Monthly Archives: ottobre 2016

Lampedusa, porta d’Europa

Adam ha 21 anni, è nato in Ghana e vive a Lampedusa, accolto da una famiglia del posto. Hanno un albergo, lui dà una mano e frequenta il quarto anno del liceo scientifico. «Ogni giorno prego per i ragazzi che stanno facendo la strada che ho fatto io, che non muoiano durante il viaggio», dice. Adam suo padre non lo ha mai conosciuto, è stato ucciso prima che lui nascesse. E aveva solo dieci anni quando i nemici di suo padre hanno iniziato a minacciare anche lui, che nulla sapeva. Sospira. Aveva 14 anni quando ha deciso di andarsene. Ha attraversato il deserto, «sapevo che era dura, ma non immaginavo così dura. Ma potevo morire anche restando a casa», dice. Il suo viaggio ha un copione ormai noto, i trafficanti, i soldi, la Libia, un barcone con troppe persone a bordo. «Siamo rimasti in mare per quattro giorni, senza sapere dove stavamo andando, con l’uomo al timone che non sapeva guidare la barca…», ricorda Adam. Il suo viaggio finisce a Pozzallo, due anni dopo aver lasciato il Ghana e la nonna. Lui ha 16 anni. Da Pozzallo va in una comunità per minori a Caltanissetta, riceve un permesso umanitario, nel 2013 viene trasferito a Lampedusa. «Sono fortunato, tanti ragazzi quando a 18 anni escono dalla comunità per minori si trovano per strada senza aiuto, senza parlare bene l’italiano, senza nessuno a cui chiedere nemmeno un piccolo consiglio. Io ho passato tante difficoltà, ma qui ora vivo in pace».

Continua a leggere Sara De Carli su Vita

Porta di Lampedusa, porta d’Europa

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Amani e Arnoldo Mosca Mondadori sono stati i promotori di un’opera dedicata alla memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare: “Porta di Lampedusa – Porta d’Europa” di Mimmo Paladino.

Un monumento di quasi cinque metri di altezza e di tre metri di larghezza, realizzato in ceramica refrattaria e ferro zincato, inaugurato il 28 giugno 2008. La porta si ispira alla drammatica vicenda delle migliaia di migranti che, affrontando incredibili avversità, tentano -troppo spesso invano- di raggiungere l’Europa alla disperata ricerca di un destino migliore.

Approfondisci la storia della costruzione del monumento ai migranti

Il Comitato 3 Ottobre

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Il Comitato 3 Ottobre è una Onlus costituita nel 2014 con lo scopo di istituire il 3 ottobre come data simbolica della “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”, sia a livello nazionale che Europeo.

Ogni 3 ottobre, data dalla forte valenza simbolica, vogliamo promuovere e rilanciare l’apertura di corridoi umanitari per accogliere tutti coloro che scappano da guerra, dittatura e miseria, potenziare la ricerca e il soccorso in mare e creare una banca dati europea del Dna per il riconoscimento delle vittime.

Visita il sito del Comitato

“La cittadinanza è universale”

Per quanto possano essere limitate, le isole non sono prive di drammi di portata universale. La storia non le ignora e in esse trova talvolta il suo epilogo. Altre volte invece la storia vi comincia”. Questa frase dello scrittore Predrag Matvejević –autore, tra gli altri, di ‘Breviario Mediterraneo‘ (edito per la prima volta da Garzanti nel 1991) – racchiude il senso più profondo della Giornata nazionale della memoria e dell’accoglienza”, riconosciuta tale il 16 marzo 2016 grazie anche all’impegno di un’organizzazione senza scopo di lucro, riunitasi nel ‘Comitato 3ottobre‘, data in cui nel naufragio al largo di Lampedusa – era il 2013 – persero la vita 368 migranti.

Qui la storia non finisce, ma si rinnova attraverso una richiesta fondamentale lanciata dal Comitato: bisogna proteggere le persone e non i confini. Una questione centrale per la politica europea: accogliere o respingere? Ecco che Lampedusa diventa una palestra formidabile per capire quale possa essere la rotta giusta. Quest’isola che negli ultimi sedici anni ha accolto 217. 591 immigrati e che lo ha fatto mantenendo la sua forte identità, la sua bellezza, il suo spirito, continuando ad alimentare quel seme dell’accoglienza che aveva già inciso nel proprio Dna. L’isola avrebbe potuto reagire diversamente?

Continua a leggere Nicolò Carnimeo su Il Fatto Quotidiano

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