Monthly Archives: luglio 2016

Con la cittadinanza attiva gli individui entrano a far parte dell’attività politica

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Che cosa si intende per cittadinanza attiva? Quali sono gli elementi distintivi delle organizzazioni che si occupano di cittadinanza attiva? Questi e molti altri temi sono stati al centro della quarta lezione sulla democrazia che ha visto ospite Giovanni Moro. Titolo dell’incontro: “Cittadinanza attiva e qualità della democrazia”. “La cittadinanza attiva è il modo in cui gli individui entrano a far parte dell’attività politica – ha detto Moro – È una pratica di cittadinanza che consiste in una molteplicità di azioni collettive o per mettere in opera diritti o per prendersi cura di beni comuni e/o sostenere soggetti in condizioni di debolezza, attraverso l’esercizio di poteri e responsabilità nelle politiche pubbliche”. L’obiettivo di queste organizzazioni di cittadini è di operare per fronteggiare un problema di rilevanza pubblica. Parliamo dunque di un tipo di cittadino: “Che vuole vincere non solo partecipare” afferma il docente.

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#iopartecipo

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Dall’8 al 10 luglio Radio3 sarà al Festival della Partecipazione dell’Aquila. Mentre l’Europa s’interroga sul futuro della democrazia, la città che sta affrontando il suo percorso di ricostruzione dopo il terremoto ospiterà studiosi, scrittori, associazioni, spettacoli teatrali, concerti e molto altro per discutere del valore della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.

#iopartecipo

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Dall’8 al 10 luglio Radio3 sarà al Festival della Partecipazione dell’Aquila. Mentre l’Europa s’interroga sul futuro della democrazia, la città che sta affrontando il suo percorso di ricostruzione dopo il terremoto ospiterà studiosi, scrittori, associazioni, spettacoli teatrali, concerti e molto altro per discutere del valore della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.

#LaCittà all’Aquila

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Gli ospiti de #LaCittà dell’8 luglio 2016

Antonio Gaudioso, Cittadinanattiva

Eugenio Coccia, direttore GSSI

Giovanni Moro, sociologo politico

Paola Inverardi, rettrice Università dell’Aquila

Sara De Felice, studentessa coinvolta nel Giornalino del Festival della Partecipazione, coordinato dalla redazione di Newstown

l’Aquila rinasce, anche con la Partecipazione

«Ogni volta che si inaugura la ristrutturazione di un palazzo, c’è l’invasione di aquilani. Ogni volta che una vecchia bottega riprende l’attività, è una festa per tutti. Oltre alle ferite, i nostri cari, il lavoro, il terremoto ci ha portato via il nostro quotidiano. Il centro dell’Aquila è sempre stato il centro della nostra vita». Beatrice Di Marco è una giovane donna aquilana che dopo gli studi a Roma è tornata in città dove porta avanti la sua attività (la dinamicissima Didima Comunicazione insieme alle sue altrettanto giovani socie Alessia Di Giovacchino ed Elisa Marulli) con la bella determinazione che dovrebbe garantire il successo. Beatrice è una delle tante ragazze che hanno visto ribaltarsi la vita quel dannatissimo 6 aprile 2009. E che ora rivive la sua città e il faticoso percorso di ricostruzione che coinvolge tutti.

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Parte il Festival della partecipazione a L’Aquila

Prende il via oggi la prima edizione del Festival della Partecipazione, che fino a domenica 10 porterà nelle strade, nelle piazze e nei teatri dell’Aquila cultura, musica, teatro, buon cibo e tutti i cittadini che vorranno “partecipare” ad una quattro giorni di politica dal basso.

Il Festival, promosso dall’alleanza Italia, Sveglia! – ActionAid Italia, Cittadinanzattiva e Slow Food Italia-, insieme al Comune dell’Aquila, prevede più di 80 eventi che si snoderanno lungo il filo rosso del tema della partecipazione, e comprendono dibattiti, incontri, laboratori, spettacoli, tavole esperienziali, concerti e mostre.

“Senza le idee dei cittadini, il loro coinvolgimento, non è possibile realizzare un cambiamento, sostenibile perché condiviso – ha dichiarato Marco De Ponte, Segretario generale di ActionAid Italia – La partecipazione civica rappresenta la chiave fondamentale per ricominciare a tessere un nuovo rapporto tra la politica e le persone, per qualificare la democrazia, contrastare l’esclusione sociale, e può essere oggi l’ingrediente fondamentale per la riscossa del Paese. Dall’Aquila vogliamo chiamare l’Italia a ripensare il proprio futuro, a trasformare la protesta in proposta per migliorare, insieme, la società e il mondo in cui viviamo”.

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L’Aquila fenice

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Dalle ceneri del terremoto alla ricostruzione d’oggi, passando per le inevitabili polemiche. Perché un balcone che crolla fa più rumore di una città che rinasce. Ma ancora per poco.

La leggenda vuole che la città sia stata fondata da 99 castelli, con 99 chiese e piazze, e per questo ha le 99 cannelle e la Torre civica suona 99 tocchi. Oggi è la città delle 99 gru, che volteggiano sui tetti del centro storico in una frenetica attività di ricostruzione in quello che è il più grande laboratorio edile d’Europa: circa 500 cantieri nel 2015, di cui 200 solo nel centro storico, in mezzo a strade strette, dov’è difficile montare impalcature e installare silos e gru. Camminando per le vie del centro si sente il rumore incessante di trapani, martelli a percussione, scavatori, ruspe, si vedono brulicare centinaia di caschetti gialli, si mastica la polvere – che stavolta è quella della riedificazione – si respira il fresco degli intonaci dei palazzi appena restaurati e prende forma il volto di una città sfregiata che forse sarà più bella di prima.

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