Monthly Archives: novembre 2016

Angela Merkel si ricandida

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La Città di Radio3 parla di Angela Merkel, la signora della politica europea, e della sua scelta di ricandidarsi per la quarta volta come cancelliere alle elezioni tedesche del 2017. Questa candidatura rappresenta l’ultimo baluardo contro il populismo, la tutela di una certa idea di democrazia e di una politica basata sul rigore politico? Riflettiamo sulla mediazione e sul rinnovo delle classi dirigenti, sul ruolo dei populismi nella formazione delle leadership non solo europee

Gli ospiti del 21 novembre 2016

Michael Braun, corrispondente dall’Italia del quotidiano tedesco “Tageszeitung”, ha pubblicato l’anno scorso per Laterza Mutti. Angela Merkel spiegata agli italiani

Angelo Bolaffi, insegna Filosofia Politica alla Sapienza, ha diretto l’istituto di cultura italiano a Berlino, il suo ultimo libro è Cuore tedesco. Il modello Germania, l’Italia e la crisi europea (Donzelli, 2014)

Mauro Caliseinsegna Scienza Politica all’Università Federico II, autore di Il partito personale (Laterza, 2008) e di Fuorigioco. La sinistra contro i suoi leader (2013) e La democrazia del leader (2016)

Massimo Mantellini blogger, esperto di nuove tecnologie, tra gli opinionisti italiani più seguiti su twitter

Se anche Merkel minaccia il veto

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La strategia del veto di Matteo Renzi per ora non basta a convincere i paesi dell’Est a fare passi avanti sulla solidarietà europea sui migranti. Questa settimana la Slovacchia, che ha la presidenza di turno dell’Ue, ha aggirato le riserve e le obiezioni italiane sul bilancio, presentando al contempo una proposta per rinnegare le quote di ripartizione obbligatorie di richiedenti asilo da Italia e Grecia. In gioco c’è la riforma di Dublino e il ritorno all’Europa senza controlli alle frontiere di Schengen. Il “non-paper” slovacco prevede di sostituire la “solidarietà obbligatoria” con una “solidarietà flessibile”: i paesi che non vogliono quote di migranti possono inviare coperte, tende e aiuti finanziari, o partecipare alla “relocation delle espulsioni” che dovrebbe sostituire la “relocation dei rifugiati”.

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Angela Merkel è la persona dell’anno 2015 di Time

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La rivista statunitense Time ha scelto la cancelliera tedesca Angela Merkel come persona dell’anno. È arrivato secondo Abu Bakr al Baghdadi, il capo dello Stato Islamico (ISIS), mentre è arrivato terzo Donald Trump, imprenditore statunitense e candidato Repubblicano alle primarie in vista delle elezioni presidenziali del 2016. Gli altri finalisti erano gli attivisti di Black Lives Matter, Caitlyn Kenner, Travis Kalanick, Hassan Rouhani e Vladimir Putin.

Angela Merkel ha 61 anni e governa la Germania da oltre dieci anni: con l’inizio della crisi economica globale, nel 2008, il suo ruolo di influenza nelle questioni finanziarie e diplomatiche dell’intero continente europeo si è fatto sempre più importante e decisivo. Nel corso del 2015, inoltre, il suo ruolo è stato molto importante nella gestione della cosiddetta crisi dei migranti: la Germania si è impegnata ad accogliere tutti i migranti siriani che avrebbero fatto richiesta di asilo, anche aggirando le regole previste dal trattato di Dublino, andando molto oltre quanto previsto dalle istituzioni europee. Nel corso dell’anno la Germania ha già accolto oltre 900.000 richiedenti asilo, più di ogni altro paese europeo: entro la fine dell’anno diventeranno probabilmente un milione.

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LA GOVERNANCE EUROPEA CHE FAVORISCE IL POPULISMO

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Un articolo di Sergio Fabbrini sul Sole 24 Ore tocca il tema cruciale della crescita del populismo in Europa. “Perché i partiti anti-europeisti (cioè contrari all’integrazione politica del continente) sono in crescita ovunque, persino in Germania?” si domanda Fabbrini. La risposta è che non si tratta solo delle politiche che persegue la Ue, ma anche del modello di governance che si è creato nella zona euro. Occorre quindi cambiare le politiche, ma anche il modo con il quale vengono assunte le decisioni in Europa. Seguiamo il ragionamento con una sintesi dell’articolo.

La crisi dei partiti ha toccato tutti i paesi europei e la tradizionale competizione fra destra e sinistra non è stata in grado di rispondere alle insoddisfazioni degli elettori. Così sono spuntate le formazioni anti-partito tutte orientate su posizioni anti-integrazione europea. È saltato lo schema che nel dopoguerra per decenni aveva ricondotto all’interno della competizione tra destra e sinistra le spinte che emergevano dalla società. Le infrastrutture politiche dello sviluppo economico post-bellico sono nate e hanno vissuto nell’ambito di questa competizione. Ciò che è accaduto a partire dalla crisi finanziaria del 2008 è stata una convergenza programmatica tra destra e sinistra che ha avuto la sua massima espressione nell’ambito delle politiche europee.

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Il libro: Social Media Journalism

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Il Web prima e le reti sociali poi hanno trasformato il mondo del giornalismo e della comunicazione. Da una struttura verticale che dall’alto controllava e distribuiva contenuti, si è passati a una realtà orizzontale dove per essere editore basta aprire un account, le voci delle grandi emittenti nuotano in un mare di conversazioni e il dialogo è merce di scambio per ottenere attenzione.

Questo manuale guida giornalisti e professionisti della comunicazione alla scoperta delle nuove regole del gioco, mostrando come lavorare in un contesto dove l’informazione è multiforme e scorre veloce.

Nei primi capitoli si analizzano le caratteristiche e l’uso dei principali social media, da Twitter e Facebook, attraverso Instagram, Pinterest e YouTube, fino a Snapchat. Si affrontano quindi tre temi chiave per il giornalismo moderno: il fact checking, come controllare fonti e notizie, la web reputation, come essere autorevoli e riconoscibili in Rete, la content curation, come seguire la vita dei contenuti dopo la pubblicazione. Per concludere si osservano le app di messaggistica che oggi possono essere validi strumenti per fare.

Social Media Journalism, strategie e strumenti per creatori di contenuti e news di Barbara Sgarzi (Apogeo)

“Mi ricandido per difendere i valori della democrazia”

Preceduta da giorni di indiscrezioni, è arrivata la conferma: Angela Merkel si candiderà per il quarto mandato. La cancelliera vuole restare a capo della Cdu e guidare il suo partito verso le elezioni per il rinnovo del Bundestag dell’autunno 2017 come candidata alla cancelleria.

Merkel ha sottolineato al termine di una riunione coi vertici della Cdu che “è stata una decisione non semplice, né per il Paese, né per il partito, né per me”. Oggi “è un momento difficile, poco sicuro”, ha aggiunto, in cui “ho deciso di mettere a disposizione tutta la mia esperienza, salute permettendo”, per correre una quarta volta. Sarà una campagna elettorale “difficile”, ha ammesso, e “il mio compito sarà ascoltare”. La cancelliera ha anche detto che “il mio obiettivo sarà tenere insieme la società, scongiurare l’odio”. Echeggiando il suo primo commento dopo le elezioni vinte da Donald Trump, Merkel ha precisato di volersi impegnare “per i valori della democrazia: per la libertà e il rispetto delle persone a prescindere dalla loro razza, dal loro orientamento sessuale e dalla loro opinione politica”.  E si è detta sicura che “saremo attaccati dalla destra come non mai”, alludendo al populismo del partito xenofobo Alternativa per la Germania (AfD).

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