Monthly Archives: novembre 2016

Dai bulli a Trump alle nostre pagine Fb, un unico filo: la fine della mediazione

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Dai bulli a scuola ai politici che non si confrontano con gli avversari, dagli small world dei social dove ci relazioniamo solo con chi la pensa come noi alla politica della post-verità, che per l’Oxford Dictionary è il neologismo del 2016 (leggi qui) fino al trionfo di Brexit e Trump: un filo unisce questi fenomeni, la fine della mediazione. Ascolta Adriano Fabris, filosofo, autore di Etica della comunicazione

Infanzia: mediazione contro sopraffazione

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La cultura della mediazione è diventata cultura di minoranza, questa è l’impressione che abbiamo avuto stamattina ascoltando la telefonata di Filomena Albano, garante dei diritti dell’infanzia. Il 20 novembre sarà la giornata mondiale dedicata ai più giovani e il tema sarà “Insegnare ai ragazzi la mediazione contro una cultura della sopraffazione”. Stamattina partiamo dai ragazzi, dal bullismo, dal rapporto con i social network, e arriviamo a noi, adulti digitali alle prese con la politica, con la società, nell’era della disintermediazione

Gli ospiti del 16 novembre 2016

Daniele Manni, insegnante dell’Itc Galilei – Costa di Lecce, promotore dell’associazione MABASTA! formata da studenti contro il bullismo

Simone, studente e membro di MABASTA!

Elio Lo Cascio, sociologo, esperto di mediazione penale, collabora con il Punto Luce di Save The Children a Torre Maura

Juan Carlos de Martin, insegna ingegneria dell’informazione al Politecnico di Torino dove si occupa di multimedialità digitale e dove dirige il centro Nexa su Internet e Società. Scrive oggi su Repubblica in prima pagina l’articolo “Basta bufale on line”

Maura Manca, psicologa, presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, dirige il portale AdoleScienza.it, lo scorso 10 novembre alla Biblioteca Nazionale di Roma è stato presentato il suo libro Generazione hashstag. Gli adolescenti dis-connessi (Alpes Editore). Con Rosario Di Sauro aveva firmato per Aracne nel 2013 Strategie di intervento e prevenzione del bullismo in adolescenza

Adriano Fabbris, filosofo morale all’Università di Pisa, tra i suoi libri ricordiamo L’etica della comunicazione (Carocci, 2014)

Manuale per sopravvivere alla disintermediazione

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Crollano le barriere, crescono le risorse tecnologiche a disposizione, aumenta la velocità con cui tutto cambia. In questa società del temporaneo, senza più punti di riferimento per chi gestisce le aziende, c’è una certezza: la fiducia diventa la cosa più importante ed è necessario essere autentici.

Il tema scelto da GfK-Consumer Experience per il suo seminario annuale “Disintermediazione, tra empowerment individuale e condivisione digitale” è quello che vede da un lato l’empowerment delle persone, cittadini e consumatori, dall’altro la diffusione delle condivisioni social, in un percorso dove il sapere esperto viene sempre più condiviso a scapito delle istituzioni politiche e culturali e delle imprese/marche e la disintermediazione diventa il grimaldello con il quale si spalancano le porte ai nuovi miti della nostra epoca. In che modo le aziende possono ricavare opportunità e minimizzare i rischi che derivano da questo processo? Come rispondere al bisogno e ai motivi che stanno dietro questa trasformazione, attivando un circolo virtuoso, a beneficio di tutti (consumatori e player di mercato)?

 

Trump e social network

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Le ricerche di mercato della società Nielsen si sbagliavano. Il giornalista del New York Times si sbagliava. Hillary Clinton si sbagliava.

I canali televisivi che hanno permesso a Donald Trump di vincere le elezioni e diventare il 45° Presidente degli Stati Uniti d’America si chiamano Facebook, Twitter, Instagram, YouTube, Periscope e Vine. Sono canali che costano poco, non richiedono alcuna intermediazione giornalistica e consentono di ottenere un’esposizione uguale se non superiore ai programmi di Cnn, Abc e Cbs.

Fare politica significa solo due cose. Punto primo, avere un messaggio da comunicare. Punto secondo, ottenere l’attenzione di gruppi di persone sensibili a quel messaggio. Trump ha utilizzato i social media in modo scientifico per intercettare gli occhi dei potenziali elettori lì dove essi stavano prestando davvero attenzione. Ovvero sui social network, e in particolare sul cellulare.

Leggi l’articolo di Federico Sbandi sul Fatto Quotidiano

Hate speech online: quando i “troll” siamo noi

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Stai per pubblicare una tua opinione o commento online, sotto un articolo o una discussione? Se proprio devi, forse allora non sarebbe male seguire il “consiglio propedeutico” che il fumettista Zerocalcare ci offre nelle tavole de “Il grande test sui social network”. In pratica, prima di cliccare su Invio, l’invito è a recarsi al bar più vicino e rivolgersi agli avventori con gli stessi termini usati su internet. “Se quando torni hai tutti i denti in bocca e le dita per digitare, procedi pure!” scrive il disegnatore, con la sua consueta ironia. E’ assodato, infatti, come online sembra si sia perso il freno inibitore e tutte le opinioni più feroci e gli insulti siano ormai leciti. Come se, solo perché si sta dietro uno schermo, la responsabilità personale di ciò che si dice e scrive vada ad attenuarsi. Sono i cosiddetti discorsi d’odio online (hate speech), ovvero frasi che incitano al pregiudizio, all’odio, alla paura, alle discriminazioni o anche alla violenza contro una persona o gruppo di persone sulla base di alcune caratteristiche: “razza”, età, genere, scelte sessuali, appartenenza linguistica, religiosa, culturale o sociale. Far fronte a questa deriva della rete è una delle sfide più difficili che le istituzioni, insieme alle grandi aziende dell’information technology, ai media e alla società civile devono affrontare, in bilico tra la necessità di arginare l’odio e il delicato confine con la libertà di espressione di cui la rete si è sempre assurta a baluardo.

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Il libro: La rete del bullismo, il bullismo nella rete

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Il libro offre un’attenta analisi del bullismo e le sue nuove manifestazioni (cyberbullismo) sotto un profilo psicologico, sociale e giuridico. Tale fenomeno, sia nella sua forma tradizionale che in quella tecnologica, è fortemente diffuso nelle scuole di ogni ordine e grado. Il presente volume fornisce un contributo alla comprensione del bullismo e del cyberbullismo descrivendo, in particolare, le modalità con cui si manifesta e gli esiti psicopatologici a cui vanno incontro bulli e vittime, fornendo alcune linee guida per la valutazione (con il Questionario per la rilevazione del Cyberbullismo) e per la messa in atto di interventi di prevenzione efficaci per contrastarlo. Sono state prese, inoltre, in considerazione le leggi in materia di bullismo in ambito civile e penale dando indicazioni utili per la valutazione del danno da bullismo

La rete del bullismo, il bullismo nella rete, Maura Manca, Loredana Petrone (Alpes Editore)

Sviluppo della Mediazione nelle Scuole

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Il progetto di Mediazione, pensato per le scuole di primo e secondo grado, è nato nell’anno scolastico 1997-98 dall’incontro di vari fattori:

  • L’esperienza di Maria Rosa Mondini, quale docente e pedagogista, ha fatto emergere la necessità di sviluppare la cultura della Mediazione in ambito scolastico con il Progetto.
  • Rapporto e stili di comunicazione fra ragazzi che fanno e/o subiscono prepotenze a scuola, Progetto presentato al Provveditorato agli Studi di Bologna nell’ambito dell’Osservatorio per la dispersione scolastica e per il successo formativo degli allievi nella sua composizione interistituzionale. Tale Progetto sviluppava il concetto di Mediazione. Maria Rosa Mondini faceva parte di questo Osservatorio in qualità di Giudice Onorario rappresentante del Tribunale per i Minorenni di Bologna. La volontà comune era di sviluppare una esperienza di incontro con la Mediazione quale mezzo per impegnarsi contro il disagio nelle sue varie manifestazioni fino alla aggressività verbale e fisica, fino alla violenza;
  • La formazione presso il Centre de Mediation et de Formation a la Mediation de Paris, diretto da Jacqueline Morineau a cui l’UNESCO ha proposto di stendere un progetto pilota di ricerca sullo sviluppo di una cultura di Pace e di parteciparvi per la sua diffusione;
  • La collaborazione con la professoressa Jacqueline Morineau
  • Il Progetto interessa tutte le componenti della Scuola, dalla Dirigenza, ai Docenti, al Personale non docente come parte del percorso fondamentale per l’accoglienza dei Giovani nella Famiglia, nella Scuola, nella Comunità. Interessa gli Studenti come parte attiva della scuola

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Movimento Anti Bullismo

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L’idea di “MaBasta” ci è venuta quando a gennaio 2016 abbiamo parlato in classe del caso della ragazza di Pordenone che ha tentato di farla finita perché non ce la faceva più a sopportare le azioni di bullismo da parte dei compagni. Siccome il nostro prof di informatica, Daniele Manni, ci diceva sempre che è molto meglio “fare” qualcosa anziché semplicemente parlarne, allora ci siamo chiesti cosa potessimo fare di concreto per almeno tentare di frenare questo bruttissimo fenomeno.
Ci è venuto allora in mente di creare una specie di associazione di giovani e giovanissimi che, come noi, vogliono fermare il bullismo, per dimostrare alle bulle e ai bulli che quelli contrari sono molto più numerosi!
Abbiamo creato una pagina Facebook e questo sito internet per dare una mano sia alle vittime, spingendoli a tirare fuori le loro storie, che ai bulli veri e propri perché, secondo noi, forse sono proprio loro che ne hanno più bisogno.
Chiediamo il sostegno e la collaborazione di tutti i ragazzi in Italia, dalle elementari alle superiori, vogliamo diventare tantissimi così da avere una voce più forte.

Visita il sito MaBasta.org

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