Monthly Archives: novembre 2016

Vita dei campi: la tutela dell’agricoltura italiana. Ascolta la puntata

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Sarà in parte anche l’effetto Trump, ma si torna a parlare di dazi e protezionismo, materia che però è sempre stata al centro dell’attenzione per noi rispetto all’agricoltura. Ricordate? Dalle quote latte al parmigiano, dalla mozzarella blu al cioccolato, l’Italia si ritrova spesso a combattere per la tutela dei suoi prodotti agricoli. Ecco cosa chiede Carlo nella telefonata di stamattina: meno proclami, più tutele

Gli ospiti del 18 novembre 2016

Fiorenzo Martini, ascoltatore e agricoltore bio

Maurizio Maggiani, scrittore, vive nel cuore del più ricco distretto agricoli della Romagna

Rolando Manfredini, responsabile per la sicurezza alimentare di Coldiretti

Maurizio Martina, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali

Stefano Liberti, giornalista del quotidiano Il Manifesto, tra i suoi libri “Land grabbing. Come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo” e  “I signori del cibo”, entrambi Minimum Fax

Luca Panìchi, presidente Associazione Regionale Allevatori Umbria. (è anche presidente coldiretti Perugia)

Ascolta la puntata

 

Il ministro Martina tra Coldiretti e #filieracorta: dibattito in diretta

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Dalle richieste di tutela dei prodotti agricoli italiani alle sanzioni alla Russia fino alle zone oscure della filiera del pomodoro (aste on line, continuo ribasso, poca tracciabilità), stamani a Radio3 è andato in onda un “question time” improvvisato col Ministro per le politiche agricole Maurizio Martina, Rolando Manfredini di Coldiretti e Stefano Liberti, curatore del rapporto Spolpati” e autore de I signori del cibo. Non dura molto, val la pena di ascoltarlo, qui

SPOLPATI, IL RAPPORTO CHE RACCONTA LA CRISI DEL POMODORO

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Con un fatturato di circa 3 miliardi l’anno, il pomodoro da industria rappresenta una fetta importante dell’intera agricoltura italiana, e nonostante ciò è allo stesso tempo una delle filiere agroalimentari con maggiore presenza di sfruttamento del lavoro e caporalato nei campi. La campagna #FilieraSporca, promossa dalle associazioni daSud e Terra!, ha presentato oggi in una conferenza alla Camera dei Deputati il rapporto “Spolpati, la crisi dell’industria del pomodoro tra sfruttamento e insostenibilità”, a cura di Terra! Il dossier, terzo rapporto della campagna che ha l’obbiettivo di ricostruire il percorso dei prodotti agroalimentari dal campo allo scaffale del supermercato, è il risultato di un lavoro sul campo che ha richiesto 5 mesi di ricerche tra Puglia, Campania ed Emilia, passando per la Cina, con l’obiettivo di ricostruire il sistema di produzione, trasformazione e commercializzazione del pomodoro, uno dei prodotti simbolo del made in Italy. Alla conferenza sono intervenuti gli autori del rapporto Fabio Ciconte (direttore di Terra! Onlus e portavoce della Campagna #FilieraSporca) e Stefano Liberti (giornalista), insieme a Lorenzo Misuraca (associazione daSud) e Celeste Costantino (deputata di Sel-SI).

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Pomodoro, i motivi della crisi

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Disorganizzazione del settore, aste on-line al ribasso, contratti senza alcun valore vincolante tra le rappresentanze delle organizzazioni di produttori e quelle degli industriali nel Sud Italia. Sono queste alcune delle cause che hanno trascinato il pomodoro, uno dei simboli del made in Italy, in una profonda crisi. Prima vittima: il pelato, prodotto tipico proprio del Sud. Lo racconta il dossier Spolpati, la crisi dell’industria del pomodoro tra sfruttamento e insostenibilità, terzo…  la provenienza

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L’agricoltura italiana è la più green d’Europa

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L’agricoltura italiana è diventata la più green d’Europa con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, ma anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati. È quanto afferma la Coldiretti che ha collaborato alla realizzazione del rapporto GreenItaly 2016 di Fondazione Symbola e Unioncamere, promosso in collaborazione con il Conai e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. L’Italia – sottolinea la Coldiretti – è anche campione di biodiversità e può contare su 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi e su 533 varietà di olive contro le 70 spagnole, ma sono state salvate dall’estinzione anche 130 razze allevate tra le quali ben 38 razze di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini, sulla base dei Piani di Sviluppo Rurale della precedente programmazione.

Una legge per tutelare l’agricoltura contadina

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Contro lo spopolamento delle aree marginali e per favorire la salvaguardia della biodiversità. L’obiettivo della nuova normativa è dare un diverso quadro giuridico e agevolazioni, anche in materia di ospitalità e vendita, alla nuova figura dell’agricoltore contadino.

Le proposte di legge in discussione alla Camera introducono una nuova figura giuridica nel contesto normativo agrario, riferita all’agricoltura contadina, definendone l’ambito di operatività, le agevolazioni, la normativa giuslavorista e tributaria, le norme applicabili in materia di produzione di beni agricoli, di ospitalità e di vendita.

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