Monthly Archives: ottobre 2016

Allarme Povertà in Italia

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La telefonata di un’ascoltatrice arrivata questa mattina al filo diretto di Prima Pagina ci riporta alla realtà di milioni di italiani. È Alessandra da Roma: da lavoratrice è precipitata nella povertà assoluta e non riesce a trovare nessun tipo di lavoro. Nella sua situazione si trovano milioni di italiani. Oggi esce il nuovo rapporto della Caritas sulla povertà e l’esclusione sociale che conferma che è un fenomeno che non si riesce ad arginare. Chi si identifica nell’esperienza di Alessandra? Ci sono storie di poveri insospettabili, anche se magari hanno un lavoro o una casa?

Gli ospiti del 17 ottobre 2016

Maurizio Franzini, insegna Economia politica all’Università La Sapienza di Roma, è autore di Ricchi e poveri. L’Italia e le diseguaglianze (in)accettabili (Università Bocconi, 2012)  Dobbiamo preoccuparci dei ricchi (Il Mulino)

Federica De Lauso, curatrice Rapporto Caritas 2016 sulla povertà e l’esclusione sociale in Italia e alle porte dell’Europa

Enrico Giovannini, portavoce dell’Alleanza italiana dello sviluppo sostenibile 

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Diego Montemagno, presidente Acmos, associazione che si occupa di inclusione sociale e cohousing

Siamo rimasti gli unici, in Europa, senza uno strumento efficace contro la povertà. Parla Enrico Giovannini

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Siamo rimasti gli unici in Europa a non avere uno strumento universale contro la povertà (anche la Grecia ora ne ha uno). Ed è fermo in Senato il disegno di legge delega sul Reddito di Inclusione (Rei), lo strumento promesso dal governo che recepisce ed estende altre misure lanciate in passato, tra gli altri, dall’ex ministro del lavoro Enrico Giovannini, oggi portavoce dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile. Ascoltalo qui

Anche a Trento si diventa poveri

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Annalisa Burattoniuni, 51 anni, vive in provincia di Trento, una delle zone più ricche e con meno disoccupati. Lavorava come impiegata per un professionista che è morto. Lei ha perso il lavoro e altri non ne trova, il suo assegno Naspi scade a marzo 2017 e lei vede avvicinarsi lo spettro della povertà. Ascolta qui la sua storia

Mense Caritas: al Sud il sorpasso, più italiani che stranieri

Sono soprattutto gli stranieri a chiedere aiuto ai Centri di Ascolto della Caritas, ma per la prima volta, nel 2015, al Sud la percentuale degli italiani ha superato quella degli immigrati. Se a livello nazionale il peso degli stranieri continua a essere maggioritario (57,2%), nel Mezzogiorno gli italiani hanno fatto il sorpasso e sono al 66,6%. (continua sulla Stampa).

 

I poveri passano da 1,8 a 4,6 milioni in pochi anni. Una deriva inarrestabile?

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Nel 2007 i poveri in Italia erano 1,8 milioni (il 3,1% del totale), nel 2015 la cifra è schizzata a 4,6 (il 7,6%): un aumento esponenziale, in pochi anni, che racconta di un paese che soffre, tantissimo: disoccupazione, mancanza di futuro per giovani, paura, malnutrizione, povertà educativa.

Una deriva inarrestabile? Risponde Federica De Lauso, coautrice del Rapporto Caritas 2016

Ricchezza troppo immobile

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House-rich, cash-poor”, ricco di casa, povero di soldi. Questa definizione, nata negli Stati Uniti e riferita alle famiglie consumatrici di classe media, calza a pennello anche in Europa. Ed è particolarmente adatta a descrivere le famiglie del Sud Europa, famiglie che in questi ultimi anni lamentano crescenti difficoltà a mantenere un tenore di vita adeguato, spesso attribuendone la colpa all’euro.

I fatti

Oltre ventimila ultracinquantenni europei (e le rispettive famiglie) hanno preso parte nel 2004 a un’indagine campionaria sulla salute, le condizioni economiche e sociali degli anziani (presenti e futuri), detta Share – Survey on Health, Ageing and Retirement in Europe. Nel corso dell’indagine, hanno risposto anche a domande sul tenore di vita, sui risparmi, sul valore dell’abitazione. I dati, resi anonimi, sono stati da poco messi a disposizione dei ricercatori di tutto il mondo che siano interessati alle problematiche dell’invecchiamento. Le prime analisi dei dati hanno messo in evidenza l’utilità di raggruppare gli undici paesi coinvolti in tre aree principali: area nordica (Danimarca e Svezia), area mediterranea (Grecia, Italia e Spagna) e area mitteleuropea (Austria, Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi e Svizzera). Ebbene, quando guardiamo al totale delle risorse a disposizione (risparmi in attività finanziare, ma anche valore di abitazione principale, altri immobili, aziende di famiglia eccetera), troviamo che la famiglia mediana dispone di circa 150mila euro nel Sud e Centro dell’Europa, e di circa 100mila euro nei paesi nordici. Se guardiamo invece alla quota di ricchezza finanziaria (risparmi in banca, ma anche investiti in fondi comuni o in obbligazioni) sul totale, troviamo un dato mediano di quasi il 30 per cento nei paesi nordici, del 25 per cento nei paesi mitteleuropei, ma inferiore al 5 per cento nei paesi mediterranei.

Continua a leggere Guglielmo Weber su Lavoce.info

 

Giornata mondiale contro la povertà, vecchia e nuova

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Con un altro amico di Sistema Torino sto realizzando un libro-inchiesta sulla povertà in Torino, che uscirà il prossimo anno. La situazione è drammatica, molto più di quanto la gente pensi. La povertà è in forte aumento, e soprattutto è in forte aumento la povertà degli italiani, la cosiddetta “nuova povertà”. Povertà questa molto più difficile da trattare perché l’italiano che prima era in una situazione di relativo benessere e oggi si trova a dover affrontare l’indigenza ha più scoramento e meno risorse dell’immigrato che parte da una situazione sociale ed economica più sfavorevole. Del resto l’Istat mi “conforta” in quanto dico: “Nel 2015 si stima che le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila (il numero più alto dal 2005 a oggi)”.

Continua a leggere Fabio Balocco sul Fatto Quotidiano

Al Sud più italiani che stranieri nei centri Caritas

Novità del Rapporto povertà: nel Mezzogiorno i nostri connazionali che si rivolgono ai Centri di ascolto sono il 66,6% contro una media del 57,2%

Sono soprattutto gli stranieri a chiedere aiuto ai Centri di ascolto della Caritas ma, per la prima volta, al Sud la percentuale degli italiani ha superato di gran lunga quella degli immigrati. È una delle novità del Rapporto 2016 della Caritas sulla povertà, elaborato sui dati del 2015. Se a livello nazionale il peso degli stranieri continua a essere maggioritario (57,2%), nel Mezzogiorno gli italiani hanno fatto il ‘sorpasso’ e sono al 66,6%. I centri Caritas sono 1.649, dislocati su 173 diocesi.

Continua a leggere su Repubblica.it

Rapporto 2016 sulla povertà e l’esclusione sociale

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È disponibile on-line oggi 17 ottobre, Giornata internazionale contro la povertà, il Rapporto 2016 di Caritas Italiana su povertà ed esclusione sociale dal titolo “Vasi comunicanti, che affronta questi temi allargando il proprio sguardo oltre i confini nazionali, cercando di descrivere le forti interconnessioni che esistono tra la situazione italiana e quel che accade alle sue porte.
Come per le precedenti edizioni – questa è la quindicesima – il Rapporto è frutto dell’analisi dei dati e delle esperienze quotidiane delle oltre duecento Caritas diocesane operanti su tutto il territorio nazionale, aggiornati al 2016.
Un focus particolare è stato dedicato all’analisi dei dati contenuti in vari rapporti di ricerca, prodotti da organismi internazionali e Caritas europee. Tra i documenti citati: il rapporto Global Trends dell’UNHCR, il rapporto del Secours Catholique (Caritas Francia) sulla tratta di esseri umani in situazioni di conflitto e post-conflitto (tradotto per l’occasione da Caritas Italiana), il rapporto “Migrants and refugees have rights” di Caritas Europa, il rapporto di ricerca di Caritas Italiana e UniSalento sui Neet “Nel paese dei Neet”, l’Atlante Sprar 2015 del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati.