Monthly Archives: settembre 2016

Il lavoro invisibile dei caregiver

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Apostolos ha 79 anni, e da 14 assiste sua moglie malata di Alzheimer. Stamattina ha telefonato a Prima Pagina e ci ha raccontato come funziona la loro vita, cosa significa non poter curare, cosa manca nelle nostre leggi, chi sono i Caregiver. In Italia: tra 20 anni una famiglia su 4 avrà un malato di Alzheimer da accudire.

Gli ospiti del 21 settembre 2016

Loredana Ligabue,segretario Associazione Caregiver familiare Emilia Romagna, direttore della Società Cooperativa “Anziani e non solo”
Gabriella Salvini Porro, Presidente della Federazione Alzheimer Italia
Giuliana Chiaretti, ha insegnato sociologia all’Università Ca’ Foscari. Tra i suoi libri ricordiamo Interni familiari. Relazioni e legami d’amore (FrancoAngeli, 2002)
Pierluigi Arrara,sindaco di Abbiategrasso, comune eletto “comunità amica delle persone con demenza”
Tiziana Morrone, autrice di Ero dunque sono (MdS, 2016)

Creare reti che curano

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Lavoro di cura sommerso, invisibile e costoso. In un’era di restringimento del welfare, come dare assistenza alle persone malate? E chi si cura di chi cura? Le risposte più efficaci sembrano arrivare dai territori e dai legami tra le persone.

Ascolta il commento della sociologa Giuliana Chiaretti.

Abbiategrasso: comunità amica delle persone con demenza

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La scelta di Abbiategrasso quale città pilota è stata dettata sia dal numero di abitanti (32.000) sia dal fatto che Abbiategrasso è già una città accogliente e con una cultura della solidarietà, come dimostrato dal gran numero di associazioni di volontariato presenti. La Federazione ha coinvolto come parte attiva del progetto la Fondazione di Ricerca Golgi Cenci, l’Azienda Servizi alla Persona Golgi Redaelli, l’Associazione di Psicogeriatria, il Comune di Abbiategrasso e la ASST Ovest Milanese.

Che cos’è una città amica delle persone con demenza?
Essere una città amica delle persone con demenza significa avere un alto livello di consapevolezza pubblica della demenza e di ciò che comporta ed essere in grado di offrire supporto e comprensione alle persone che ne sono affette e a coloro che se ne prendono cura quotidianamente affinché si sentano sempre parte della comunità in cui vivono e possano parteciparvi attivamente. La città amica delle persone con demenza si adopera per preservare l’indipendenza e il vivere attivo dei malati e dei loro familiari, coinvolgendoli per identificare quali aspetti della quotidianità vadano conservati e migliorati, quali difficoltà incontrino nel vivere gli spazi pubblici, quale supporto sia richiesto per favorire il loro benessere.

Che cosa fa una città amica delle persone con demenza?
Accoglie, comprende, coinvolge le persone con demenza. Questo significa rendere partecipe le istituzioni, la popolazione di tutte le fasce di età, le associazioni, le categorie professionali, in modo da creare una rete che sappia ascoltare, valutare e mettere in atto strategie concrete in grado di dare avvio ad un processo di cambiamento sociale che renda la città, con i suoi spazi, le sue iniziative, le sue relazioni sociali pienamente fruibile nella quotidianità senza escludere e isolare le persone con demenza. Dai negozianti alle forze dell’ordine, dagli operatori specializzati ai volontari delle associazioni, una fitta rete di cittadini consapevoli che sanno come relazionarsi con la persona con demenza per farla sentire a proprio agio nella sua città.

Per conoscere meglio il progetto clicca qui

OLIVER SACKS: I CASI DI ALZHEIMER E IL POTERE DELLA MUSICA

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«Il rapporto tra il cervello e gli organi uditivi, tra questi e le emozioni, la relazione tra eccitazione vitale o depressione ferale e musica, la capacità dell’organismo di autoriparare le proprie ferite neurologiche potenziando alcune abilità per compensare quelle carenti, il rapporto tra la memoria e l’organizzazione del ritmo, sono alcuni dei temi di Sacks: ma, come sempre, quello che rende unici i suoi casi è il fatto che essi sono narrazioni di vite … DaMusicofilia affiorano temi che sembrano provenire dalle meditazioni di un pitagorico o di un monaco esperto di gregoriano, ma espresse e lette nella lingua delle neuroscienze».

Oliver Sachs, Musicofilia, Adelphi

 

Un romanzo racconta il buio della memoria

Il 21 settembre ricorre la XXII Giornata Mondiale Alzheimer e IV Mese Mondiale Alzheimer, e sono centinaia le iniziative organizzate in tutta Italia per sensibilizzare ai problemi che ruotano attorno chi soffre o ha un parente affetto da demenza.
Abbiamo intervistato Tiziana Morrone, autrice di “Ero dunque sono” (Mds Editore, 168 pp., 2016), romanzo uscito poche settimane fa che affronta in modo intenso e poetico il dramma di chi vede la propria vita spegnersi progressivamente, cedendo all’oblio i ricordi di un’esistenza intera e con essa le voci e i nomi delle persone conosciute e amate. L’autrice lavora in un centro di riabilitazione come operatore socio sanitario, esperienza che le ha permesso di affrontare l’argomento con particolare competenza e delicatezza. La prefazione del romanzo è firmata da Mauro Corona.
Tiziana, il libro parla di un uomo con una vita intensa, che a un certo punto scopre di avere l’Alzheimer…
“Sì. E’ la storia di Corrado Bertini, riservato e affascinante, esperto di botanica, in gioventù pioniere delle orchidee selvatiche. Dopo aver girato il mondo sceglie di mettere radici e aprire una piccola serra, pensando di invecchiare tra genuinità e bellezza, ma non andrà esattamente così”.

Leggi Sara Ficocelli su Repubblica

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Proposta di legge sulla figura del caregiver (familiare)

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“Legge quadro nazionale per il riconoscimento e la valorizzazione del CAREGIVER familiare” è il titolo del disegno di legge presentato in Senato, in una conferenza stampa, lunedì 27 giugno alle ore 12 dal primo firmatario Ignazio Angioni, Senatore del PD. La proposta è stata sottoscritta da 73 senatori di diversi gruppi.

«Tutti gli interventi hanno evidenziato piena sintonia con la nostra analisi e con il percorso che abbiamo realizzato in questi anni »: Loredana Ligabue, direttrice della cooperativa “Anziani e non solo” , è particolarmente soddisfatta della partecipazione e dei contributi al
convegno da lei promosso e organizzato con CARER a Montecitorio per il riconoscimento giuridico ed il sostegno dei caregiver familiari.
Un riconoscimento ispirato all’esperienza della nostra regione e in particolare del lavoro svolto a Carpi e nell’Unione Terre d’Argine: « La legge emiliano-romagnola – commenta Ligabue – sta entrando nella fase attuativa e in Sardegna, come in altre regioni italiane, si condividono le finalità e si avanzano proposte di legge per riconoscere il ruolo di chi si prende cura di un proprio caro. E’ un bilancio importante che si arricchisce della presentazione di una proposta di legge quadro.»

Continua a leggere su Caregiverfamiliare.it

Quando è Alzheimer? I dieci segni premonitori della malattia

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Oggi in tutto il mondo è il World Alzheimer’s Day, giornata dedicata alla consapevolezza della malattia, all’importanza dell’assistenza e dell’accoglienza dei malati. Tantissime le iniziative in tutta Italia: la Federazione Alzheimer ha diffuso, tra le altre informazioni, un decalogo sui sintomi premonitori. «Niente allarmismi, ma la prevenzione è importante»

I 10 SINTOMI PREMONITORI

Per le persone che presentano molti di questi sintomi sarebbe opportuno un consulto medico:

1. Perdita di memoria

2. Difficoltà nelle attività quotidiane

3. Problemi di linguaggio

4. Disorientamento nel tempo e nello spazio

5. Diminuzione della capacità di giudizio.

6. Difficoltà nel pensiero astratto

7. La cosa giusta al posto sbagliato

8. Cambiamenti di umore o di comportamento

9. Cambiamenti di personalità

10. Mancanza di iniziativa

Continua a leggere Gabriella Meroni su Vita.it

La cura: L’Alzheimer si combatte 
a cinquant’anni

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Un nuovo caso di demenza ogni tre secondi, per un totale di quasi dieci milioni di diagnosi ogni anno. E 47 milioni di malati in tutto il mondo. Cifre destinate a crescere a un ritmo sempre più incalzante, stando ai dati del Rapporto Mondiale Alzheimer 2015: tra quindici anni, infatti, il numero di persone affette da demenza sarà il doppio rispetto a oggi. E nel 2050 toccherà quota 130 milioni, sempre a livello globale.

Continua a leggere Sandro Iannaccone su L’Espresso

La carta d’identità che aiuta i malati di Alzheimer

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Una carta d’identità che aiuta i malati di Alzheimer e i suoi familiari a ridurre il disorientamento. L’ha pensata e realizzata la Federazione italiana Alzheimer. “Questo sono io” è un documento non medico che raccoglie le informazioni principali della persona con demenza: nome, gusti, abitudini, preferenze e capacità. Un ausilio nella vita di tutti i giorni sia per il malato sia per il caregiver. Tra le voci richieste ci sono: “Nome con cui mi piace essere chiamato”, “Dove abito”, “Chi si occupa di me e mi conosce meglio”, “Questa è la mia famiglia”, “Cose che mi possono spaventare o mi fanno arrabbiare”, “Cosa mi fa sentire meglio quando sono ansioso o arrabbiato”, “La mia vista e il mio udito”, “Come possiamo comunicare”, “Come dormo”. Il documento può essere  compilato dalla persona malata negli stadi iniziali, dal caregiver insieme alla persona malata oppure dal caregiver in maniera autonoma. Sulla prima pagina è possibile applicare una foto del malato, magari con la propria famiglia.

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