Monthly Archives: agosto 2016

Digitalizzazione e divario digitale: a che punto siamo? Ascolta la puntata

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Pubblica Amministrazione senza carta dal 12 agosto: enti pubblici e Comuni dal 12 agosto useranno esclusivamente documentazione digitale. Ed è di digitalizzazione e di divario digitale che ci occupiamo: dovremo fare tutto su internet ma qual è lo stato dell’arte della Rete in Italia? E a quale livello di alfabetizzazione digitale siamo?

Gli ospiti del primo agosto 2016

Paolo Barberis, consigliere per l’Innovazione della Presidenza del Consiglio

Alessandro Delli Noci, assessore Comune di Lecce. Capo del coordinamento nazionale del gruppo Agenda Digitale di Anci

Antonio Pavolini, si occupa da 16 anni di nuovi media, di comunicazione d’impresa e dei nuovi modelli di business editoriali. Uscirà in autunno il suo ebook “Oltre il rumore” per Informant

Elisabetta Tola, Radio3 Scienza

Livia Faggioni, coordinatore fondazione Gianfranco Fedrigoni, Istituto Europeo della Carta e della Scienza Cartaria

Riascolta la puntata

Quale cittadinanza digitale?

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Niente più scartoffie e carta che si accumula sulle scrivanie e digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni. E i cittadini? qual è il nostro rapporto con le nuove tecnologie? Si può ancora parlare di cittadinanza digitale? “Sembra esserci sempre più resistenza  al cambiamento tecnologico e forme di demonizzazione della rete. Bisogna ritrovare fiducia nei nuovi mezzi per coglierne l’utilità”. Ci spiega Antonio Pavolini, esperto di nuovi media e comunicazione. Ascoltalo qui.

Maurizio Maggiani: La carta igienica seppellirà il mondo

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È un pezzo che non sto più dietro ai numeri dell’Istat: la scienza statistica di Stato gode della mia totale e definitiva sfiducia, venga a dirmi che la vita è bella, venga a dirmi che è uno schifo. Le mie molteplici angosce e preoccupazioni nascono altrove. Da qualche giorno la peggiore ansia mi nasce in bagno. Entro, espleto le nobili mansioni, adocchio il rotolo di carta igienica, ne stacco con cura un foglietto e un senso di imminente tragedia mi pervade. Intendiamoci, niente a che fare con il mio personale, ma una questione globale. Ho sempre avuto un grande rispetto per la carta igienica. La mia infanzia ha avuto luogo all’ombra indimenticata dei fogli di giornale tagliati a quadretti e infilzati in un gancio da macellaio: vista da quel gancio non ho avuto un’infanzia che potrei definire felice.
Il piombo tipografico non è un emolliente e un rinfrescante tra i più efficaci. L’avvento nel gabinetto del rotolo di carta è stato un passaggio di epoca assai più incisivo della mia prima penna biro e ancora oggi lo guardo e lo uso con grande rispetto. Per questo continuo ad accendere virulente polemiche con le mie amiche, grandi srotolatrici e scialacquatrici; come se la carta igienica non fosse un piccolo miracolo di una vita di benessere, come se non fosse una meravigliosa e preziosa invenzione.
Ma il tema del rotolo ha assunto una dimensione devastante da quando, qualche giorno fa, un signore che si occupa di economia globale per il governo tedesco mi ha informato – senza che la sua voce si incrinasse e nemmeno cambiasse di tono – che metà della popolazione mondiale ancora non fa uso di carta igienica. Non lo sapevo, non ci avevo mai pensato. Sono ragionevolmente convinto che questo pensiero non abbia mai sfiorato le vostre menti. Attenzione: più o meno tre miliardi di umani non fanno uso di carta igienica. Ancora no. Perché è un lusso che non possono permettersi, per la maggioranza, e perché i costumi di alcuni popoli tra loro li inducono a lavarsi con acqua piuttosto che nettarsi con carta.

Tratto da “Il Secolo XIX”, 24 ottobre 2004

Radio3 Scienza: Si può fare, la rete in 10 parole

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Orientarci in una città sconosciuta, usare i traduttori automatici per provare a oltrepassare le barriere linguistiche, e avere il mondo a portata di pollice con le app e i social network. Si può fare è una serie di 10 appuntamenti con Elisabetta Tola, pensata per contribuire ad accrescere l’inclusione digitale nel nostro paese, facendo conoscere la ricchezza degli strumenti che offre oggi internet in tutte le sue possibili declinazioni. Le dieci puntate di Si può fare saranno trasmesse all’interno di Radio3 Scienza tra le 11:30 e le 12.00 dal 1 al 12 agosto. E sono tutte scaricabili in podcast sul sito di Radio3, insieme all’ebook con i testi delle dieci puntate.

Clicca qui per ascoltare tutte le puntate

Riascolta qui l’intervento di Elisabetta Tola

Cosa manca per dare Internet a tutti

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L’uso delle nuove tecnologie dominerà sempre più la vita quotidiana delle persone.

E chi non le saprà usare sarà a rischio di esclusione sociale. È una sfida che il nostro Paese deve saper cogliere in fretta quella di connettere tutti alla Rete, siamo in ritardo rispetto al resto d’Europa. È una sfida che si vince sul piano infrastrutturale sì, ma anche sul terreno culturale e sociale. Dobbiamo annullare il «digital divide» nell’utilizzo di Internet, come l’abbiamo quasi azzerato nell’uso del cellulare. Il governo ha capito la centralità di questo aspetto e sta puntando sullo sviluppo della banda larga, e sulla formazione nelle scuole per creare i presupposti di un balzo in avanti in tempi serrati. Abbiamo bisogno di recuperare il tempo perduto. Ma per farlo, dobbiamo identificare adeguatamente gli ostacoli che abbiamo davanti.

Continua a leggere l’articolo di Linda Laura Sabbadini su La Stampa

Punti di vista: Il divario digitale da Mediaworld

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L’Italia tecnologica, più che su Internet, andrebbe osservata dentro il centro TIM dietro casa mia. Immagino che lo stesso accada dentro i negozi Tre, Vodafone o Wind. I luoghi nei quali si acquistano telefoni, computer, servizi Internet ed altri gadget tecnologici (e quindi anche le grandi catene dell’informatica di consumo) sono oggi la principale frontiera sociologica del Paese digitale.

Il negozio che conosco io è gestito da due signori sorridenti e gentilissimi, prodighi di consigli ed informazioni: spesso la fila per parlare con loro, acquistare abbonamenti o cellulari, arriva fuori dal piccolo negozio.

Quando è il suo turno la signora anziana davanti a me chiede come mai il suo cellulare nuovo non abbia dentro Facebook. Il giovane uomo qui accanto nel frattempo sta chiedendo all’altro commesso quanto del suo bundle mensile di dati per Internet (1 Giga) vada sprecato per “scaricare un film”.

Continua a leggere Massimo Mantellini su IlPost.it

ecco come cambierà la vita delle amministrazioni pubbliche

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Gli enti pubblici ed i Comuni dal 12 agosto useranno esclusivamente e nativamente documentazione digitale. Vediamo quali sono le norme che hanno introdotto questo obbligo che rivoluzionerà il loro modo di lavorare. In pratica tutte le Pubbliche Amministrazioni dovranno adeguare i sistemi di gestione informatica per produrre in formato digitale tutti gli originali dei documenti amministrativi che gestiranno

Continua a leggere l’articolo di Daniele Tumietto, componente Forum Italiano sulla Fattura Elettronica – partner Menocarta

La fine delle scartoffie. Dal 12 agosto stop alle pratiche di carta.

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Basta scartoffie. Basta carta, basta cartelline portadocumenti e basta faldoni, armadi e archivi. E basta fax. Dal 12 agosto tutti i Comuni e tutti gli enti pubblici dovranno usare esclusivamente documentazione digitale, fin dall’inizio per ogni nuova pratica. Il piano «Pa senza carta» parte da lontano ed è figlio della solita sequenza di leggi, decreti e Dpcm: si comincia nel 2005 col Codice dell’amministrazione digitale e si arriva sino al decreto della presidenza del Consiglio del 13 novembre 2014 che ha sancito definitivamente la morte della carta, fissato i criteri in grado di assicurare «autenticità, immodificabilità e leggibilità dei nuovi documenti elettronici», e soprattutto introdotto l’obbligo (ma nessuna sanzione) di adeguare tutti i sistemi di gestione informatica per produrre in formato digitale tutti gli originali dei documenti amministrativi. Continua a leggere su La Stampa.