Monthly Archives: ottobre 2016

Gorino e la paura degli stranieri

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Goro, Gorino e le barricate contro i migranti: molti di noi si sono indignati. Altri invece solidarizzano con gli abitanti che bloccano l’arrivo dei profughi nel loro paese.

Proviamo insieme a indagare queste differenti reazioni e ci chiediamo: quali sono le motivazioni psicologiche ed economiche che stanno alla base delle barricate?

Gli ospiti del 26 ottobre 2016

Annarita Bova, cronista della Nuova Ferrara

Umberto Melotti,  già professore di Sociologia politica all’Università La Sapienza, è autore di Etnicità, nazionalità e  cittadinanza (SEAM) Immigrazione in Europa (Ediesse), e di Migrazioni internazionali (Bruno Mondadori)

Stefano Fantacone, direttore Ricerca Cer (Centro Europa Ricerche), tra gli autori del Rapporto sull’Europa CER 2016, che contiene un capitolo sul mercato del lavoro europeo e l’immigrazione

Alfredo Alietti, sociologo, insegna all’Università di Ferrara, esperto di razzismi e convivenze

Stefano Montefiori, corrispondente del Corriere della Sera da Parigi

 

“A Gorino io c’ero, dall’inizio: ecco cosa è accaduto, esattamente”

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La notizia cogli i pescatori di Gorino di sorpresa, la portano, nel loro paesino lontano da tutto, tra le nebbie del delta del Po, delle persone venute da fuori: “stanno portando qui bus carichi di migranti, sono uomini, dovete difendervi!”. Annarita Bova, cronista della Nuova Ferrara, era a Gorino dall’inizio. Qui racconta brevemente, con precisione, come sono andate le cose. Vale la pena di ascoltarla

Goro e Gorino. La piramide di persone senza cuore

Se fino ad oggi Goro e Gorino erano associate soprattutto alle nostre gustose vongole e al colorito mondo che le circonda, da oggi in poi la loro fama si consoliderà invece nella miserabile immagine delle barricate alzate contro le dodici povere donne scampate all’orrore della tratta di esseri umani per incappare nella crudeltà di persone che non possiamo riconoscere come nostri concittadini.

Leggi l’opinione di Diego Marani su LanuovaFerrara.it

«Dicono 11 donne, poi diventa un’invasione»

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«Noi siamo un paesino pulito, non possiamo accettare che ce lo sporchino». «Giusto, e poi si sa come vanno queste cose, dicono undici donne e subito dopo ci mandano i maschi, avranno pur dei mariti, e così diventa una invasione».

Nel ristorante di piazza della Libertà il tempo sembra essersi fermato. Sugli scaffali di vetro ai lati di uno specchio annerito sono impilati esemplari di Biancosarti, Vecchia Romagna etichetta nera, Stock, bottiglie che rimandano a un’altra epoca. La ragazza che lava i bicchieri dietro al bancone guarda di sottecchi i due avventori venuti a ristorarsi dal presidio. «Ma non vi vergognate» sibila senza troppa voglia di essere udita. Antonella Telloli e Oliviero Trombini invece sentono. Fanno spallucce. Pagano ed escono senza replicare. «Quella non deve essere di qui» dicono una volta fuori. «I buonisti si nascondono davanti alle femmine incinte che manco ci sono. I soliti politicanti».

Gorino non è vicino a Ferrara, è lontano da tutto. A Gorino ci sono 590 residenti, due negozi di alimentari, una farmacia, una tabaccheria, un ristorante e l’ostello da 46 posti letto che fa anche da bar della frazione. Per arrivarci da Goro si percorre una strada comunale bianca, in un panorama piatto che conduce al delta del Po e al mare. L’ospedale più vicino dista settanta chilometri. La stazione dei carabinieri è stata chiusa nel 2012, li hanno spostati a Comacchio. «Siamo gente chiusa. Ogni città ci sembra una metropoli. Abbiamo la nostra quotidianità e non accettiamo che venga intaccata da estranei».

Continua a leggere Marco Imarisio sul Corriere della Sera

Mostra fotografica sui Migranti: la prima a Treviso

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“Migranti di ieri e di oggi, Italiani di domani”. Sarà inaugurata oggi la mostra fotografica di Giorgio De Camillis, che per la prima volta approda a Treviso: una mostra-percorso per immagini e filmati, nella centralissima piazza Indipendenza. Treviso è la prima città europea a ospitare una esposizione che è dentro all’attualità, in quanto mostra il fenomeno della migrazione in corso e ne fotografa i vari aspetti, ponendo l’accento sulle risposte positive, quindi sull’ accoglienza, sul volontariato ed infine il dialogo.

Continua a leggere su Oggitreviso.it

LA TEMPESTA PERFETTA DI GORINO

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Little Tall è un’isola di pescatori al largo delle coste del Maine. Mentre gli abitanti si preparano a fronteggiare la bufera, arriva fra loro il misterioso Andre Linoge, seminando morte e sconcerto. È disposto ad andarsene, certo, ma a patto che gli venga consegnato uno degli otto bambini che vivono sull’isola affinché possa insegnarli tutto ciò che sa. Solo uno degli isolani, Mike, è fortemente contrario, e prova a convincere gli altri che devono unirsi e far fronte, e non cedere a Linoge. Invano. Il nome del bambino verrà infine sorteggiato, e sarà il figlio di Mike a essere prescelto.
“La tempesta perfetta” di Stephen King, così come altri suoi testi, racconta quel che avviene in una piccola comunità che si sente (e in questo caso è) assediata. Racconta, in breve, che il mostro non è Linoge (lo è, per meglio dire, ma come può essere mostruosa una miccia: il materiale infiammabile era già pronto) bensì il meccanismo che scatta negli esseri umani quando credono di dover difendere il proprio ignorando che l’uno fa parte di un tutto.
Qualcosa di simile, credo, è accaduto a Gorino, frazione di Goro, provincia di Ferrara. Le cronache sono note: un centinaio dei circa quattrocento abitanti ha alzato barricate, non ha inviato i figli a scuola, ha sospeso la pesca delle vongole per impedire a 12 donne e a 8 bambini di essere ospitati in cinque stanze (su 30) dell’ostello Amore e Natura, peraltro, come ricorda oggi Arianna Ciccone, non di proprietà privata ma preso in affitto dalla provincia.
La contro-reazione, sui social e non solo, è stata immediata: e, attenzione, più che legittima. Gli abitanti di Gorino sono stati condannati e additati come esempio di tutto quel che di negativo, razzista, indifferente, esiste nel nostro paese.

Continua a leggere l’articolo di Loredana Lipperini sul blog Lipperatura

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