Monthly Archives: luglio 2016

Religione tra estremisimi e uso politico. Ascolta la puntata

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Tra gli ascoltatori di Prima Pagina questa mattina è scoppiata una polemica dopo la lettura dell’articolo di Galli Della Loggia: “Le parole che l’Islam non dice” (Corriere della Sera). Si è discusso del rapporto con la violenza dei testi sacri, Corano e Bibbia, e se siano stati scritti per mano di Dio o per mano dell’uomo. Ma anche della relazione tra politica e religione che resta scivolosa, spesso irrisolta. L’Occidente è troppo buonista nelle sue reazioni al terrorismo? Religione e politica continuano ad essere troppo poco distinte?

Gli ospiti dell’11 luglio 2016

Gabriella Caramore, autrice e conduttrice di Uomini e Profeti

Massimo Campanini, docente di Cultura araba presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Milano, tra i suoi  libri ricordiamo Il pensiero islamico contemporaneo (Il Mulino, 2016) e Il Corano e la sua interpretazione (Laterza 2008)

Furio Colombo, giornalista e scrittore, ha scritto nell’82 ha ripubblicato per Claudiana Il Dio d’america. Religione e politica in Usa

Don Vinicio Albanesi, sacerdote, Presidente della Comunità di Capodarco, e del CNCA, Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza

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Le verità “controcorrente” sull’Islam

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Anche i testi cristiani troviamo incitazioni alla violenza, e anche il Corano ha attraversato secoli di interpretazioni diverse. Non è vero che il Corano unisce religione e politica in modo indissolubile. E poi: l’Islam non è Oriente, fa parte dell’Occidente. Le analisi “controcorrente” di uno dei massimi studiosi di Islam, Massimo Campanini.

Don Albanesi: qui habitat aggressivo e delinquenziale, ma la comunità è salda

“Qui c’è un habitat gratuitamente aggressivo, quasi delinquenziale e credo ci sia una connessione con gli ordigni esplosi davanti alla chiesa e non rivendicati”. Lo dice a Rainews 24 don Vinicio Albanesi, della comunità Capodarco che ospitava Emmanuel Chidi Namdi, il nigeriano morto in una colluttazione con un ultrà a Fermo per aver difeso la moglie da insulti razzisti. “Il territorio – spiega però don Albanesi – ha reagito con grande solidarietà e condannando l’accaduto”. Guarda l’intervista.

Nasce a Tunisi il Giardino dei Giusti, contro fondamentalismi

La Tunisia sarà il primo Paese arabo a ospitare un Giardino dei Giusti grazie alla collaborazione tra Gariwo, onlus con lo scopo di conservare la memoria dei Giusti, e il Ministero italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale. Il 15 luglio, all’interno dell’Ambasciata d’Italia a Tunisi, il presidente di Gariwo Gabriele Nissim, il presidente della Lega tunisina dei Diritti dell’Uomo, premio Nobel per la Pace 2015 Abdessatar Ben Moussa, e l’ambasciatore Raimondo De Cardona, dedicheranno i primi alberi del giardino a quattro Giusti arabi e musulmani del passato e del nostro tempo che, a rischio della vita, hanno lottato contro la persecuzione, il terrorismo e per la difesa dei diritti umani. Leggi qui.

Il libro: Il pensiero islamico contemporaneo

Dalla rinascita ottocentesca allo scontro con la modernità, all’impatto con la dimensione politica, alle posizioni più recenti dell’islam radicale e del pensiero femminile, questo libro traccia un articolato profilo del pensiero islamico contemporaneo. Come già in epoca medievale, esso si rapporta dialetticamente con il pensiero e la filosofia occidentali, ma sviluppa proprie linee originali di ricerca. Un quadro assai vario nel quale, accanto alle posizioni tradizionaliste, si moltiplicano voci dissonanti e coraggiose in cerca di una nuova identità nel contesto di una cultura islamica proiettata nel moderno.

Il pensiero islamico contemporaneo, Massimo Campanini (Il Mulino)

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Religioni e fondamentalismi: l’editoriale della rivista Esodo

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“La conoscenza, a livello medio, di noi europei circa l’Islam (…)  è approssimativa. Una religione – seconda al mondo – ripartita in confessioni ma così articolata al suo interno “che si è a più riprese potuto dire che non esiste tanto l’Islam quanto gli Islam, spesso reciprocamente estranei se non ostili”. E risalgono almeno a due secoli fa le origini del processo che ha condotto ad una tensione crescente degli ultimi tre-quattro decenni, per concludersi in uno scontro drammatico iniziato con l’attentato dell’11 settembre”

Leggi l’editoriale di G. Corradini, L. Scrivanti e S. Savogin su Esodo

Fondamentalismo, paura, spiritualità: la lezione del Papa e l’analisi della scrittrice Erica Jong

La parola diversità è diventata molto di moda ultimamente. Tutti la vogliono ma nessuno riflette su ciò che significa davvero. Parliamo di diversità razziale, politica, di genere oppure di diversità religiosa? Questa parola, pur mancando di una definizione precisa, sembra costituire il segno distintivo di un generico progressismo. Dà l’idea che chi la adopera sia una persona empatica e al passo coi tempi, ma sfugge a un’analisi più approfondita. Io credo che la diversità di culto rivesta un ruolo fondamentale nel periodo storico in cui viviamo, e che includa l’ateismo. Continua a leggere l’opinione di Erica Jong qui.

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