Monthly Archives: settembre 2016

Educazione fai da te?

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Mattia da due estati non fa i compiti. Suo padre, Marino, pensa sia più utile – forse, per tutti e due – passare i mesi estivi insieme a imparare le altre cose della vita, quelle che a scuola non ci sono: gite in bici, gestione della casa, costruire una scrivania, studiare elettronica. La sua lettera agli insegnanti del figlio, pubblicata su FB, sta facendo il giro del web, dei giornali, delle aule e delle case dove molti si chiedono: servono i compiti a casa? Che modelli diversi di scuola possiamo pensare?

“Non opprimere i figli con l’idea della scuola” di Natalia Ginzburg

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“La scuola dovrebbe essere fin dal principio, per un ragazzo, la prima battaglia da affrontare da solo, senza di noi; fin dal principio dovrebbe esser chiaro che quello è un suo campo di battaglia, dove noi non possiamo dargli che un soccorso del tutto occasionale e illusorio“.

Così Natalia Ginzburg in un prezioso estratto delle Piccole virtù, pubblicato su Nuovi argomenti nel 1960 e attualissmo, utilissimo anche per il dibattito di oggi sul ruolo educativo dei genitori. (Leggi il resto qui)

La petizione: Basta compiti

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Chiediamo che i compiti a casa siano aboliti, nella “scuola dell’obbligo”, perché:

  • sono inutili: le nozioni ingurgitate attraverso lo studio domestico per essere rigettate a comando (interrogazioni, verifiche…) hanno durata brevissima: non “insegnano”, non lasciano il “segno”; dopo pochi mesi restano solo labili tracce della faticosa applicazione;

  • sono dannosi: procurano disagi, sofferenze soprattutto agli studenti già in difficoltà, suscitando odio per la scuola e repulsione per la cultura, oltre alla certezza, per molti studenti “diversamente dotati”, della propria «naturale» inabilità allo studio;

  • sono discriminanti: avvantaggiano gli studenti avvantaggiati, quelli che hanno genitori premurosi e istruiti, e penalizzano chi vive in ambienti deprivati, aggravando, anziché “compensare”, l’ingiustizia già sofferta;

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Nessuna “vittoria del panino”: meno mensa significa più dispersione

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«Mammà batte il Miur», «Il panino a scuola è un diritto di tutti»: così da ieri i siti stanno presentando la notizia che il tribunale di Torino ha respinto il reclamo del Miur contro la decisione che aveva di fatto riconosciuto alle famiglie il diritto di mandare i bambini a scuola portandosi il pasto da casa. A giugno a Corte d’Appello aveva riconosciuto il diritto di poter consumare il panino solo ai figli di 58 genitori che avevano presentato ricorso, la novità delle ultime ore è invece che il diritto viene riconosciuto per tutti. Le scuole dovranno organizzarsi. Torino era già pronta (a seguito della sentenza estiva la “ristorazione mista” era già prevista a partire dal 3 ottobre, con pasti nelle aule della scuola o in appositi locali), ora la questione si allargherà verosimilmente a macchia d’olio anche nel resto d’Italia. In Lombardia già a gennaio era stata approvata la “mozione schiscetta”, a Genova e Napoli sono pervenute molte richieste.

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Mensa scolastica, il giudice: legittimo portarsi il panino da casa

​TORINO, 14 settembre 2016 – QUALCUNO nella Torino post industriale lo chiama ancora il baracchino, come il pasto operaio del tempo che fu. A Milano è la schiscetta . Per i soldati e per sempre è la gavetta. Cibo cucinato a casa e portato al lavoro, fra i banchi, in trincea. Magari anche solo un panino, ma capace di scatenare la guerra. Da ieri è tregua: consumarlo a scuola è un diritto di tutti.

Al Miur l’idea non piaceva, e infatti aveva presentato reclamo contro la decisione di un giudice che autorizzava 58 famiglie a non mandare i figli in mensa, o meglio a mandarceli ma con il baracchino preparato dalla mamma. Secondo i giudici del Tribunale di Torino quel reclamo è infondato e anche anti costituzionale. L’ordinanza cita espressamente l’art. 34 sul diritto allo studio che va inteso come obbligatorio e gratuito per almeno 8 anni: subordinarlo a servizi a pagamento, come appunto la mensa, «viola il dettato costituzionale». Insomma, la guerra del panino approda a questa conlcusione: chi lo desidera può andare a magiare a casa e tornare nel pomeriggio, ma chi sceglie il tempo pieno ha il diritto di partecipare al «tempo mensa e post mensa» anche senza pagare per la medesima.

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Echino il giornale bambino

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Ciao sono Echino, un bambino giornale!

Navigando nel mio sito potrai conoscermi meglio e potrai conoscere la mia famiglia. Intanto la mia sorellina Echinella, che ama colorare, dipingere, fotografare creare.

Poi c’è il cugino EcoloGino che ci insegna ad amare l’ambiente, la natura gli animali.

La zia EconoMina invece, oltre a prepararci ottime merende, ci spiega delle cose difficili che hanno a che fare con l’economia, le leggi, i diritti, specie quelli di noi bambini e bambine.

E c’è il nonno Chino, che ci racconta le storie del passato, di un mondo completamente diverso dal nostro.

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