guerra di religione o guerra di interessi?

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Molti ascoltatori ci dicono: “Islam moderato è un ossimoro, se sono moderati perché non scendono in piazza?”. Sembra rispondere Papa Francesco: “Non è guerra di religione, ma di interessi”. Alla #Città ragioniamo, ancora, di religione islamica e di Corano, e di come sta cambiando l’Occidente.

Gli ospiti di oggi

Anna Vanzan, iranista e islamologa, ultimo libro Gli sciiti. L’altro Islam tra cultura e attualità (Il Mulino), ha scritto, tra gli altri, Le donne di Allah, (Bruno Mondadori)

Lucetta Scaraffia storica e giornalista, insegna Storia contemporanea alla Sapienza di Roma, cura l’inserto femminile dell’Osservatore romano “Donne, Chiesa, Mondo”, collabora anche con Avvenire, Foglio, Corriere. Tra i suoi libri: Le porte del cielo. I giubileo e la misericordia (Il Mulino, 2015), è appena uscito Dall’ultimo banco. La Chiesa, le donne, il sinodo (Marsilio, 2016)

Luciano Pellicani, sociologo, insegna Sociologia della politica alla Luiss di Roma, ha scritto Anatomia del’ anticapitalismo (Rubettino, 2010)
Roberto Revello, direttore editoriale di Jouvance
Paolo Magri vicepresidente dell’ISPI

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5 commenti

  • Mimmo Falcitano

    Papa Bergoglio dice che non si tratta di guerra di religione. Certamente la religione non è un fine ma è sempre stato un mezzo del potere e per il potere.
    Le religioni non sono mai state un tramite tra l’Uomo e un presunto Dio. Le religioni sono sempre state uno strumento di potere. Strumento per affermare il potere di coloro che si elevano ad “eletti” rispetto all’uomo comune. Il potere religioso e il potere politico si sostengono a vicenda, l’uno ha bisogno dell’altro e viceversa e “sotto” c’è il popolo che crede a tutto, che ha bisogno di calmare le umane paure del vivere affermando il bisogno di appartenenza.
    I poteri politico e religioso hanno bisogno di fedeli, di persone che non pensano, che bandiscono la ragione in nome di una fede cieca (calcistica?) e rassicurante. Essere “parte di” per non dovere essere se stessi, per calmare una paura della morte che non riusciamo ad accettare. E su queste paure i poteri politici e religiosi ci campano.
    Dio è solo una parola, ma il vero rapporto è con le gerarchie, il papa, il vescovo, il parroco o il mullah o il rabbino o qualsiasi altro “punto di riferimento” che si è messo uno scalino sopra il nostro, che sa, che ha una verità rassicurante da propinarci. E l’uomo ci si affida e se poi può paragonarsi a “fedeli” di altre religioni, di religioni “false”, non come la nostra che è “l’unica e la vera”, tanto più si sente rassicurato. “Noi si che siamo nel giusto” gli altri sono infedeli. Quanto si fanno forza i fedeli di una qualsiasi religione rispetto agli altri, ai diversi, agli ignoranti, ai barbari! E quanto si sento rassicurati nel soddisfacente senso di appartenenza ad una comunità sana, vera, voluta e benedetta dal vero Dio.
    E più sono rassicurati e più sono felici di non usare la ragione e altrettanto stupiti di come gli altri, i fedeli di tutte le altre religioni, non si rendano conto di quanto sono in errore, ridicoli, violenti, ignoranti.
    E’ per tutti così: “noi” siamo nel giusto, gli “altri” nell’errore.
    E si difendono con tutti i mezzi, con tutte le più assurde affermazioni come quella di quell’ascoltatore che stamane ha detto che i cattolici non riconoscono la Bibbia ma solo i Vangeli. Che la Bibbia è un libro vecchio (i Vangeli sono stati scritti l’anno scorso?).
    Evidentemente non va a messa, o se ci va si distrae quando leggono i brani della Bibbia.
    E comunque anche in chiesa si guardano bene di leggere alcuni brani del loro testo sacro, come per esempio dal Libro dei Giudici, cap. 19:
    20 Il vecchio gli disse: «La pace sia con te! Prendo a mio carico quanto ti occorre; non devi passare la notte sulla piazza». 21 Così lo condusse in casa sua e diede foraggio agli asini; i viandanti si lavarono i piedi, poi mangiarono e bevvero. 22 Mentre aprivano il cuore alla gioia ecco gli uomini della città, gente iniqua, circondarono la casa, bussando alla porta, e dissero al vecchio padrone di casa: «Fa’ uscire quell’uomo che è entrato in casa tua, perché vogliamo abusare di lui». 23 Il padrone di casa uscì e disse loro: «No, fratelli miei, non fate una cattiva azione; dal momento che quest’uomo è venuto in casa mia, non dovete commettere questa infamia! 24 Ecco mia figlia che è vergine, e il mio ospite ha una moglie, le condurrò a voi, abusatene e fatele di loro quello che vi pare; ma non commettete contro quell’uomo una simile infamia». 25 Ma quegli uomini non vollero ascoltarlo. Allora il levita afferrò la sua concubina e la portò fuori da loro. Essi la presero e abusarono di lei tutta la notte fino al mattino; la lasciarono andare allo spuntar dell’alba.
    O si torna alla ragione o questo pianeta non ha più speranze. La cecità in cui ci trascinano le religioni non può che portare sempre più morti e distruzioni. Che ognuno faccia il suo doloroso percorso di vita, accetti gli umani limiti e la morte, fine di un percorso che ha senso se ciascuno di noi riesce a darglielo. E chi vuol credere in Dio lo faccia senza bisogno di intermediari, statue e credenze varie.
    Mimmo Falciatano

  • Mimmo Falcitano

    …ma lo avete letto tutto il testo? ma che messaggio di pace. Fate disinformazione. E’ vergognoso quanto avete detto in diretta.

    • Scusi Mimmo, non abbiamo potuto leggere per intero il suo commento perché i tempi della Piazza sono stretti. Il suo commento come vede è pubblico e pubblicato. Chi vuole leggerlo per intero lo può assolutamente fare qui sul blog.

  • Mimmo Falcitano

    Scusi Florinda, ma forse, eufemisticamente parlando, non ci siamo capiti.
    Il problema non sta nel fatto che non avete citato per intero il mio commento. Non sarò un genio ma arrivo a comprendere che ad un minuto dalla conclusione di una trasmissione non si possa arrivare a tanto.
    Il problema sta nel fatto che in un testo di una sessantina di righe fortemente critiche nei confronti delle religioni, compresa quella cattolica, abbiate estrapolato il primo verso citato della Bibbia (per altro scritto a metà del testo) che serviva solo a contestualizzare quello che seguiva che, a mio avviso, riporta tutt’altro che un messaggio di pace.
    E mi stupisce che a fare questa operazione siano state due conduttrici che mi sarei aspettato sensibili sulle tematiche del maschilismo, un tema che per altro mi pare che periodicamente affrontiate anche nei vostri programmi.
    Mi sembra che vedere il messaggio di pace nel gesto di un vecchio che ospita un viandante e non vedere lo squallore maschilista dello stesso che dice a dei delinquenti che circondano la sua casa “vi offro mia figlia che è vergine e la moglie del mio ospite, fatene quello che volete ma lasciate stare l’uomo” sia come considerare un bell’accostamento cromatico il rosso e nero di una bandiera nazista. Ma forse non sono abbastanza buonista e una bandiera nazista resta tale così come tale resta un ospitale vecchio cialtrone maschilista.
    Per quanto riguarda la pubblicazione del testo sul blog, di cui vi ringrazio, sa, siccome ho imparato che tutti hanno qualcosa da insegnarci, il buon vecchio Andreotti diceva che a pensar male si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca e se lo diceva quel gran volpone democristiano c’era sicuramente da credergli. Così mi riesce difficile pensare che il numero di lettori del blog sia identico al numero degli ascoltatori della radio.
    Questo è un vero peccato, lo dico senza ironia e come vede sono uno che il blog lo utilizza, compatibilmente con il pochissimo tempo di cui dispongo, ma la sensazione, visti i pochi commenti che vi ritrovo, è che i lettori siano un numero minimale. Quindi il trasmesso non ritengo che si possa dire che è compensato da quanto pubblicato, o mi sbaglio? Sono certo che voi avete i numeri degli ascoltatori e dei visualizzatori sia di sms sia del blog.
    Vede Florinda, sarò anche un rompiballe, me lo dico da solo, ma ascolto Radio3 da quando ero un ragazzotto, a questa radio devo molto ed è per questo che, ahivoi, continuo ad ascoltarla pur essendo passati tanti anni e trovandomi ormai nella parte calante della curva gaussiana. A lei devo quelle poche conoscenze che ho della musica, che non ho mai particolarmente amato, a lei una parte delle conoscenze che ho cercato di cogliere insieme alla lettura, mio grande amore.
    Vi ascolto quindi anche se a volte mi fate incazzare.
    Parto da due considerazioni basilari: la prima è che siete dei professionisiti, la seconda è che state gestendo un potere, il quarto, che è di fondamentale importanza per il bilanciamento degli altri.
    La prima incazzatura/incrinatura l’ho avuta parecchia anni fa trovando su un sito internet l’intervista alla curatrice di Prima Pagina di cui non ricordo il nome (non so se è lei, ma la sua voce è giovanile per cui non credo) che raccontava come gli ascoltatori che volevano intervenire venivano registrati accompagnando al nome un colore verde-giallo-rosso a seconda del carattere e del rischio di intervento sgradevole in onda.
    A questa, che per me è una schedatura, seguì uno scambio di email che si conclusero con l’invito seccato della stessa a cambiare canale.
    Cosa che avrei potuto fare ma, neanche troppo in fondo, penso che abbiate ancora qualcosa da dire. Per esempio non ho avuto bisogno che me lo dicesse qualcuno di eliminare il televisore, mi sono bastati anni di ascolto di ciarpame televisivo per dire basta. Così come ho smesso di acquistare il Fatto Quotidiano, dopo le stucchevoli sviolinate quando è morto don Gallo (il FQ è molto sensibile al gioco preti buoni / preti cattivi ma, come diceva Ernesto Balducci, un prete serio cresciuto tra i minatori dell’Amiata, “state attenti perchè siamo tutti sportelli della stessa ditta”, una grande lezione che tengo sempre presente).
    Con Radio3 non sono ancora a questo punto, anche se ormai vi alterno a France Info, tanto per entrare un po’ di più nella lingua francese e non sentiere troppe notizie vaticane.
    Non ascolto più Radio3 Scienza, dopo una puntata sugli ogm e un seguito su Tutta la Città ne Parla dove la conduttrice non solo ha preso posizione per gli ogm, ma ha anche insultato gli ospiti contrari (e ho messo in quarantena anche voi per un po’ perchè nella stessa trasmissione Pietro Del Soldà, mi pare, l’ha chiusa paragonando i contrari agli ogm con gli oscurantisti che si opposero alle teorie di Galileo: si ricorda quanto le ho scritto sopra? Siete professionisti e gestite il QP, ognuno è libero di pensare come crede ma c’è sempre una questione di pesi, di contrappesi e di stile).
    Mi fermo qui, cara Florinda, anche se di cose da dire ne avrei ancora molte, ma credo, in quanto signor Nessuno, di averle già rubato fin troppo tempo.
    Buon lavoro.
    Mimmo Falcitano – Genova.

  • Fabrizio Griggio

    Salve Mimmo,
    ho letto con interesse le tue considerazioni sull’estrapolazione di una piccola parte del tuo testo in trasmissione. Voglio essere fiducioso nella genuinità, oltre che professionalità dei conduttori e pensare a un banale fraintendimento del tuo testo. Sembra un errore imperdonabile, data la chiarezza delle considerazioni espresse in modo diretto; ma talvolta può capitare, con una lettura rapida e parziale dovuta, cito le parole di Florinda, ai “tempi stretti della trasmissione”. Peraltro quel passo tratto dal Libro dei Giudici è abbastanza imprevedibile, con l’esordio molto in linea con quello che è diventato conoscenza comune del genere delle “Sacre scritture ” e poi l’improvviso irrompere di un altro paradigma, a dir poco scioccante, rispetto a quanto ci aspetteremmo. Forse l’equivoco, impossibile da immaginare dopo una lettura completa del tuo testo, potrebbe essere quello di aver avuto il tempo di cogliere solo le tue considerazioni iniziali e la prima parte del brano citato. Infatti, talvolta alcune persone sono fortemente critiche con la chiesa ma apprezzano alcuni brani biblici classici. Il fatto che l’aggiunta di citazioni agli interventi non è frequente ma molto apprezzabile, perché richiede una certa cultura, forse ha favorito la scelta mal interpretata e giustamente non apprezzabile dall’autore.
    Non sto qui ad approfondire il mio pensiero in merito alla religione, dico solo che non condivido gran parte del tuo orientamento, ma mi limiterei a dire qualcosa in merito alle altre questioni accennate nel testo.
    Soprattutto mi solleva sapere di non essere il solo a restare sgomento di fronte all’improvviso cambio di paradigma sugli OGM, non tanto in radio3, quanto in altre trasmissioni, anche televisive, che ancora mi davano fiducia. Ascoltai la puntata di Radio3 Scienza cui ti riferisci e rimasi male anch’io, ma a parte la forse infelice netta presa di posizione della conduttrice, il contraddittorio, mi pare di ricordare, non era mancato. Ben più scioccante la doccia fredda della puntata di “Presa Diretta” di Riccardo Iacona sugli OGM. Una puntata monografica annunciata quotidianamente per diversi giorni, in un contenitore ben più ampio di quello di Radio3 Scienza senza neanche un cenno a Vandana Shiva, per esempio!! Il contraddittorio ho dovuto ricercarlo in rete sul sito dell’AIAB e altri, a trasmissione conclusa. Tuttavia in quell’ambito, nella denuncia, da parte di movimenti e associazioni dei rischi connessi agli OGM, si scontano ora alcuni errori iniziali, che hanno generato affermazioni attualmente confutabili alla luce di nuove evidenze scientifiche. Banalmente anche l’uso troppo disinvolto di un lessico non del tutto definito di un paio di decenni fa, ora è preso a pretesto per denunciare il presunto dilettantismo di chi da anni si oppone all’introduzione degli OGM in agricoltura.
    Almeno Radio3 ritorna con frequenza sui temi trattati e offre un ampio ventaglio di modalità di intervenire. Senza volare alto nell’addentrarmi nei rapporti tra potere e media, anch’io come te ammiro la professionalità dei conduttori e talvolta penso debbano avere doti funambolesche nell’imbastire alcune trasmissioni. Per esempio proprio la trasmissione sul cui Blog stiamo comunicando, a differenza di una trasmissione televisiva che viene preparata anche per mesi, viene allestita in poco più di un’ora. Infatti si basa sugli interventi di “Prima pagina” del giorno stesso! E a proposito delle bandierine per gli interventi di quest’ultima trasmissione, ricordo che anch’io da ragazzotto e poco dopo, quando comunque era ancora abbastanza comune ottenere la linea, data la partecipazione ancora quasi di nicchia, avevo sospettato una qualche categorizzazione di chi telefonava. Tuttavia non la pensavo necessariamente come una specie di censura preventiva, ma semplicemente come un dovere professionale di mantenere alto il livello del programma. Io stesso, per esempio, preferivo restare il più possibile ascoltatore in quanto in quel periodo, intervenendo, talvolta rischiavo di esibirmi in pause troppo lunghe per una trasmissione radiofonica. Una bandierina sul mio conto forse avrebbe tutelato anche gli ascoltatori. Un giorno a conferma trattarsi più di provvedimenti di natura registica e non contenutistica, una delle conduttrici, durante la telefonata di prenotazione, mi invitò a mantenere un tono appassionato, come m’era capitato in un passaggio per un contenuto che mi coinvolgeva molto, essendo questo l’intento della trasmissione. Quello di consentire l’espressione, anche appassionata, su questioni che ci coinvolgono particolarmente.
    Ancora senza volare alto rispetto al tuo intervento, oltre a Radio3, continuo a non escludere anche alcune trasmissioni televisive, come “Report”, pur se gli argomenti più spinosi, come per esempio quelli in ambito medico, stanno progressivamente riducendosi, a detta della stessa Gabanelli per l’elevato impegno processuale richiesto dalle denunce di alcuni poteri forti.
    Inoltre molti documentari e altre proposte di Rai 5, soprattutto straniere ma con splendidi doppiaggi in Italiano, mi hanno fatto nuovamente appassionare al mezzo audiovisivo, pur se sempre un gradino sotto al “solo audio” di Radio3.

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