un anno di distanza, si sono concluse le complicate manovre di recupero per offrire la giusta sepoltura alle salme intrappolate nel relitto. Un’operazione venuta a costare 9,5 milioni di euro che però non sembra accontentare tutti. Infatti sono state innumerevoli le reazioni (soprattutto sui social) di quella parte di opinione pubblica che ha visto nell’intera vicenda solo uno spreco di soldi pubblici. Si apre così un dibattito che fatica a rientrare nei confini delle semplici questioni politiche. Infatti il coinvolgimento di aspetti come la morte e il diritto ad una degna sepoltura, evocano questioni umane più complesse e profonde delle stesse acque del Mediteranneo. Sul piano pratico, il programma Triton – scattato proprio dopo la strage del 18 aprile – richiama tutte le marine militari europee ad un duplice impegno: non solo nel monitorare le coste prestando soccorso, ma anche nel riportare a terra i corpi dei bambini, donne e uomini morti durante il tragitto. Le salme finiscono nei cimiteri degli ignoti, le cui lapidi vuote o incise con dei codici numerici punteggiano le coste libiche e siciliane. Nuovi non-luoghi, simbolo di una delle questioni più cruciali del nostro tempo.