Monthly Archives: novembre 2016

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Ascolta la puntata

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Veniamo allevati a latte e maschilismo, dice Manlio. E smettiamola di parlare di mostri, perché così c’è il rischio di non capire la normalità della violenza, del male dentro di noi.
Molte telefonate stamattina, molti messaggi, intorno alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Le leggi che ci sono, la formazione delle le forze dell’ordine e del personale degli ospedali, il lavoro dei centri anti violenza, una buona e diversa educazione fin da piccoli. E la manifestazione di domani, naturalmente
Gli ospiti del 25 novembre 2016

Elisa Russo, associazione La forza delle donne (Napoli)

Titti Carrano, presidente della Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza, che è fra le organizzazioni organizzatrici della manifestazione nazionale di domani Non Una Di Meno

Mario De Maglie, psicologo, coordinatore del centro di ascolto Uomini maltrattanti di Firenze

Mila Spicola, insegnante, consulente del Miur per la strategia di genere

Edoardo Albinati, scrittore, autore di La scuola cattolica (Rizzoli, 2016, Premio Strega)

Ascolta la puntata

E se io, maschio, non sento in me alcuna violenza? Risponde lo psicologo

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Io maschio, non ho mai scorto in me, e neppure nei maschi che frequento, la minima traccia di violenza contro le donne. Perchè allora gli esperti dicono che riguarda tutti, che è un fenomeno legato alla natura del maschio e che tutti ce ne dobbiamo occupare?” Molto utile ascoltare la risposta di Mario De Maglie, psicologo, coordinatore del Centro di ascolto per uomini maltrattanti di Firenze.

Una mobilitazione generale, culturale, che coinvolga tutti, nessuno escluso

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Serve formare le forze dell’ordine, il personale sanitario e tutti coloro a cui una donna maltrattata si rivolge, perchè capiscano anche quelle che le donne, per paura, nascondono. Ma serve anche, prima di tutto, una grande operazione culturale, che coinvolga tutti, che mobiliti, 365 giorni l’anno.

Titti Carrano è la presidente della rete nazionale dei centri antiviolenza. Ascoltala qui

La scuola cattolica di Albinati svela la violenza dei maschi italiani

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È veramente complicato parlare del nuovo libro di Edoardo Albinati, La scuola cattolica. E non è solo per la sua lunghezza, sono 1.294 pagine di un’edizione Rizzoli con una gabbia molto larga, e per leggerle occorre almeno una settimana in cui si rinuncia a quasi ogni altra attività. Ma la mole gigantesca non è l’ambizione maggiore di Lsc, che non è, come qualcuno ha fatto notare, solo un libro lunghissimo, ma un testo che già di suo dichiara di essere molte cose insieme.

È un romanzo fagocitante, bulimico, che cerca, impossibilmente, di fare i conti una volta per tutte con gli atti e le ideologie di quella generazione diventata adulta negli anni settanta tra crisi dei valori borghesi ed esplosione della violenza non solo politica; è un romanzo dell’io, metà Bildungsroman con tutte le scene classiche del genere (conflitto con i genitori, scoperta del sesso, amore per i mentori, amicizie e tradimenti, confusioni ideali, nostalgia e sollievo per la possibilità di lasciarsi quel tempo alle spalle) e metà memoir scritto a mo’ di diario, con appunti che ripercorrono l’aneddotica di una giovinezza esemplare anche per il solo fatto di essere lontana.

Christian Raimo su Internazionale.it

“Io ci sono”, il film sulla storia di Lucia Annibali

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Martedì 22 novembre, alle 21.15, Rai 1 ha trasmesso il film Io ci sono, che racconta la storia di Lucia Annibali, l’avvocata di Urbino che nel 2013 fu aggredita e sfigurata con l’acido su mandato del suo ex fidanzato, l’avvocato Luca Varani. In Io ci sono Annibali è interpretata dall’attrice Cristiana Capotondi, mentre nei panni di Varani c’è l’attore Alessandro Averone. Gioele Dix invece interpreta il ruolo del chirurgo che operò più volte Annibali. Il film, prodotto per la televisione da Rai Fiction e Bibi Film e girato dal regista Luciano Manuzzi, è tratto dall’omonimo libro pubblicato da Rizzoli nel 2014, che Annibali ha scritto insieme alla giornalista del Corriere della Sera Giusi Fasano. Io ci sono racconta tutta la storia di Annibali, dalla relazione con Varani ai dolorosi momenti vissuti in ospedale.

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#questononeamore

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Dalla nascita del blog «La 27esima ora» all’inchiesta che aggiorna la serie infinita dei femminicidi, perché ogni vittima sia ricordata. E oggi, a partire dalle 11, la diretta dai nostri studi Tv di Milano e Roma. Donne e uomini, giornalisti e giornaliste del Corriere, artisti, imprenditori e manager, esperti, medici, forze dell’ordine, avvocati e magistrati, ragazzi: uno dopo l’altra, si passeranno la parola per pochi minuti e per dire insieme «basta»

Barbara Stefanelli su La27esimaora

Centro di ascolto uomini maltrattanti

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  1. Sei preoccupato perché rischi di perdere la tua relazione affettiva?
  2. Temi di perdere il diritto di vedere i tuoi figli/e?
  3. Ti domandi se forse fai del male alle persone a cui vuoi bene?
  4. Senti che la rabbia ha la meglio su di te?
  5. Pensi che forse la tua partner o ex-partner potrebbe aver paura di te?
  6. Ti senti insicuro su come esprimere l’affetto e altre emozioni?

Se hai risposto sì ad alcune di queste domande, questo sito può esserti molto utile.

  1. Vuoi capire meglio che tipo di atteggiamenti incoraggiano le relazioni affettive?
    Prova  il test sui comportamenti controllanti.
    (Fai il test on line e consultati gratuitamente e anonimamente con un professionista)

Speranze per il futuro

Nella nostra esperienza gli uomini desiderano avere relazioni calde e amorevoli.
Vogliono sentire di avere un legame forte e sicuro con la compagna e con i figli/e (se li hanno). Vorrebbero essere percepiti come padri e compagni gentili e premurosi.
Ma molti uomini trovano che i loro comportamenti gli impediscono di diventare come vorrebbero essere nelle relazioni.
Per te, è così?

L’obiettivo di questo sito è di incoraggiare gli uomini a cominciare a riflettere di come si stanno comportando nelle relazioni affettive con la partner o con i figli e fare dei passi nel migliorare la situazione.

Continua a leggere sul sito del Centro Uomini Maltrattanti

L’ultimo sms di Lea Garofalo: torno a Milano per ricominciare

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“Volevo impedirle di andare a Milano, avevo persino tentato di trattenerla fisicamente. Lei mi rassicurava: ‘Avvocato, non si preoccupi: finché con me ci sarà Denise, non mi accadrà nulla’. Così quel giorno a Firenze prendemmo due treni per direzioni diverse, e durante il viaggio continuavamo a mandarci sms. ‘Tornate indietro’, le scrivevo, ‘scendete a Piacenza, abbiamo già un posto dove sarete al sicuro’. Lei a un certo punto mi rispose: ‘Grazie avvocato, che Dio la benedica, Denise e io accettiamo la sua proposta di rifarci una vita’. Ma a Piacenza non è scesa. Quattro giorni dopo mi hanno chiamata i carabinieri di Milano”.

E l’avvocato Enza Rando ha dovuto spiegare loro che quella donna sparita di sera all’Arco della Pace era una testimone di giustizia, una che aveva fatto nomi e cognomi sulla faida di ‘ndrangheta che dal suo paese natale, Petilia Policastro in provincia di Crotone, si era dislocata a Milano. Una donna che a 35 anni aveva già attraversato troppe vite e le restava soltanto Denise. Sua figlia, il suo futuro.

Lea Garofalo è scomparsa a Milano la sera del 24 novembre di tre anni fa. Lo scorso marzo, il suo ex compagno Carlo Cosco e altri sei uomini sono stati condannati all’ergastolo per il suo omicidio e l’occultamento del cadavere.

Emanuela Zaccalà su la 27simaora del Corriere della Sera 

Femminicidi. Il 25 novembre Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

no-violenza-donneVoleva lasciarlo e andare via di casa. E davanti all’ennesima lite sfociata nella violenza, la donna aveva chiamato i Carabinieri. Ma, una volta a casa, le suppliche del figlio, di soli tre anni, a non allontanare il padre, l’hanno convinta a desistere. Aveva così mandato via i militari. Non è servito a nulla. La violenza dell’uomo è rimasta sopita solo per pochi minuti. Poi l’incubo è ricominciato. Grida, urla, spintoni e molto altro. Elisabeth, 29 anni, peruviana, è morta così, strangolata dal suo compagno, italiano, 56 anni. È successo a Seveso, periferia del Milanese, mercoledì sera. È solo l’ultimo ed ennesimo caso di femminicidio.

Ogni tre giorni una donna muore per vittima di violenza. Il dato, drammatico, è confermato dall’Istat. Solo nel 2016 sono state 116 in tutto le donne vittime di omicidio volontario, come Elisabeth di Seveso. Ma, malgrado se ne parli sempre, i numeri non accennano a diminuire. Ed è anche per questo che il 25 novembre, si celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. In Italia e in tutto il mondo sono organizzati incontri, dibattiti e tutto quanto può servire per accendere il faro contro quella che è ormai diventata una vera e propria piega sociale.

Leggi l’articolo di Daniela Fassini su Avvenire

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