Monthly Archives: luglio 2016

Assalto in chiesa a Rouen al grido di Daesh

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Per la prima volta un attacco diretto alla religione cristiana, l’Isis rivendica. Gli assalitori erano francesi. Uno dei due attentatori è Adel Kermiche: 19 anni e il sogno di combattere. Uno dei “figli dell’Europa” attacca un simbolo delle radici europee.

Gli ospiti di oggi

Saifeddine Maaroufi, Imam di Lecce, molto attivo nel dialogo con le istituzioni italiane (è stato anche minacciato)

Andrea Riccardi, già ministro per l’integrazione fondatore di Snat’Egidio, ultimo libro

Paolo Branca, insegna Lingua e cultura araba alla Cattolica di Milano. Tra i suoi libri: Moschee inquiete (Il Mulino, 2003) e Noi e l’Islam. Dall’ accoglienza al dialogo. Vent’anni dopo(Emp, 2010)
Alberto Toscano, da Parigi, Presidente dell’Associazione Stampa Europea
Lucia Colombo, vice presidente nazionale settore giovani Azione Cattolica
Hassan Samid, rappresentante della comunità islamica di Ferrara

Terrorismo, da Charlie Hebdo a Rouen: i boia in nome del Jihad avevano tutti un passato criminale

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Quasi tutti cittadini europei, molti giovanissimi e comunque under 35, la maggior parte già denunciati o arrestati o anche segnalati dalle forze dell’ordine o dall’intelligene, alcuni con gravi problemi psichici. L’11 settembre continuo che sta vivendo il cuore dell’Europa in queste settimane ha un minimo comun denominatore: i massacratori che vestivano le divise di Isis o che Daesh ha dichiarato fossero suoi soldati erano uomini con un passato criminale. Continua a leggere su Il Fatto Quotidiano.

Coltelli, Gif e canali Telegram: viaggio nella rete dell’Isis

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«Che Dio possa  aumentare i loro morti». Subito dopo ogni attacco i “fan boys” dell’Isis festeggiano sui social. Non importa se sia stato davvero Isis a compiere l’attentato. Prima di tutto i supporter del gruppo terroristico gioiscono per il sangue. Orlando, Magnaville, Nizza, Würzburg. Kabul e Aleppo. E infine Ansbach: ogni giorno, ormai, si consuma un macabro rituale. Come un rettile cui ricresce la coda anche se gliela tagli, il Califfato perde i pezzi sotto il fuoco dei raid in Iraq, in Siria e in Libia ma riesce a seminare il terrore in Europa in un vortice di gif, infografiche e hashtag. Continua a leggere l’analisi di Marta Serafini.

Francia, attacco in chiesa: un crimine ispirato da un altro. Il potere dell’emulazione

Emulazione è un termine neutro: può essere splendida o terribile. Si possono emulare gli eroi o gli assassini. Sono questi, purtroppo, a godere oggi di maggiore popolarità. Quello che sta accadendo in Europa è evidente: il male genera il male, il sangue chiama il sangue, l’imitazione dell’orrore genera altro orrore. La successione delle stragi — ieri è toccato a una chiesa nella Francia estiva di provincia — non lascia dubbi: ogni strage ne ispira un’altra, in una macabra progressione. I barbari religiosi trovano ispirazione, moventi e forza nelle nefandezze di chi la ha preceduti. La carneficina diventa un modello da imitare. Dobbiamo rassegnarci o possiamo impedirlo? Per rispondere, dobbiamo provare a capire. Continua a leggere l’articolo di Beppe Severgnini su Il Corriere della Sera.

Tutti i dettagli della strage Isis nella chiesa di Rouen

A soli dodici giorni dalla strage di Nizza, la Francia è di nuovo nel terrore. Un sacerdote, Jacques Hamel di 86 anni, è stato ucciso questa mattina a Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen, in Normandia. Preso in ostaggio da due uomini all’interno della Chiesa dove stava celebrando la messa insieme ad altre quattro persone – due suore e due parrocchiani – e poi sgozzato.

L’attacco è stato quasi immediatamente rivendicato dall’Isis: sulla sua agenzia di stampa Amaq, lo Stato Islamico ha definito i due assalitori “nostri soldati“. Gli assassini sono stati uccisi dalle teste di cuoio della polizia.

Sull’accaduto indaga la procura antiterrorismo francese. La pista principale – come dimostra anche la rivendicazione – porta allo Stato Islamico. Le conferme in questo senso arrivano anche dall’entourage del presidente francese Francoise Hollande, nato proprio a Rouen, che è giunto sul luogo dell’attacco poche ore dopo l’attentato.

Continua a leggere Andrea Picardi su Formiche.net

Chi era Adel Kermiche, attentatore di Rouen

Adel Kermiche, 19 anni, è uno dei due attentatori della chiesa cattolica in Normandia. Viveva a Saint-Etienne-du-Rouvray, a casa dei genitori. Era ben noto alle forze dell’ordine, perché costretto a portare il braccialetto elettronico, come ha confermato il procuratore Francois Molins.

Cresciuto in una famiglia senza difficoltà economiche, suo padre è un professore, Adel si è radicalizzato negli ultimi 18 mesi, affascinato dall’attacco contro Charlie Hebdo. Tentò di andare in Siria nel marzo 2015, ma fu arrestato in Germania e ricondotto in Francia. Dopo soli due mesi, il suo secondo tentativo di raggiungere la Siria si fermò in Turchia. Arrestato dalle autorità francesi, Kermiche ottenne la libertà vigilata con braccialetto elettronico il 18 marzo 2016, contro il parere della Procura. Aveva l’autorizzazione ad uscire di casa dalle 8,30 alle 12,30 del mattino. L’attacco alla chiesa di Saint Etienne du Rouvray è avvenuto durante la messa delle 10.

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