Monthly Archives: settembre 2016

Alternanza scuola-lavoro

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La riflessione sui media nazionali e gli stessi rilevamenti internazionali registrano spesso una visione piuttosto della scuola italiana, non sempre rispondente alle competenze culturali, professionali e sociali che i tempi esigono. Il “Duca degli Abruzzi” ha in questi anni impresso una forte spinta innovativa anche per quanto riguarda il rapporto tra scuola e mondo del lavoro: dagli stage curricolari che inizialmente caratterizzavano alcune materie di indirizzo agli stage estivi per un incontro più vario e concreto col mondo adulto siamo arrivati a moduli maggiormente strutturati e aggiornati, quali quelli dell’alternanza tra studio d’aula ed esperienza d’impresa.

Che cos’è l’alternanza scuola-lavoro?

Non si tratta di percorsi di apprendistato, come avviene per la formazione professionale; in un liceo, l’alternanza scuola-lavoro assume invece queste dimensioni e finalità:

  • pedagogica: si parte dalla convinzione che sperimentare il mondo del lavoro, con i suoi aspetti specifici (= assunzione di responsabilità, rispetto della gerarchia, capacità di lavorare in squadra), sia di per sé educativo
  • orientativa: l’esperienza concreta di contesti lavorativi (es. aziende, ordini professionali, enti pubblici ecc.) chiarisce allo studente le sue propensioni e capacità in vista della scelta universitaria
  • occupazionale: l’inserimento nel complesso mercato del lavoro abbisogna di esperienze diversificate senza attendere la conclusione del ciclo scolastico, così da evidenziare al giovane le opportunità esistenti e dargli strategie spendibili.

L’alternanza scuola lavoro (ASL) si fonda dunque sull’intreccio tra scelte educative della scuola, personali esigenze formative degli studenti, fabbisogni professionali del territorio. Il modello culturale e metodologico di riferimento proviene dalle esperienze di altri paesi europei, come la Germania, mentre in Italia questa metodica applicata ai licei è tutto sommato nuova. Con il partenariato tra scuola e mondo del lavoro si realizzano percorsi di studio misti.

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Il mercato delle cattedre nell’epoca del caos scuola

Giovani donne con bambini minuscoli attaccati al seno; uomini (pochissimi) disposti anche a prendere un posto molto lontano da casa pur di iniziare a lavorare; applausi spontanei per quelli che hanno avuto il coraggio di accettare una cattedra là dove probabilmente, quando ci sarà la neve, sarà difficile arrivare senza fuoristrada; ragazze sedute per terra a depennare sconsolate i posti presi da altre. Supplenze annuali: finalmente si è partiti. Con un mese di ritardo rispetto agli altri anni, venerdì pomeriggio si è aperto il consueto «mercato» delle supplenze annuali in uno stanzone al piano interrato dell’Itc Rosa Luxemburg.

Si sono presentati in 600 per accaparrarsi uno degli 83 posti a orario pieno (più una cinquantina di quelli che in gergo tecnico si chiamano «spezzoni» di cattedre, solo qualche ora a settimana) nelle scuole elementari di Bologna e provincia. Un «esercito» di precari della scuola che ogni anno sperano di portare a casa un posto fino al 30 giugno, per poi ripartire da capo finita l’estate. Venerdì venivano assegnate le cattedre annuali per le elementari, sabato tocca alla scuola dell’infanzia. «E se tutto va bene — dice Francesca Ruocco della Cgil — il 27 e il 28 settembre tocca a medie e superiori. Questo significa che fino a inizio a ottobre la situazione resterà caotica».

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La Buona scuola arranca mancano 200 insegnanti

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La prima campanella di questo anno scolastico è suonata oltre dieci giorni fa. Ma ancora nelle scuole non si è entrati a regime. All’appello, infatti, nell’Empolese Valdelsa mancano quasi 200 insegnanti. Un mix esplosivo causato dalla richiesta di assegnazioni provvisorie da parte degli insegnanti provenienti da fuori regione e anche dai meccanismi del cosiddetto concorsone, che hanno tenuto fuori molti dei partecipanti. Il risultato sono orari ridotti per molte classi e il ricorso a supplenti precari. I disagi per i dirigenti scolastici, insomma, non mancano nemmeno in questo inizio di nuovo anno. E nel frattempo i sindacati, ieri, hanno tenuto una manifestazione provinciale per denunciare i problemi che stanno continuando a colpire la scuola. «Tutto ciò che finora avevamo detto si sta purtroppo concretizzando – attacca Paolo Pretini, referente Cgil scuola per il territorio – mancano centinaia di insegnanti a causa di un sistema che non funziona, mentre i precari non sono scomparsi e anzi sono stati degradati da supplenti annuali a docenti a chiamata. In questi giorni, infatti, l’ufficio scolastico regionale ha inviato una circolare ai dirigenti scolastici in cui li autorizza a chiamare supplenti con un incarico che durerà fino a quando l’avente diritto non entrerà in ruolo. Ma le procedure non sono così rapide e quindi, nel frattempo, si continua a tagliare ore di lezione e ad utilizzare il personale del potenziamento per coprire qualche lezione, anche se spesso con classi di concorso diverse. Questo certifica il fallimento della riforma». Le cattedre scoperte si aggirano intorno ad una media di 20-30 per gli istituti superiori, mentre per i gradi inferiori i numeri sarebbero minori.

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Miur chiarisce come conteggiare i 36 mesi

l tetto massimo dei 36 mesi per le#supplenze annuali dovrà essere fatto partire dall’anno scolastico 2016/17. E’ stata Stefania Giannini, ministra dell’Istruzione, a spiegare il conteggio dei mesi di supplenza nel corso dell’audizione di una settimana fa a Montecitorio, nel quale ha dato illustrazioni anche su come dovranno comportarsi i dirigenti scolastici nel conferimento delle supplenze. I trentasei mesi dovranno partire dal 1° settembre 2016: via libera, pertanto, agli insegnantiprecari che potranno stipulare contratti a tempo determinato con i presidi o che sono in attesa di proposte di incarichi.

Limite 36 mesi supplenza scuola: vale il pregresso?

Rispondendo alla senatrice del Partito democratico, Francesca Puglisi, Stefania Giannini ha chiarito che i mesi di supplenza pregressi non dovranno essere inclusi nel computo del limite dei 36 mesi. E’, inoltre, importante ricordare che tale limite riguarda solo le supplenze relative ai posti disponibili e vacanti che abbiano come scadenza il 31 agosto dell’anno successivo a quello di assunzione. Trattasi, dunque, delle supplenze annuali e non di quelle fino al completamento delle attività didattiche (al 30 giugno), come ribadito dalla Corte Costituzionale che ha escluso, a maggior ragione, anche le supplenze brevi.

Fonte Blastingnews.com

Inizio anno scolastico difficile. Info su supplenze, TFA III ciclo, messa a disposizione

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Nonostante le numerose supplenze fino ad avente diritto assegnate già in queste prime settimane di ripresa delle lezioni per assicurare un dignitoso tempo scuola, molti docenti precari guardano al futuro professionale con incertezza.

Situazione supplenze: non è facile avere un quadro completo delle disponibilità, anche e soprattutto per le supplenze temporanee lunghe (malattia e maternità), in quanto assolutamente imprevedibili. In ogni caso è consigliare inviare la domanda di messa a disposizione.

L’istanza, in carta semplice, può essere inviata dall’aspirante tramite pec, fax o raccomandata A/R anche alle scuole di altre province (oltre a quella in cui è incluso nella graduatorie d’istituto).

Le regole e il modello di domanda per la messa a disposizione fuori graduatoria

Attenzione per il sostegno. Supplenze su sostegno, come saranno assegnate. Messa a disposizione specializzati priorità solo per una provincia

Infine, il TFA III ciclo. Sparito dai radar, potrebbe presto rientrare. Ma il presto non è stato quantificato dal Ministro Giannini che nel corso di una recente audizione ne ha assicurato l’avvio, ma ha omesso di parlare dei tempi. E questa circostanza non fa che alimentare i dubbi, ma soprattutto le speranze di coloro che si trovano nel limbo tra il vecchio reclutamento e il nuovo ancora da approvare con apposita delega.

Approfondisci su OrizzonteScuola.it

Dossier: la scuola sotto esame

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Da quest’anno, in teoria, si sarebbe dovuta tirare una riga, andare verso la “Buona scuola” e lasciarsi alle spalle quella “cattiva”. Con il concorsone per gli insegnanti el’addio alla “supplentite” annunciato da presidente del Consiglio e ministra Giannini, sembrava che l’ordine potesse tornare nel caotico mondo della scuola italiana, fatto di fasce, graduatorie, punteggi, abilitazioni. Invece anche quest’anno tra docenti e studenti regnerà il caos. Con la beffa che molti vincitori del concorso resteranno con la corona e senza cattedra, vedendo sfumare – almeno per il momento – il sogno dell’assunzione. Perché, a quanto pare, qualcuno al ministero ha fatto male i conti. Così, con molta probabilità, promossi e bocciati torneranno ancora a fare i supplenti.

Precari nonostante il concorso

L’anno scolastico si prospetta tutt’altro che buono. La previsione è che il tanto atteso concorsone per 64mila cattedre, con circa il 50% dei candidati bocciati, non riuscirà a coprire tutti i posti messi a bando. Anche perché le prove per la selezione dei docenti non saranno concluse entro settembre come era stato annunciato. Secondo i lcontatore di TuttoScuola.com, a una settimana dal 15 settembre, termine ultimo per le nomine in ruolo, era stato approvato poco meno di un terzo di quelle previste. Quindi, con molta probabilità, la metà delle cattedre resterà vuota.

Continua a leggere l’articolo di Lidia Baratta su L’Inkiesta.it

Non dovevamo guarire dalla supplentite?

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Virginia stamattina, da Roma: nella scuola di mio figlio mancano gli insegnanti, alcuni si chiedono se non sia il caso di spostarsi in una scuola privata. Ecco una delle preoccupazioni dei genitori in questo avvio di anno scolastico, che si aggiungono a quelle dei docenti che da tempo protestano per i trasferimenti e le assegnazioni. Il ministero però garantisce che entro domani sarà completato il processo di assegnazione. Ma perché ogni anno la stessa storia, come si guarisce dalla supplentite?

Gli ospiti del 29 settembre 2016

Victor Parietti, ascoltatore, provincia Varese, ha un bambino che va alla scuola elementare, ha 11 anni con disabilità 100%

Chiara Lionetti, ascoltatrice di Roma, ha una figlia alle elementari

Sergio Govi, redazione Tuttoscuola

Antonia Piva, preside Liceo Duca degli Abruzzi Treviso