Monthly Archives: settembre 2016

Paralimpiadi di tutti i giorni. Ascolta la puntata

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Ieri a Rio si sono concluse le Paralimpiadi. Stamattina è arrivata a Prima Pagina la telefonata di Gavino, un nostro ascoltatore, che si è autodefinito un handicappato e dice: “Certo, parliamo di paralimpiadi, ma non dimentichiamoci delle nostre olimpiadi quotidiane, le difficoltà che i disabili devono affrontare tutti i giorni”. Aspettiamo le vostre opinioni, le vostre storie e testimonianze sulla disabilità

Gli ospiti del 19 settembre 2016

Matteo Schianchi,  è stato campione italiano di nuoto per disabili.
Giuseppe Trieste,  ha partecipato a tre edizioni delle Paralimpiadi tra gli anni 70 e 80 (’72, 76 e ’80)
Monica Schneider, persona con disabilità
Angelo Martinoli, responsabile e allenatore della Polisportiva Disabili Valcamonica.
Federico Alberghino, direttore della Banda Rulli Frulli.

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E i disabili che non fanno sport? Come vivono le Paralimpiadi?

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“Le Paralimpiadi sono un evento positivo per la società in generale, per rivedere il modo in cui si vive e si pensa alla disabilità. Possono aiutare ad abbattere il pensiero che la disabilità sia una debolezza. Questi eventi possono portarci ad affrontare il problema dell’accessibilità come un problema di tutti, non solo delle persone con disabilità.”

Ascolta Monica Schneider, persona con disabilità che ha imparato a superare il proprio handicap con creatività e impegno politico. 

Guardare le Paralimpiadi? Riabilita tutta la società

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Che effetto hanno le Paralimpiadi sull’opinione pubblica? Davvero riescono a “riabilitare tutta la società” come ha detto Luca Pancalli presidente del comitato paralimipico? Matteo Schianchi, disabile dopo un incidente stradale, è stato campione italiano di nuoto per disabili. Oggi scrive e studia la disabilità. Tra i suoi libri Storia della disabilità. Dal castigo degli dèi alla crisi del welfare (Carocci) e La terza nazione del mondo. I disabili tra pregiudizio e realtà (Carocci). Ascoltalo qui

Le Paralimpiadi servono davvero?

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Le Paralimpiadi servono davvero? La risposta di Giuseppe Trieste, pioniere della Paralimpiadi: ha partecipato a tre edizioni (’72, 76 e ’80) ha gareggiato in 12 discipline tra cui nuoto basket atletica leggera penthatlon scherma. Oggi è presidente del Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche(FIABA).

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Lo speciale di Fahrenheit sull’Agonismo

agonismoLo speciale di Fahrenheit dalla sedicesima edizione del Festival Filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo dedicato quest’anno all’agonismo. In diretta dall’atrio del Palazzo dei Musei di Modena a raccontare vittorie, fallimenti e rivincite, insomma il nostro bisogno di competere con gli altri saranno: Alessandro Dal Lago, sociologo, e Massimo Recalcati, Michelina Borsari, direttrice scientifica del festival e Remo Bodei, Giuliano Campioni, curatore dell’edizione Colli Montinari delle Opere di Nietzsche presso Adelphi, Ellis Cashmore che insegna Sociologia alla Aston University di Birmingham e Francesca Rigotti, docente di Dottrine politiche all’università di Lugano.

Clicca qui per ascoltare la puntata

Il cuore senza limiti che ha aperto le Paralimpiadi

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«Sta tremando lo stadio, Claudio» dice Lorenzo Roata a Claudio Arrigoni. I due grandi giornalisti da decine d’anni seguono l’evolversi del mondo paralimpico. Si sono ritrovati insieme ancora una volta a commentare per Rai2 la Cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici di Rio 2016. Speravamo che fosse così, che si arrivasse a dire «sta tremando lo stadio». Che poi è il Maracanà, calcio allo stato puro, senza pista d’atletica. Un monumento più che uno stadio. Un tempio. È un onore incommensurabile, calpestarlo da atleti.

E ancora una volta è bellezza. La Cerimonia non ha tradito le aspettative. Carica di significati e di simboli, commovente e suggestiva, ancora una volta è stata il contenitore di mille storie di coraggio e di forza. Com’è sempre nello sport. Ma questa volta c’è di più. Dopo la svolta di Londra 2012, c’è una maggiore consapevolezza del valore assoluto dello sport paralimpico. Questa notte ne abbiamo avuto la prova: la gente vuole le Paralimpiadi. Comincia ad amare i campioni, a gustare la raffinatezza di pensiero che sottende la ricerca di sempre nuovi modi che permettano, anche alle abilità più residuali, di mettersi in gioco.

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ROMA 1960, LA CULLA DELLE PARALIMPIADI

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ROMA 1960: LA PRIMA PARALIMPIADE

Il ministro della Sanità, Camillo Giardina, apre ufficialmente i Giochi Paralimpici di Roma 1960 allo stadio dell’Acquacetosa. 400 atleti in carrozzina, in rappresentanza di 23 paesi sfilano davanti a 5000 spettatori. La delegazione più numerosa è quella italiana. È l’8 settembre 1960.

Tutti gli atleti erano stati alloggiati nel villaggio olimpico, costruito senza tener conto delle necessità e delle esigenze delle persone disabili.   Grazie all’intervento dei soldati dell’esercito italiano, che erano impegnati nel trasporto degli atleti in carrozzina su e giù per le scale di queste abitazioni , il problema fu risolto.

Tra le discipline che vengono praticate ci sono il biliardo, il lancio del giavellotto, la scherma, la pallacanestro, il  tennistavolo ed il tiro con l’arco. L’Italia conquista 28 medaglie d’oro, 30 di argento e 24 di bronzo.

La cerimonia di chiusura ha luogo all’interno del Palazzetto dello Sport, vicino al villaggio olimpico, alla presenza di Sir Ludwig Guttmann e della moglie del Presidente della Repubblica Italiana Signora Carla Gronchi.

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Cos’è il FiabaDay

Come ogni anno dal 2003, anche per il 2016 FIABA sta organizzando la “Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche”, che si tiene a piazza Colonna ogni prima domenica di ottobre (quest’anno sarà il giorno 2). Istituita per Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 Febbraio 2003, arriva quest’anno alla quattordicesima edizione. Come di consueto verranno aperte le porte di Palazzo Chigi per le visite gratuite e guidate, riservate alle persone con disabilità e i loro accompagnatori.
Anche quest’anno a Piazza Colonna sarà allestito il palco su cui si confronteranno autorevoli rappresentanti del mondo politico, sociale e dello spettacolo con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini e le istituzioni alla creazione di un ambiente ad accessibilità e fruibilità totale per tutti. Il dibattito in pillole sul palco verterà sui temi che più stanno a cuore a FIABA e più sono vicini alla sua mission: sport, scuola, mobilità, sanità, accessibilità, turismo e inclusione sociale.
Poi musica, spettacoli, giochi per bambini e tanto altro ancora, per un giorno di festa nel quale FIABA vuole anche presentare ai soci e agli ospiti del FIABADAY le attività e gli eventi in programma per il nuovo anno, le convenzioni e i vantaggi che FIABA offre ai suoi soci. LA GIORNATA NAZIONALE PER L’ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE È ANCHE TUA: scopri i risultati ottenuti da fiaba e le battaglie di cui ogni giorno l’associazione si fa carico per una società più inclusiva!

Per approfondimenti e contatti clicca qui

Il libro: Con la testa e con il cuore si va ovunque

Con la testa e con il cuore si va ovunque. La storia della mia nuova vita, di Giusy Versace (Mondadori)

“Oggi è un grande dono.” Sono le parole che Giusy si ripete ogni giorno dal 2005 quando, a causa di un banale incidente in automobile, un guardrail le ha tagliato entrambe le gambe all’altezza del ginocchio, strappandola a una vita invidiabile, piena di affetti, impegni di lavoro, sogni e amore. Di quel momento Giusy ricorda tutto: il dolore straziante, il terrore di morire e le preghiere rivolte alla Madonna, perché le dia forza. Forza che diventa la sua arma. Insieme alla famiglia e agli amici che le si stringono attorno, Giusy muove i primi passi nella sua nuova vita. Fra pianti, speranze, paure e momenti di gioia arrivano le protesi, “le mie nuove gambe”. Prima quelle da passeggio, poi da mare, poi addirittura da corsa, nonostante qualche dottore le suggerisca di lasciar perdere. A un anno dall’incidente Giusy ha lasciato un fidanzato poco presente e si è buttata a capofitto in un futuro che le ha riservato sorprese e soddisfazioni: un nuovo lavoro, un nuovo amore, la creazione della onlus Disabili No Limits, che raccoglie fondi per donare ausili a chi non può permetterseli, l’oro e il record italiano sui 200 e 100 metri e il record europeo sui 100 metri. “Con la testa e con il cuore si va ovunque” è il racconto di una vicenda personale, ma anche di una scelta che riguarda tutti coloro che si trovano ad affrontare un grande cambiamento: guardare oltre e costruirsi un domani o continuare a rimpiangere un bel passato che non c’è più? Giusy non ha avuto dubbi.

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