Monthly Archives: settembre 2016

Libertà di cura? Ascolta la puntata

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Va bene se si tratta di un raffreddore o di un mal di pancia, ma di fronte a una malattia grave forse no. È questo l’atteggiamento prevalente verso le medicine alternative, al centro dell’attenzione dopo la morte di due donne che hanno rifiutato la chemio ma non sono riuscite a sconfiggere il cancro. Sono sempre di più le persone che hanno meno fiducia nelle cure – e nei medici – tradizionali e scelgono altri approcci. Fondamentale, come sempre, anzi di più, è una corretta informazione. Oggi parleremo di libertà di cura, rapporto coi medici, ignoranza scientifica.

Gli ospiti del 6 settembre 2016

Salvo Di Grazia, medico chirurgo
Caterina Sannicola Botticelli, anatomopatologa
Federico Allegri, direttore della Scuola di Medicina Omeopatica di Verona
Roberto Satolli, medico, giornalista
Pierfrancesco Tassone, ricercatore Airc, Professore di Oncologia Medica presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro
Tommy Simmons, fondatore di Amref Italia
Merle, ascoltatrice della Città

Ascolta la puntata

Di libertà di cura, tra psiche e chemio. Il blog e il libro

Di recente due giovani donne sono morte di cancro (leucemia e carcinoma del seno) per aver rifiutato di essere sottoposte alla chemioterapia, secondo le scellerate teorie di Hamer, medico tedesco radiato dall’ordine e più volte arrestato per i reati di cattiva pratica medica, esercizio abusivo di professione medica, omissione di soccorso, calunnia e frode.

Molti anni fa, in questo blog, qualcuno mi scrisse tentando di convincermi che dovevo fare come Eleonora Brigliadori, guarita dal cancro seguendo le teorie di Hamer, perché la chemio mi avrebbe uccisa. Non trovo più quel commento, immagino di averlo cancellato preoccupata di diffondere anche solo indirettamente quelle teorie scellerate.

Anche io, come l’ex dottor Hamer sono convinta che un trauma psichico possa essere all’origine di quasi tutti i tipo di cancro, e chi mi conosce e mi legge sa che ho anche tentato, dieci anni fa, quando il cancro è tornato, di percorrere altre strade. Ho raccontato tutto in parte qui e in parte nel libro Come una funambola. E sono convinta che quelle strade mi hanno aiutata a guarire meglio, ma certamente non sono state sufficienti e ho dovuto ricorrere alla chirurgia e a massicce dosi di chemioterapia, nonché alla terapia ormonale che non ho mai interrotto.

Continua a leggere Giorgia Biasini dal suo blog Ilmiokarma

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In cosa consiste il metodo Hamer?

Il metodo Hamer è un approccio alla malattia, soprattutto alla cura dei tumori, che ultimamente ha suscitato diverse controversie. Ideato e sperimentato da Ryke Geerd Hamer, un medico tedesco, agli inizi degli anni Ottanta, si basa su un’esperienza vissuta in prima persona. Hamer si ammala di cancro ai testicoli dovo il violento shock causato dalla perdita del proprio figlio, Dirk Hamer, noto alla cronache come la vittima dell’incidente avvenuto in Corsica nel 1978, che vedeva protagonisti Vittorio Emanuele di Savoia e una pallottola esplosa da una barca. Il trauma della perdita e la malattia suggeriscono al Dr. Hamer lo studio delle reazioni del corpo ai traumi profondi e il legame di questi alle malattie. Riuscì, dopo diversi studi, a isolare una connessione precisa, da lui definita DHS, tra tumore e trauma.

La concezione di malattia di Hamer è imperniata sul conflitto biologico. Lo stato di malattia è la conseguenza di un particolare shock, così improvviso e violento, che suscita nel soggetto una reazione automatica che bypassa l’intervento della mente. Hamer riesce addirittura a mettere in correlazione tipologie di eventi emotivi con tipologie di organi interessati, stilando finanche delle tabelle, pubblicate nei suoi volumi divulgativi.

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Chemioterapia, ecco perché è un’arma insostituibile contro il cancro

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La chemioterapia può salvare la vita e, anche grazie al suo utilizzo, un numero crescente di persone, in Italia e nel mondo, guarisce o riesce a convivere a lungo con il cancro. Come per ogni malattia, lieve o grave che sia, esistono cure efficaci che prima di essere approvate ufficialmente sono passate attraverso un lungo iter di sperimentazione che ne ha stabilito, testandole su migliaia di pazienti, benefici ed effetti collaterali. Anche i farmaci oggi utilizzati per curare molte forme di tumore hanno seguito tutta la lunga procedura, ma la parola «chemioterapia» continua spesso a fare paura. Alla luce delle recenti vicende di Alessandra ed Eleonora, le due giovani donne morte per aver rifiutato le cure standard contro i tumori, ecco alcune cose che possono aiutare malati e familiari a essere più consapevoli dell’utilità delle terapie anticancro.

Cosa c’è dietro la scelta di non curarsi

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Il cosiddetto “metodo Hamer” – spiegano dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc )  – , anche noto come “nuova medicina germanica” o nella variante della “biologia totale”, si basa su un insieme di teorie che non sono mai state sottoposte a una sperimentazione seria della validità per la cura dei tumori né di altre malattie. Il presupposto, indimostrato, è che il tumore sia il frutto di un conflitto psichico. Oltre a essere infondati, i principi del metodo negano tutto quello che è stato scientificamente dimostrato sul funzionamento dell’organismo sano e di quello malato”.

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Le vostre storie via sms

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La realtà è che siamo in un momento di transizione in cui anche la ricerca sul cancro si sta orientando verso terapie “endogene” alternative alla chemio. La sensibilità dei malati e dei famigliari risente di questo clima e delle anticipazioni giornalistiche su questi nuovi orizzonti. Bruno da Como

Vi prego leggete: ho fatto la chemio e sono salvo. Ma la cieca compartimentazione e specializzazione esibita dai dottori mi ha fatto molto esitare. In agricoltura, dove lavoro, se agisci considerando solo ciò che si conosce, incappi spesso in brutte sorprese… Similmente, ho considerato ciò che i dottori ritenevano ininfluente e ho fatto del mio meglio per gestirlo. L’umore, un ipotetico spirito, i pensieri, lo stile di vita ecc… il risultato è stata un risposta ottima sia delle cure sia del fisico. Gianluca

A “Tutta la città ne parla” Perché ho scelto la cura omeopatica? Sono caduto in bici da corsa con ginocchio si gonfia ospedale mi siringa come prevede protocollo, ma fa ancora acqua sottocutanea. Medico amico dice serve buona cura no siringare. Conosco medico sportivo mi dà cura omeopatica dopo due mesi pedalo come prima. Romano, Bagnacavallo RA

Dopo 20 giorni di terapia antibiotica prescritta dall’otorino dell’asl per un’otite acuta,in preda a dolori fortissimi mi sono rivolta ad un omeopata. Dopo 6 gg di terapia a gg alterni il dolore e l’infiammazione sono scomparsi e non ho avuto problemi per un anno intero….! Antonia da Ravenna

Medicina alternativa: secondo me viene scelta x evitare gli effetti collaterali di medicina ortodossa che cura UN sintomo/ problema / malattia dimenticando che il corpo non funziona a compartimenti stagni. E gli effetti collaterali di medicine tradizionali sono sempre innumerevoli. Anna

A mio parere le terapie non convenzionali aiutano a gestire l’ansia in patologie lievi che comunque guariscono spontaneamente. Poi si ingenera una convinzione di grande efficacia delle cure alternative. Chi afferma di godere buona salute grazie ad esse probabilmente starebbe bene anche senza perché è fortunato geneticamente e, cosa essenziale, fa una vita sana e felice. Antonella

Per la città : Per meglio capire consiglierei il libro della giornalista scientifica Jo Marchant dal titolo CURE. La Marchant per anni ha studiato gli effetti della mente sul corpo e come l’effetto placebo, la meditazione, il riflesso condizionato, l’ipnosi e numerose altre terapie alternative hanno effetti positivi su malattie che la medicina definisce inguaribili. L’effetto più forte ai fini della guarigione e’ il comportamento dei medici e del personale sanitario. Il settore pubblico della Sanità presenta molte lacune. Con atteggiamenti arroganti e inutile crudeltà spesso si spinge il paziente ad abbandonare le cure e rivolgersi all’alternativa. Ludovico

Sono guarito da un tumore raro,rapido e molto malefico, ho fatto da cavia. Il ginecologo e poi l’oncologo,bravissimi e abbastanza giovani. Mi curo da anni con l’omeopatia, perciò mio corpo era priva di roba chimica e ha potuto reagire bene. Mangio in modo sano, fondamentale e così ho affrontato la chemio, che era fortissima,lunghissima e molto,molto dolorosa, ma oggi, dopo 3 anni, sono viva, creativa e grata ai miei dottori, sia tradizionali e omeopatico, che mi ha aiutato ad affrontare la malattia e la cura !!! Merle

Malata di cancro al polmone, non operabile, mi avevano dato due anni di vita. La chemio che ha ridotto il tumore e un successivo intervento chirurgico mi hanno consentito di vivete altri 6 anni di vita quasi normale. W la medicina tradizionale e il Signore. Loredana

A mio parere le terapie non convenzionali aiutano a gestire l’ansia in patologie lievi che comunque guariscono spontaneamente. Poi si ingenera una convinzione di grande efficacia delle cure alternative. Chi afferma di godere buona salute grazie ad esse probabilmente starebbe bene anche senza perchè è fortunato geneticamente e, cosa essenziale, fa una vita sana e felice. Antonella

Veronesi: le false promesse nella lotta contro i tumori

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Il cancro non è più una malattia incurabile e le moderne terapie possono salvare la vita salvaguardando anche l’identità psico-fisica della persona. A quanti sacrifici di esistenze stroncate per seguire l’illusione di miracolose cure – cosiddette alternative – dobbiamo ancora assistere per diffondere la coscienza di questa realtà? I due recenti casi delle donne morte per tumore perché hanno rifiutato di aderire alla chemioterapia che poteva salvarle sono una ferita aperta per tutti noi oncologi. Ma anche un grido d’allarme.

Leggi Umberto Veronesi su la Repubblica

Il parere dell’istituto nazionale dei tumori

“No alle leggende: il cancro si batte con la chemioterapia”

Nel luogo in cui è nata l’oncologia italiana, ovvero l’istituto Nazionale dei Tumori di Milano, il caso di Eleonora Bottaro, morta a 18 anni di leucemia dopo aver rifiutato la chemioterapia, ha lasciato sconcerto. E rilanciato il problema delle “cure alternative” al cancro, che spesso sono mix di ignoranza e superstizioni. Ma esistono queste cure? La risposta, dice Giovanni Apolone, direttore scientifico della ricerca all’Istituto dei Tumori, è «no». «La cura del cancro si basa su prevenzione, diagnosi precoce e terapie di diverso tipo: chemio, radio e chirurgia. Ed è quello che abbiamo». Con quali risultati? «In base all’esperienza accumulata negli anni e alla disponibilità di nuovi farmaci, in grado di agire su target mirati oppure che interagiscono con il nostro sistema immunologico, siamo ormai in grado di offrire alla maggioranza dei pazienti non soltanto cure più efficaci in termini di controllo della malattia ma anche una maggiore sopravvivenza se non addirittura la guarigione finale». Perché allora molti hanno ancora paura della chemioterapia? «Perché purtroppo non sono informati correttamente e basano le loro opinioni su questa scarsa informazione o su esperienze riferite da altri pazienti ma molto lontane nel tempo, magari di qualche decina di anni fa. Oggi le terapie sono più tollerate dal paziente e causano meno frequentemente effetti collaterali o hanno effetti più facilmente prevedibili o trattabili». Esiste solo la chemio per curare il cancro? «No. Fermo restando che le terapie più efficaci per guarire un tumore sono quasi sempre terapie combinate che prevedono chemio, radio e chirurgia».

 

Continua a leggere l’intervista di Paolo Colonnello su La Stampa

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