Monthly Archives: luglio 2016

Scontro treni in Puglia: approfondimenti e consigli di lettura

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La tragedia pugliese vista e affrontata da più punti di vista: una selezione di articoli e contributi scelti dagli studenti della Scuola Holden

Tutto quello che sappiamo sul disastro ferroviario in Puglia (uscito su La Stampa)

Il video dell’arrivo dei soccorsi sul luogo dell’incidente (uscito su BariToday)

L’appello della Regione Puglia alla donazione di sangue per l’emergenza (dal sito della Regione Puglia)

L’apertura dei siti dei maggiori giornali stranieri (uscito su Panorama)

I più gravi incidenti ferroviari in Italia (uscito su ANSA)

Come funziona il sistema del “blocco telefonico” (uscito su L’Huffington Post)

Il cordoglio del Presidente del Consiglio Matteo Renzi in un tweet (tramite Twitter)

Le parole di Giuliano Sangiorgi, cantante del gruppo pugliese Negramaro (uscito su Il Giornale)

L’informativa del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti alla Camera (dal sito della webtv della Camera dei Deputati)

L’elenco delle compagnie ferroviarie private nel nostro Paese (dal sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti)

Chi sono i proprietari della Ferrotramviaria Spa? (uscito su Il Sole 24 ore)

I dati sulla rete ferroviaria italiana regione per regione (uscito su La Repubblica)

Le linee coperte con il Sistema Controllo Marcia Treno, il sostituto del blocco telefonico (dal sito della RFI)

Il rapporto di Legambiente sul trasporto ferroviario pendolare (dal sito di Legambiente)

LA TRAGEDIA PUGLIESE CHE NON DIMENTICHEREMO

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La Città di Radio3 nel weekend si anima grazie a un gruppo di ascoltatori molto speciali: i temi affrontati durante la settimana torneranno su questo blog visti con gli occhi degli studenti della Scuola Holden. Il testo che segue è stato scritto da Simone Cartini.

Martedì 12 luglio 2016, pochi minuti dopo le 11. Quello che possiamo già definire uno dei più gravi incidenti ferroviari degli ultimi anni è avvenuto su una linea breve, poco più di dieci chilometri. Una linea che collega i centri pugliesi di Corato e Andria. Uno scontro frontale tra due treni che viaggiavano, in direzione opposta, su un binario unico. La mancanza di binari doppi, del resto, non è un fatto isolato nella nostra penisola e si sbaglierebbe nel ricondurre a ciò il motivo del disastro (il progetto di ampliamento della linea era in corso d’opera, con lievi ritardi sui lavori). A provocare la tragedia è stato un errore umano. Un errore frutto della gestione manuale della tratta, con l’obsoleto “blocco telefonico”, bandito per legge da anni ma concesso ancora in deroga su quei binari. La presenza di un controllo automatico e della tecnologia avrebbe probabilmente evitato lo scontro? Sì. Il problema? La compagnia ferroviaria è privata, non sotto il controllo delle RFI e in più con servizi esclusivi di tratte pendolari. Quello che manca sono gli investimenti, al Sud più che al Nord (aiutato tanto in questi anni per l’alta velocità). Dieci minuti di viaggio e poco più dividono le stazioni di Corato e Andria. Un viaggio troppo breve per morire.

Le ferrovie sono qualcosa di sorprendentemente silenzioso, quando non ci passa sopra il treno (Haruki Murakami)

Ludopatia: approfondimenti e consigli di lettura

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Il tema della ludopatia visto e affrontato da più punti di vista: una selezione di articoli e contributi scelti dagli studenti della Scuola Holden

Una mappatura delle dipendenze da slot in Italia (uscito su Vita.it)

Una teoria dimostra che la fortuna, nel gioco d’azzardo, non esiste (uscito su Linkiesta)

Un confronto con la legge antifumo, in vigore dal 2003. Cosa è cambiato? (uscito su Repubblica)

Un lungo reportage, nella vita dei giocatori d’azzardo a Budva -e non solo- (uscito su Internazionale)

Un flash mob, in veneto, per premiare i locali senza slot (su Il Messaggero)

Un paragone: come si cerca di limitare il giro di scommesse nel Regno Unito (uscito su The Guardian)

Un servizio, di Nadia Toffa sulla dipendenza da gioco d’azzardo (trasmesso da Le Iene)

Una canzone, dei The Animals

Ludopatia: lo Stato quanto e come può intervenire?

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La Città di Radio3 nel weekend si anima grazie a un gruppo di ascoltatori molto speciali: i temi affrontati durante la settimana torneranno su questo blog visti con gli occhi degli studenti della Scuola Holden. Il testo che segue è stato scritto da Carolina Orlandi

Il suono dei gettoni che scrosciano, le luci bianche e le musichette delle slot equivalgono per alcuni a una dose di eroina. Si chiama ludopatia: la dipendenza da gioco d’azzardo. Il comune italiano pioniere nella lotta al gioco d’azzardo è quello di Anacapri, che si è così guadagnato il titolo di “prima città slot free”. L’ultima arrivata è la città ligure di Ventimiglia, che ha imposto dei limiti alle slot machine vietandone la presenza in prossimità di scuole, ospedali, stabilimenti balneari e chiese. La presenza sul territorio delle cosiddette “macchinette”, per molti favorisce non solo una decadenza del tessuto sociale, ma secondo alcuni sondaggi, anche la propensione all’evasione fiscale. Eppure il numero sembra essere in aumento. A caderci sono paradossalmente le persone con meno disponibilità economiche, in cerca di fortuna. L’assuefazione che ne deriva è dimostrata su base fisiologica, ed è addirittura stata catalogata come vera e propria malattia. Improbabile che si trovi un antidoto a questo veleno antico, ma le amministrazioni possono quanto meno scegliere liberamente se ammalarsene o meno.

Il gioco d’azzardo è un suicidio senza morte (Andrè Malraux)

Fondamentalismi e politica, link di approfondimento

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Una lettera in cui oltre cento esponenti della cultura musulmana smontano una per una tutte le semplificazioni religiose che l’ISIS ha messo in campo.

Una Sura in cui si definiscono “gli infedeli”.

Un romanzo breve che ci aiuta a indagare le biografie dei fondamentalisti.

Bauman che prova a mettere un po’ d’ordine nei fatti dell’ultimo periodo (da La Stampa)

Un’opera fondamentale nella giustificazione morale all’omicidio degli infedeli da parte dei cristiani.

Una panoramica sul rapporto tra religione e appartenenza politica negli Stati Uniti (da Lettera 43) e un database interattivo che ci aiuta a comprenderla fino in fondo.

Un piattaforma di giochi online pensata per chi si definisce “davvero Repubblicano”.

«I think my religion is a wonderful religion!»: il rapporto tra Trump e la Fede cinque anni prima della sua candidatura alle presidenziali (da Politico)

Un saggio che può offrirci ottimi spunti di analisi per provare a capire la dimensione religiosa del discorso politico americano

Un’analisi del fondamentalismo che non passa mai di moda.

Religione tra estremismi e uso politico

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La Città di Radio3 nel weekend si anima grazie a un gruppo di ascoltatori molto speciali: i temi affrontati durante la settimana torneranno su questo blog visti con gli occhi degli studenti della Scuola Holden. Il testo che segue è stato scritto da Eugenio Damasio

In verità, coloro che credono, siano essi giudei, nazareni o sabei, tutti coloro che credono in Allah e nell’Ultimo Giorno e compiono il bene riceveranno il compenso presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti – Corano, Sura II, versetto 62

Il problema del fondamentalismo religioso continua ad essere centrale nella discussione pubblica. Dopo aver provato a capire le dinamiche che hanno portato alla strage di Dacca, è però necessario ampliare l’analisi relativa alla complessa comprensione del rapporto tra politica e religione, partendo dall’Islam ed arrivando al mondo occidentale. Un tema talmente ampio da essere sostanzialmente impossibile da concettualizzare e soprattutto da semplificare dentro a categorie specifiche. Quando si parla di mondo musulmano, ad esempio, infatti, dovremo sì prendere in considerazione la presenza di complicati e spesso incontenibili fenomeni di violenza ma, contemporaneamente, dovremo sempre anche ricordarci che il concetto legato allo sviluppo di teocrazie come quella dello Stato Islamico non faccia parte della tradizione politica dell’Islam. In oltre un millennio di interpretazione coranica, infatti, all’interno del mondo musulmano la religione viene estesa agli ambiti pubblici e sociali di regolamento della vita ma non è mai direttamente politica. Vero, invece, il contrario. Da sempre, infatti, la Fede è stata utilizzata dal potere politico grazie a enormi semplificazioni ideologiche. E se, da una parte, ancora oggi, questo succede in maniera preoccupante in buona parte del Medio Oriente, dall’altra questa strumentalizzazione è facilmente osservabile in molti altri paesi tra cui gli Stati Uniti. Soprattutto a partire dagli anni ’80, infatti, il Partito Repubblicano ha iniziato a stringere rapporti sempre più stretti con gruppi religiosi prima lontani dalla vita pubblica e oggi effettiva maggioranza della base elettorale di riferimento. La riprova che, anche per il mondo cristiano, il “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” è, ancora oggi, un precetto religioso ben lontano dalla sua effettiva attuazione.