Monthly Archives: luglio 2016

Una frattura tra due mondi? Il commento di Gaiani

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“Si tratta di  una guerra basata sull’odio nei nostri confronti e sull’odio del nostro stile di vita. Questa frattura fra il nostro mondo e l’Islam comincia nel 1948. In Europa si dovrebbe pensare ad un modello sociale che accetti solo l’Islam che rinuncia all’applicazione della Shari’a perché questa non è compatibile con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.”

Ascolta il commento di Gianandrea Gaiani, direttore della rivista Analisi-Difesa.

Il panico a Nizza: una testimonianza

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Il panico ha colpito Nizza proprio in un momento di festa e di serenità in cui nessuno riusciva ad immaginare potesse trattarsi di un attentato. Giusi Marchetta ricorda che “oltre alle affermazioni che rimandano all’odio e questioni grandissime, non si dovrebbe dimenticare che ciò che è successo è l’atto di una persona e su questa persona ci si dovrebbe concentrare”.

Ascolta la testimonianza di Giusi Marchetta, insegnante e scrittrice che si trova in questi giorni a Nizza.

 

La Francia come Israele? Il parere di Ariel David

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“Parlare di un modello di società israeliana e di come questo sia applicabile alla realtà francese è semplicistico. Si potrebbe invece pensare ad una trasposizione del modello di sicurezza e prevenzione israeliano in un paese come la Francia e a come questo potrebbe funzionare”.  Ascolta il commento di Ariel David, giornalista italo-israeliano che vive a Tel Aviv e collabora con il quotidiano Haaretz.

Attentato a Nizza: la Francia di nuovo nel terrore. Ascolta la puntata

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Nizza ferita il 14 luglio, giorno in cui la Francia festeggia la libertà. Il 31enne tunisino uccide 84 persone con un attentato imprevedibile, incontrollabile. E noi restiamo attoniti davanti alle immagini e ai racconti. Aspettiamo, come sempre, le vostre riflessioni o testimonianze

Gli ospiti del 15 luglio 2016

Giusi Marchetta, insegnante e scrittrice, era in questi giorni a Nizza per un corso di cinematografia. Il suo libro è Lettori si cresce per Einaudi

Marco Imarisio, inviato del Corriere della Sera 

Alessandro Orsini insegna Sociologia del terrorismo alla LUiss di Roma è direttore del Centro per lo Studio del Terrorismo dell’Università di Roma “Tor Vergata”, Research Affiliate al MIT di Boston, editorialista del quotidiano “il Messaggero” tra i suoi libri ricordiamo l’ultimo uscito quest’anno per Rizzoli Isis. I terroristi più fortunati del mondo e tutto ciò che è stato fatto per favorirli

Gianandrea Gaianidirettore della rivista on-line Analisi-Difesa, un mensile di politica e analisi militare

Ariel David giornalista italo-israeliano che vive a Tel Aviv e collaboratore del quotidiano Haaretz

Antonella Fava, fotografa italiana a Nizza

Ascolta la puntata

Cosa sappiamo finora dell’attentato a Nizza

La Promenade des Anglais, il lungomare di Nizza, era gremito di persone che stavano assistendo ai fuochi d’artificio, classico spettacolo per celebrare il 14 luglio, la festa nazionale francese. Erano le 22,30 quando un camion si è abbattuto sulla folla, procedendo a zig zag per mietere il maggior numero di vittime possibili.

Nel frattempo l’autista ha esploso colpi di mitra. Secondo un testimone – ma mancano conferme da parte degli inquirenti – dal camion sarebbero scesi tre uomini armati che avrebbero continuato a sparare. L’attentatore, riportano le autorità, è stato ucciso dalle forze di polizia. Non è ancora stata resa nota l’identità, ma, scrive il Guardian, secondo una fonte della polizia sarebbe un franco-tunisino di 31 anni.

Continua a leggere Giuditta Mosca su Wired.it

Chi sono i terroristi suicidi?

Qualcuno ricorda il nome di Ahmad Al Mohammad, il suo viso, appena incorniciato da una barba rada, il bel volto di ragazzo? E Bifal Hadf, vent’anni, cappelli ricci e radi peli sul mento, chi è? E Mohammed Al Mahmoud, faccia triste nella foto, ma così giovane anche lui? E ancora: chi sa qualcosa di Ibrahim Abdeslam trentenne francese, barbetta e occhi scuri? O di Salah Abdeslam, volto tondo, sguardo ambiguo, di anni 26? E infine chi conosce Abdelhamid Abaaoud, il più sbarazzino di tutti, sorridente, cappello di cotone in testa, quasi un rapper? Se non li ricordate: i primi tre sono quelli che si sono fatti esplodere vicino allo stadio; degli altri tre: uno si è fatto esplodere a Boulevard Voltaire, uno è scappato ed è stato preso, il terzo è stato ucciso in un blitz a St Denis. I loro nomi sono legati all’assalto al Bataclan, alla strage nei ristoranti, allo stadio di Parigi. In poco tempo anche i nomi degli uomini che spingevano il carrello all’aeroporto di Bruxelles, quelli con il guanto, sono stati identificati.

Perché l’hanno fatto, perché lo fanno, perché lo faranno ancora?

Continua a leggere Marco Belpoliti su doppiozero.com

«Piano speciale di integrazione o servirà il modello Israele»

Bremmer: il problema per Parigi è che l’8% degli abitanti non si sente francese

La Francia ora ha due possibilità: o rimette in moto con decisione il processo di integrazione delle seconde e terze generazioni di immigrati; oppure non resta che il modello Israele, un Paese democratico dove però popoli di diversa origine vivono in modo separato. Ian Bremmer, 46 anni, politologo americano, fondatore e presidente del Centro studi Eurasia Group, ha appena ascoltato le notizie in arrivo dalla notte di Nizza. E’ pessimista.

Leggi l’intervista a Ian Bremmer di Giuseppe Sarcina sul Corriere della Sera

le amare previsioni del direttore dei Servizi segreti francesi

In Francia vige lo stato di emergenza, più di centomila agenti sono preposti al controllo del territorio ma non è servito a nulla. Il Rapporto dei servizi segreti sull’attentato al Bataclan, reso noto martedì scorso, avvertiva: «ci sono 400 terroristi pronti ad agire, useranno camion e veicoli esplosivi». Ieri sera, 84 morti a Nizza con un camion che si è lanciato sulla folla

Il 23 maggio scorso, il direttore dei servizi di sicurezza interna Patrick Calvar aveva lanciato l’allarme: la Francia è sotto scacco. Da parte di chi? In primo luogo da parte di soggetti radicalizzati, estremisti “fatti in casa” ma eterodiretti non si sa – o non si vuole – capire da dove. «Basta una scintilla», disse allora Calvar in audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta. Per il direttore dei servizi segreti, la Francia era ed è sull’orlo di una guerra civile.

Continua a leggere Marco Dotti su Vita.it

La Francia celebrava il 14 luglio, la libertà

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Finiti gli Europei di calcio, la Francia si rallegrava per il successo della macchina della sicurezza. E ieri celebrava la festa del 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia, anche a Nizza, sulla Promenade des Anglais, quando quel camion bianco ha percorso 2 chilometri di lungomare a 80 all’ora travolgendo la folla festante in attesa dei fuochi d’artificio. 84 morti e oltre 100 feriti, almeno 15 in condizioni gravissime. Non è ancora accertato, ma numerosi testimoni parlano anche di spari rivolti contro la folla.

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