Monthly Archives: ottobre 2016

#GiornataProGrammatica

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È la settimana della lingua italiana nel mondo. Il tema quest’anno è “L’italiano e la creatività: marchi e costumi, moda e design”. Come valorizzare la conoscenza della nostra lingua attraverso il prestigio del saper progettare/saper fare artigiano? Raccontiamo l’italiano declinandolo attraverso il “Made in Italy”. Anche con riflessioni etiche: si parla di Made in Italy e di eccellenza, ma quante aziende producono davvero in Italia? E poi, riguardo la lingua, l’Italiano della creatività è sotto l’attacco dell’inglese? Tante domande tante questioni questa mattina alla #Città

Gli ospiti del 19 ottobre 2016

Teresa Marseglia studentessa 18enne dell’IISS Archimede di Taranto indirizzo produzioni artigianali ed industriali. Operatore moda.

Angelo Inglese proprietario Sartoria G. Inglese (Ginosa)

Stefania Giannini ministra dell’Istruzione Università e Ricerca

Micaela Le Divelec Vice Presidente Esecutivo e Responsabile Globale di tutti i canali di vendita per Gucci
Marco Bettiol, ricercatore in Economia e gestione delle Imprese e Docente di Internet Marketing all’Università di Padova. Autore di Raccontare il Made in Italy. Un nuovo legame tra cultura e manifattura (Marsilio 2015)

Barbara Nicolini cacciatrice di teste specializzata nel settore moda. Ha scritto il libro uscito quest’anno per Sperling & Kupfer  Trova lavoro subito nella moda

Gianni De Maio Ceramica Di Vietri Francesco De Maio a Nocera Superiore (Salerno)

Dillo in italiano

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Una petizione in favore di un uso più accorto della lingua italiana da parte di chi ha ruoli e responsabilità pubbliche. Una battaglia in favore di un reale bilinguismo.

 La petizione chiede all’Accademia della Crusca di farsi portavoce di questa istanza, che può aver peso e buon esito solo grazie all’appoggio di tutti noi.
 Perché la lingua italiana è un bene comune: ci appartiene, ha un valore grande ed è nostro compito averne cura.

Continua a leggere Annamaria Testa su Internazionale.it

Bellezze dell’italiano. La quarta lingua più studiata al mondo

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La lingua lombarda rischia di estinguersi. Armata di questa convinzione la Lega Nord torna a voler imporre l’insegnamento della lingua lombarda nelle scuole. «Non ha proprio senso insegnare i dialetti», dice però il linguista Giuseppe Antonelli. «Il dialetto è sempre stato la lingua degli affetti, della vita quotidiana», spiega il docente dell’università di Cassino e autore de La lingua batte ogni domenica su Radio 3. «E poi non è vero che i dialetti vadano scomparendo. Una ricerca Istat dice che sono molto vivi. Mentre sono scesi al 2 % gli italiani che parlano solo il dialetto». Una conquista importante. «La grammatica italiana è un diritto», scriveva Gramsci. E gli italiani lo hanno conquistato a fatica, come si evince dalle prove di italiano per l’iscrizione alle liste elettorali che Antonelli cita nel suo nuovo Un italiano vero. La lingua in cui viviamo (Rizzoli). «In tempi di email e social network è più che mai importante studiare l’italiano scritto» aggiunge il conduttore, che per il 19 ottobre sta preparando la IV edizione della Giornata pro-grammatica in onda su Radio3. «Per gran parte degli italiani il diletto rappresenta la dimensione familiare, giocosa, colorita. Pasolini, che preconizzava un italiano tecnocratico e freddo, aveva paura che la perdessimo». È accaduto invece che l’italiano è andato incontro a nuove sfide, «non basta parlarlo, bisogna saperlo scrivere, in modo diverso, dagli sms. Per questo servono più ore di italiano a scuola, invitando alla lettura di romanzi e poesia».

Leggi Simona Maggiorelli su Left

(L’immagine è di Tullio Pericoli)

Vendiamo cultura, non abiti

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La filiera, fatta di imprese e laboratori che hanno sviluppato saperi e competenze, ha permesso il fiorire del Made in Italy. Ora il mercato è cambiato: l’oggetto, per avere valore, deve far vivere un’esperienza. E i francesi lo hanno capito per primi

È il 1987 quando Domenico Dolce e Stefano Gabbana — a due anni dalla prima sfilata, quindi ancora giovanissimi — affidano la loro prima campagna che conta ad un fotografo siciliano, Ferdinando Scianna. Le immagini in bianco e nero di Marpessa a Palermo, per le strade di Caltagirone o Ragusa, confusa fra le siciliane con il foulard in testa e il grembiule, mostrano abiti dalle linee sensuali e ardite che recuperano lavorazioni artigianali come il tombolo e il pizzo chiacchierino, la cui forza emozionale e comunicativa viene centuplicata dal paesaggio urbano in cui sono fotografati, una Sicilia assolata ed enigmatica che dà ai vestiti credibilità, ancorandoli in modo viscerale alla cultura di cui sono espressione.

Mattarella: «Anche con la lingua italiana si propone all’estero la qualità del Paese»

Anche la lingua italiana è un vettore importantissimo per la promozione all’estero del sistema Paese. E il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’intervento che conclude la due giorni egli Stati generali della lingua italiana a Palazzo Vecchio, ribadisce e rafforza il concetto che è anche una strategia. «Non possiamo dimenticare – spiega Mattarella nel Salone dei Cinquecento – il fatto che a parlare dell’Italia sono ambiti importanti come l’arte, la musica, il design, la moda, il cinema, lo sport, l’industria e la cucina» e dunque anche l’idioma, se promosso, insegnato (è la quarta lingua più studiata al mondo ndr) può essere un medium importante per raccontare l’Italia».

Continua a leggere Marco Gasperetti sul Corriere della Sera