Monthly Archives: settembre 2016

la pagina del ministero della salute

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Il primo “Fertility day” si celebra il 22 settembre 2016 per richiamare l’attenzione di tutta l’opinione pubblica sul tema della fertilltà e della sua protezione. La sua Istituzione è prevista dal Piano Nazionale della Fertilità per mettere a fuoco con grande enfasi:

  • il pericolo della denatalità nel nostro Paese
  • la bellezza della maternità e paternità
  • il rischio delle malattie che impediscono di diventare genitori
  • l’aiuto della Medicina per le donne e per gli uomini che non riescono ad avere bambini

L’evento coinvolgerà tutti i Comuni Italiani attraverso l’Anci, e tutti gli attori e gli stakeholder in numerose iniziative di sensibilizzazione e approfondimento: giovani, famiglie, medici, farmacisti, ordini professionali, associazioni e società scientifiche.

Il  sito dedicato alla Giornata www.fertilityday2016.it conterrà tutte le notizie sugli eventi del fertility day e la mappa dei Comuni che hanno aderito all’iniziativa. Dal sito sarà possibile condividere sui social i messaggi chiave per la prevenzione dell’infertilità attraverso le cartoline del #fertilityday e giocare con il #fertilitygame, un gioco per ragazzi sui comportamenti che limitano la fertilità.

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Come passare dalla diagnosi dell’inverno demografico a una possibile cura

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“Ormai il tempo della diagnosi è finito. Oggi sappiamo tutto sulle problematiche legate al cambiamento della popolazione, all’inverno demografico, agli scenari (economici, sociali, culturali, politici, eccetera) che si prospettano per il futuro. Può un paese ignorare le implicazioni e le dimensioni delle variazioni demografiche? Possono politici, programmatori, responsabili della cosa pubblica in genere, continuare a considerare la popolazione come una variabile naturale, di cui è bene tenere conto, ma sulla quale è impossibile intervenire? E gli individui, le coppie, le famiglie, che con il loro personale comportamento determinano la dinamica demografica del paese, debbono forse rimanere all’oscuro delle conseguenze che le loro scelte – moltiplicate per milioni di volte – hanno sulla collettività nazionale?”. Era il lontano 1980, quando un organo ufficiale del governo italiano – il Comitato nazionale per i problemi della popolazione – sollevava queste domande nella premessa al primo (e tuttora unico di fonte governativa) “Rapporto sulla popolazione in Italia”. Imperava allora la Prima Repubblica e il ruolo di Matteo Renzi, all’epoca in età pre-scolare, era svolto da Francesco Cossiga, chiamato a governare un paese in cui nascevano circa 650 mila bambini: 171 mila in più rispetto a quanti ne vengono al mondo oggigiorno. In quell’anno, il saldo naturale era positivo – più nati che morti – per 98 mila unità (nel 2015 è stato negativo per 162 mila) e la popolazione italiana cresceva di 91 mila residenti (mentre è scesa di 130 mila nel 2015).

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