Monthly Archives: settembre 2016

L’euromuro di Calais. Ascolta la puntata

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Londra e Parigi d’accordo sulla costruzione di un muro. Alto 4 metri, lungo 1 km, costeggerà l’autostrada che passa lungo la Jungle di Calais. Dovrà impedire ai migranti di saltare sui camion per cercare di raggiungere l’Inghilterra. Molto spazio a questa notizia sui giornali italiani, nessuno o quasi su quelli francesi e inglesi. Che impatto avrà questa decisione bilaterale, un muro tra due culle della democrazia, sullo spirito europeo?

Gli ospiti dell’8 settembre 2017

Anna Maria Merlo, corrispondente del Manifesto da Parigi dal 1988.
William Ward,  corrispondente da Londra per Panorama e per il quotidiano Il Foglio
Ilaria Sesana, giornalista free lance esperta di immigrazione
Cristina Marchetti, insegna Sociologia dei fenomeni politici e sociologia dell’integrazione europea.
Marco Tarquinio, direttore di Avvenire
Diego Saccora, autore, con Anna Clementi, del libro  Lungo la rotta Balcanica.Viaggio nella Storia dell’Umanità del nostro tempo, (Infinito Edizioni, 2016)

Ascolta la puntata

Calais: cronaca da “The Jungle”

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Com’è la situazione nel campo profughi “improvvisato” a ridosso del porto di Calais? Dopo le proteste di camionisti e abitanti, il governo promette di chiuderlo. Intanto ci vivono ancora 9mila persone, che sognano l’Inghilterra.

Il quadro della situazione fatto da Ilaria Sesana, giornalista free lance esperta di immigrazione

La polemica sul muro: “panna montata” inventata dai media italiani! Il duro commento di William Ward

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“I media britannici non parlano o quasi del ‘muro di Calais‘ perchè è una non notizia, un mero fatto tecnico, che solo i media italiani, abituati a confondere fatti, commenti e sermoni moralistici, enfatizzano come un atto “razzista” del governo di Londra”.

William Ward, corrispondente da Londra per Foglio e Panorama, va giù duro sui media italiani e l’esagerata enfasi data alla notizia. Che ne pensate?

Il libro: Lungo la rotta balcanica

Il racconto di un viaggio lungo quella rotta balcanica che dal 2015 rappresenta la porta d’ingresso all’Europa e per la quale sono transitate oltre un milione di persone. Un viaggio nel fango dei campi profughi, in mezzo a donne e bambini incatenati dalla burocrazia; tra le reti e i muri che hanno reso di nuovo l’Europa un continente diviso e ostile; tra sogni che s’infrangono contro la dura realtà fatta di respingimenti e di campi di raccolta in Grecia e in Turchia e in qualunque altro Paese non faccia parte dell’Unione europea.

Dall’Italia alla Grecia, passando per Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Albania e Macedonia, spostandosi solo con mezzi pubblici, per incontrare e dare voce ai vissuti di donne e uomini, protagonisti di una fondamentale pagina nella Storia dell’Umanità del nostro tempo.

Lungo la rotta balcanica. Viaggio nella Storia dell’Umanità del nostro tempo, di Anna Clementi e Diego Saccora (Infinito Edizioni)

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No Borders: un documentario

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“No Borders”, primo documentario italiano in Realtà Virtuale, diretto da Haider Rashid e di cui Elio Germano è narratore ed intervistatore, esplora la crisi dei migranti in Italia.
Documentando l’esperienza dei volontari e degli spazi autogestiti dedicati all’accoglienza, il film si muove tra il Centro Baobab di Roma – dove molti migranti che transitano per la capitale si fermano nel loro tragitto verso nord – ed il presidio No Borders di Ventimiglia, città di frontiera diventata ormai simbolo dell’emergenza migranti e della lotta contro la chiusura delle frontiere.
Elio Germano, attore, rapper ed attivista sociale, fa da narratore in questo percorso di scoperta, cercando di andare oltre alla propaganda politica di sfruttamento del fenomeno migratorio, per riuscire ad esporre le ragioni profonde che spingono centinaia di migliaia di donne e uomini a sfidare la morte pur di abbandonare
guerre e miserie. Il documentario è stato in parte girato la scorsa estate presso il Centro Baobab di Roma – sgomberato nel dicembre 2015 dalle forze dell’ordine – esempio di centro di accoglienza autogestito dai cittadini romani, da cui sono passati numerosi migranti. Le riprese si sono poi spostate al presidio No Borders di Ventimiglia – anch’esso sgomberato dopo alcuni mesi di attività – in cui i migranti venivano accolti negli ultimi giorni di viaggio sul territorio italiano, prima del tentativo di superamento del confine francese.

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Gli altri muri d’Europa

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Macedonia-Grecia: una rete di 1,5 km

Un muro lungo l’autostrada che arriva al porto di Calais, per fermare i migranti che cercano di salire a bordo dei camion diretti in Inghilterra. Il Regno Unito è pronto a spendere 1,9 milioni di sterline per finanziare una nuova barriera in territorio francese, e la costruzione dovrebbe iniziare «molto presto». Ne ha dato notizia la Bbc, citando il sottosegretario per l’Immigrazione Robert Goodwill.
Soprannominato dai media britannici «il grande muro di Calais», sarà alto quattro metri e correrà per un chilometro lungo i due lati dell’arteria stradale vicina al campo Giungla, dove vivono migliaia di migranti. Si aggiungerà a quello già esistente dal giugno 2015 ed è solo l’ultimo di quelli presenti in Europa. Ecco gli altri, su Lettera43.it

Un muro per chiudere la «giungla» di Calais

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Da Berlino a Calais, in quest’Europa culla del liberismo i muri non passano mai di moda. Parola di Robert Goodwill, (nomen omen) il ministro britannico conservatore per l’immigrazione, che ieri ha dichiarato con scoppiettante solerzia alla commissione parlamentare riunita a Londra per deliberare sulla situazione a Calais e Dunkerque: «Abbiamo già costruito la recinzione, ora stiamo costruendo il muro».

Leggi Leonardo Clausi sul manifesto

Londra chiude la porta di Calais

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Qualcuno la chiama la «Grande muraglia di Calais», altri la paragonano alla barriera che Trump vorrebbe costruire al confine con il Messico, altri ancora sostengono che è uno spreco di denaro pubblico. Non è ancora stato posato il primo mattone che il muro finanziato dal governo britannico per impedire il passaggio dei migranti dalla Francia già suscita polemiche. Intanto, con un’altra decisione che fa discutere, il governo austriaco ha annunciato un «decreto d’urgenza» che permetterebbe a Vienna di bloccare i migranti alle frontiere.

Continua a leggere Alessandra Rizzo