Monthly Archives: settembre 2016

Il caos M5S nella capitale. Ascolta la puntata

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Il caos nella capitale, le giornate più complicate per Roma e la prima giunta a Cinque Stelle. Tante le domande cui proviamo a rispondere: Valgono ancora e in che misura quei concetti fondativi come la democrazia diretta e la trasparenza? Si tratta di una crisi strutturale o di un passaggio necessario di crescita? È la conferma della dissoluzione delle forme partito o una marcia indietro?

Gli ospiti del 7 settembre 2016

Antonio Padellaro, giornalista, editorialista del Fatto Quotidiano
Christian Raimo,  scrittore, traduttore, insegnante, tra i suoi libri ricordiamo Il peso della grazia(Einaudi, 2012)
Maria Paola Faggiano , ricercatrice, dirige il laboratorio Corislab Laboratorio di Comunicazione e Ricerca sociale (CorisLab) alla Sapienza, con Stefano Nobile ha firmato  La politica partecipata. Il M5S di Roma (Aracne, 2016)
Vincenzo Smaldore, responsabile editoriale Openpolis
Maurizio Crosetti, giornalista torinese di Repubblica, ha pubblicato Esercizi preparatori alla melodia del mondo (Baldini & Castoldi, 2016)

Ascolta la puntata

Trasparenza, legalità, democrazia diretta? Che fine hanno fatto, a Roma, quelle parole chiave?

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Di fronte al caos politico di Roma, alle verità nascoste da Raggi e Di Maio, cosa rimane delle parole chiave del M5S: democrazia diretta, trasparenza, legalità? E’ una storia solo “romana” o riguarda, in prospettiva, la politica nazionale? Le risposte di Antonio Padellaro, che da direttore del Fatto ha seguito con favore l’affermarsi del MoVimento, e di Christian Raimo, scrittore e giornalista romano, che per Raggi ha votato.

Come nasce lo scandalo dei rifiuti a Roma, e a chi conviene

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Quest’articolo parla di un’emergenza che forse è solo una questione annosa ma non irrisolvibile, di una politica che spesso fa proclami invece di accompagnare processi complessi, di un argomento per nulla semplice da capire come la gestione dei rifiuti su cui però è bene farsi una propria idea accurata perché ci coinvolge tutti, di una grande buca esistente fino a tre anni fa e che permetteva di fingere che tutti questi problemi non ci fossero.

1) C’era una volta la buca

Una volta io l’ho vista molto da vicino la discarica di Malagrotta. Era la primavera del 2003; mi misi a seguire un camion dalle parti dell’Aurelia, insieme a un mio amico entrai di straforo nel sito superando la vigilanza che sonnecchiava, e con l’auto mi addentrai in quello che sembrava un paesaggio marziano: enormi dune piatte giallognole composte di spazzatura e ricoperte di terra, illuminate da una grassa luce lunare. La puzza era letteralmente mortale.

Tra cartelli che dicevano “Pericolo non scendere dai veicoli”, i camion procedevano lenti ed ermetici come sabbipodi in Guerre stellari infilando bivi su bivi, lasciandosi ai lati terrapieni sempre più giganteschi. Era un labirinto senza indicazioni in mezzo a una landa che sembrava sconfinata: avevo chiuso oltre i finestrini anche i bocchettoni dell’auto, ma a un certo punto l’assedio di miasmi aggressivi era comunque penetrato dentro l’abitacolo fino praticamente a stordirmi, mi sentivo male da svenire, avevo le vertigini, e solo dopo almeno mezz’ora riuscii a fatica a riguadagnare l’entrata.

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Il libro da sfogliare

La politica partecipata. Il M5S di Roma e il suo blog, di Maria Paola Faggiano e Stefano Nobile (Aracne Editore, 2016)

Clicca qui per leggere alcune pagine del libro

Il connubio tra internet e Movimento 5 Stelle è uno dei tratti distintivi della formazione politica grillina, che utilizza il web anche come strumento di comunicazione istituzionale, come dimostra il caso del blog relativo ai quindici municipi romani. Il volume presenta i risultati più significativi di uno studio multidisciplinare condotto sulla comunicazione politica con specifico riferimento proprio al blog istituzionale capitolino. Basandosi su un approccio mixed–method oriented imperniato nella prospettiva di analisi dei Big Data, la ricerca esamina il consistente corpus di materiali pubblicati online dai mesi della campagna elettorale per le amministrative di maggio 2013 fino ad agosto 2015, servendosi di diversi strumenti: l’analisi del contenuto come inchiesta; lo studio del lessico, dei toni della comunicazione e della titolazione; l’analisi delle parole–chiave e dei temi del blog; l’analisi etnografica delle conversazioni online.

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Una penosa “House of cards” all’arrabbiata?

Se a Roma nasce il Partito 5 stelle… si chiedeva Ilvo Diamantisu questo giornale, nella sua Mappa di lunedì scorso. Giusta speranza, per tutti coloro che, al di là delle logiche di appartenenza, hanno a cuore la riqualificazione dell’offerta politica, il funzionamento della democrazia, il valore dell’alternativa e dell’alternanza di governo. Purtroppo, la speranza sta naufragando. Nella Capitale i Cinque Stelle non solo non nascono come partito, cioè come struttura organizzata della rappresentanza sociale, ma rischiano di morire anche come Movimento.

Le cinque poltrone saltate in un giorno solo, la scorsa settimana, sono nulla in confronto allo scandaloso spettacolo che va in scena intorno alla vicenda diPaola Muraro. Un caso paradigmatico, che va molto al di là dei destini già segnati dell’assessora indagata. Travalica le mura già fatiscenti del Campidoglio. Chiama in causa i vertici pentastellati, il mitico direttorio, il candidato-non candidato alla premiership, fino ad arrivare al padre-padrone della “ditta”.

Massimo Giannini su la Repubblica

Se a Roma nasce il partito 5 stelle

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I problemi che incontra Virginia Raggi nel costituire la giunta di Roma costituiscono un osservatorio – e un’occasione – importante sul futuro del M5S. E, insieme, del sistema politico in Italia. Dunque, della nostra democrazia. Roma, infatti, non è una città qualsiasi. È, ovviamente, la Capitale. Ma, soprattutto, una città difficile da governare. Come dimostrano le crisi che ne hanno accompagnato il percorso amministrativo, nell’ultimo decennio. Fino all’epilogo della giunta guidata da Ignazio Marino, sfiduciata, circa un anno fa, dal suo stesso partito. Il Pd. In modo rude e sbrigativo. La vittoria del M5S, alle recenti elezioni di giugno, è apparsa, dunque, scontata. Come le difficoltà che avrebbe incontrato ad amministrare la capitale. La sindaca Raggi, per questo, era attesa, con curiosità, alla prova dei fatti. Da parte degli avversari politici. Partiti di governo e di opposizione. Per primo, il Pd. Pronto a denunciare, in caso di difficoltà e di insuccesso, la “radicale” inadeguatezza (perché origina dalle “radici”) del M5S. In grado di amplificare il dissenso e l’insoddisfazione dei cittadini. Ma incapace di rispondere alle attese della società, dopo averle alimentate. E, dunque, di governare. D’altronde, se non riesce ad amministrare una città, per quanto complessa e difficile, anzi, la più complessa e difficile, ebbene: come può pretendere il M5S di amministrare l’Italia?

Leggi l’articolo di Ilvo Diamanti su La Repubblica

A Roma la crisi di Raggi e del Movimento 5 Stelle

Nel Movimento 5 Stelle, a Roma e nella giunta capitolina è il caos. Dopo la notizia dell’indagine in corso dal 12 aprile a carico dell’assessore capitolino Paola Muraro (qui i fatti) di cui il sindaco e diversi membri del direttorio 5Stelle erano a conoscenza, la situazione sta implodendo. Con una novità: forse anche Luigi di Maio, vicepresidente della Camera, era stato informato e ha taciuto.

La riunione fiume del Direttorio M5S che si è svolta fino alla tarda serata del 6 settembre, usa il pugno duro su Roma e, con l’avvallo di Beppe Grillo in costante contatto con la Capitale, chiede con forza a Virginia Raggi di far fare un passo indietro al vicecapo di gabinetto Raffaele Marra, al capo della segreteria politica Salvatore Romeo e ai due assessori Paola Muraro e Raffaele De Dominicis.

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