Monthly Archives: settembre 2016

Tra satira e “empatia”

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Si parla innanzitutto di una vignetta, non di Charlie Hebdo. Io non l’avrei pubblicata, ma non ho visto l’intenzionalità di offendere le vittime. In quella vignetta ho sentito piuttosto la puzza sotto il naso alla francese. Lo sdegno dei parenti delle vittime è comprensibile, tuttavia non sono d’accordo con la querela.”

Ascolta il commento di Mario Cardinali, direttore e fondatore del Vernacoliere

C’è un limite per la satira?

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Capire il significato di quella vignetta è fondamentale. La satira può e deve essere giudicata, ma è necessario coglierne l’obiettivo. Chi può avere la distanza per comprenderlo, deve cercare di capire che il bersaglio di quella vignetta non erano le vittime del terremoto“.

Ascolta il commento di Tito Faraci, sceneggiatore di fumetti e scrittore.

Siamo ancora tutti Charlie?

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La vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto di Amatrice ha provocato molte reazioni diverse, l’ultima è quella del sindaco del comune distrutto che ha querelato il giornale francese. La satira sui morti è un insulto, da un lato. La satira non si ferma mai, dall’altro. Siamo stati tutti Charlie Hebdo un anno fa, o quasi, oggi molti si chiedono se lo siamo ancora

Gli ospiti del 13 settembre 2016

Mario Cardinali, direttore del Vernacoliere
Emiliano Grillotti, direttore di Rieti Life
Tito Faraci, sceneggiatore di fumetti e scrittore, ultimo romanzo è La vita in generale (Feltrinelli, 2016)
Carlo Gubitosa,  giornalista e autore di fumetti
Caterina Malavenda,  avvocato, esperto in diritto dell’informazione
Francois Lafond,analista internazionale,  direttore del think tank di “Europa Nuova”  professore associato a Sciences Po

Santi e cronisti, verità e giornali, satira e prossimo

SATIRA SENZA LIMITI?
Trovare la verità nella satira non è impresa facile. A proposito delle nuove, ignobili vignette di Charlie Hebdo sui morti del terremoto del 24 agosto, La Repubblica sostiene (giovedì 8) che «nella satira i limiti non ci sono, se ci fossero non sarebbe più satira». La realtà è che i limiti ci sono e li troviamo dappertutto sulla Terra. Per gli uomini sono scritti a chiare lettere nelle Scritture. Diceva l’Antica: dopo Dio «amerai il prossimo tuo come te stesso» (Lv 19,18) e la Nuova che da «questo comandamento dipende tutta la Legge e i Profeti» (Mt 22,39-40). Spesso la satira se n’infischia, ma qualche volta si accorge che la pena è anticipata, illecita e spropositata. Ma perché amministrata da altri uomini.

Una nota sul quotidiano Avvenire

Ridisegnare i confini della libertà: sulla satira di Charlie Hebdo

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Riproponiamo un articolo di qualche tempo fa pubblicato su Fumettologica.it

I fatti di cronaca che hanno colpito Charlie Hebdo sollecitano un’interrogazione capitale. Perché al di là della condanna della violenza siamo chiamati ad esplicitare le regole del gioco entro cui il dialogo tra i diversi soggetti che compongono la nostra comunità si svolga senza eccedere e spostare i limiti entro cui l’incontro e la successiva “lotta” per il riconoscimento dei propri diritti avvenga.

Pennac: “Disegno idiota, ma difendo ancora la libertà di Charlie Hebdo”

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Una “connerie”, uno scivolone in piena regola: così Daniel Pennac, lo scrittore francese, commenta la vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto in Italia. Lui, l’autore della saga dei Malaussène e di altre opere di successo, è abituato a giocare con ogni sfumatura del linguaggio. Ma stavolta per commentare la satira dei suoi connazionali sul sisma non usa mezzi termini, anzi si concede un paio di parole forti. Poi però conclude: “Anche oggi, “Je suis Charlie”. Una vignetta idiota non può togliere forza a quel messaggio, che non va messo in discussione”.

Pasta e sangue, poi la mafia: è la chiave con cui Charlie “legge” il terremoto in Italia. Cosa ne pensa?
“La vignetta sulle vittime del terremoto è stronzissima e basta. Non è divertente, non fa ridere nessuno se non chi l’ha concepita, quasi non merita il nostro sdegno”.

Continua a leggere l’intervista di Francesca Benedetti a Daniel Pennac

La satira che non c’è: intervista al direttore del Vernacoliere

Mario Cardinali, che cosa ne pensa della vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto in Italia?

Appena l’ho vista non ho notato tutta la critica sulla mafia che hanno per forza voluto vederci alcuni. Io ci ho visto un po’di spocchia sull’italianità della pasta, sui soliti italiani “maccaroni”, perciò hanno disegnato i morti al sugo, al ragù e morti come delle lasagne. È satira questa? Mi sembra satira senza scopo, rivolta a svillaneggiare gli italiani in quanto “spaghettari”. Io mi ricordo la vignetta che fece Der Spiegel nel ’97: si vedeva un piatto di spaghetti con la pistola sopra. Quella era veramente satira, un piatto di pasta e una pistola a simboleggiare la mafia. La vignetta sul terremoto non mi pare abbia alcuna nobiltà di critica antimafiosa.

Sembra che con queste vignette si voglia far male piuttosto che far ridere, no?

Quando si vuole fare per forza satira, si può cadere in certi eccessi, che io non chiamerei nemmeno così. Bisogna vedere che cosa si intende per satira. La satira è fatta anche di sarcasmo, paradosso, cinismo. Si può fare la satira su un paio di scarpe o su una politica, su dei bombardamenti sulla gente. Per me la satira è una particolare manifestazione critica dell’intelligenza. Io ci metto una buona dose di passione civile. Quella di Charlie Hebdo non credo che sia un attacco ai morti, che sono presi a pretesto per mettere l’accento sugli italiani “maccaroni”. È arrivata poi la giustificazione parlando della mafia. Noi la conosciamo benissimo la mafia, noi de “Il Vernacoliere” abbiamo fatto tante vignette sullo Stato-Mafia, lì non c’era niente di tutto ciò però.

Continua a leggere su Sputniknews.it

“Vignette macabre. Non è satira”

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I legali del Comune hanno depositato in procura a Rieti una denuncia per diffamazione aggravata. La rivista satirica francese aveva pubblicato due disegni: nel primo venivano raffigurati i morti sotto le macerie come strati di lasagne. Nel secondo si sosteneva che la colpa dei crolli è della mafia. La redazione: “No comment”

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