Monthly Archives: dicembre 2016

Vivendi assalta Mediaset. Ascolta la puntata

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Resterà qualche azienda italiana?
L’assedio del colosso francese Vivendi, che annuncia di avere il 12% delle azioni di Mediaset, è un evento finanziario di grande importanza, sia perché riguarda un settore nevralgico della nostra era, quella delle telecomunicazioni, sia perché questi grandi spostamenti finanziari incidono sulle nostre vite.
Mediaset è un colosso italiano, cosa sarebbe accaduto se fosse successo il contrario, un’azienda italiana che scala un simbolo francese? E quali potrebbero essere le ripercussioni politiche, visto che Mediaset riporta pur sempre a Berlusconi?

Gli ospiti del 14 dicembre 2016

Andrea Biondi, giornalista del Sole, scrive oggi in prima pagina l’editoriale “Il senso industriale, i rischi dello scontro”
Françoise Kadri
, giornalista di AFP, Ag France-Presse
Marco Gambaro
, insegna economia della comunicazione all’ Università Statale di Milano. Si occupa tra l’altro di concorrenza e  antitrust nelle industrie dei media e delle telecomunicazioni
Emilio Pucci
, direttore dell’ e-Media Institute di Londra e Milano
Domenico De Masi
, sociologo del lavoro alla Sapienza, ha fondato la S3 – Studium, scuola di specializzazione in scienze organizzative, che ha sede in Italia e in Brasile. Dirige la rivista “Next. Strumenti per l’innovazione”. Tra i suoi libri Tag. Le parole del tempo (Rizzoli, 2015) e Una semplice rivoluzione. Lavoro, ozio, creatività: nuove rotte per una società smarrita (Rizzoli, 2016)

Ascolta la puntata

Alcune cose da sapere (per esempio, cos’è un asset management)

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In 500 parole (e senza giri di parole), chi sono e cosa fanno Pioneer e Amundi, perché Unicredit ha venduto, e una considerazione: nella finanza mondiale l’Europa (soprattutto la Francia) oramai conta quasi più di Wall Street.

Pioneer e Amundi. Cosa sono e cosa fanno. Nella notte è arrivata infatti la notizia della cessione di Pioneer Investments, nata a Boston, quasi 90 di storia, 2 mila dipendenti in 28 Paesi del mondo, è l’asset del risparmio controllata dal colosso bancario italiano da circa 15 anni, con un patrimonio gestito pari a circa 225,8 miliardi di euro tra America, Europa, the Medio Oriente e Asia (secondo i numeri diffusi dal sito internet della società).

La acquisisce Amundi, società di diritto francese nata non più di 6 anni fa (come joint venture tra Société Générale, appunto, e il gruppo bancario Crédit Agricole), e che con questa operazione diventa terzo leader mondiale dell’asset management dopo Allianz e Axa.

Che cos’è l’asset management. L’asset management è la gestione degli asset, ovvero delle risorse, di aziende, istituzioni o privati. Si divide in due tipi, uno finanziario (financial asset management), dedito tipicamente alla gestione di denaro e circolante, e uno non finanziario (non-financial asset management), come, ad esempio, beni immobili, patrimoni, eccetera. Così come nei fondi di investimento, le società di asset management fanno spesso ricorso a loro volta a società-veicolo, anche al fine di aggirare problemi di fiscalità o rischio.

Aldo V. Pecora su startupitalia.eu

Scalata Mediaset, Vivendi già oltre il 12%

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Non ha perso tempo Vincent Bollorè. Lunedì la media company transalpina ha annunciato di avere superato la soglia del 3% nel capitale di Mediaset e ieri ha comunicato di essere già salita al 12,32%. La risposta di Fininvest non si è fatta attendere. In serata la holding della famiglia Berlusconi, che fino a ieri deteneva la quota di riferimento di Mediaset col 34,7%, ha comunicato di avere acquistato 27,66 milioni di azioni ordinarie del gruppo televisivo e di aver stipulato un contratto con il diritto a rilevare, nella giornata di oggi, altri 14 milioni di titoli, un pacchetto aggiuntivo pari complessivamente al 3,527% del capitale.

Vivendi sale al 12,32% di Mediaset: +32% a Piazza Affari

La partecipazione di Fininvest sale quindi al 38,266% e, considerate le azioni proprie detenute da Mediaset e pari al 3,795%, al 39,775% dei diritti di voto. Volendo, la quota del socio di riferimento, potrebbe essere arrotondata ancora fino a raggiungere il 5% del capitale aggiuntivo, senza incorrere nell’obbligo di Opa. Per dodici mesi poi non sarebbero consentiti altri acquisti, se non appunto lanciando un’offerta sul mercato. Nel frattempo Fininvest ha presentato un esposto in Procura per «manipolazione di mercato» contro Vivendi.

Antonella Olivieri sul Sole24Ore

Vivendi scala Mediaset e Iliad si prende Telecom?

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Che cosa si profila sul mercato italiano? Il blitz di Bolloré rischia di sparigliare le carte e per Xavier Niel potrebbe essere la volta buona di mettere a segno il colpo da sempre agognato: acquisire Telecom.

È giunta l’ora? Stando alle “voci” mai come ora il momento sarebbe propizio: la faccenda Mediaset Premium che vede ai ferri corti Mediaset e Vivendi e che, a questo punto, potrebbe sortire una scalata definitiva dei francesi al Biscione (dopo una prima voce di un azionariato a tre Mediaset-Vivendi-Telecom per Premium) potrebbe rappresentare il preludio alla “dismissione” di Telecom (o al suo “spezzatino”), che sarebbe ceduta al “cugino” francese Xavier. L’alternativa sarebbe un matrimonio Telecom-Mediaset, di cui peraltro si parla e riparla da anni. Con tutte le conseguenze del caso sul mercato in termini di competizione. I concorrenti sarebbero in grado di “replicare” l’offerta? O ci si troverebbe di fronte a un nuovo e inespugnabile monopolio tlc-tv? La questione finirebbe evidentemente sul tavolo dell’Antitrust. E anche della Commissione europea. Ma la “lettura” europea potrebbe variare, e non poco, a seconda dei punti di vista, quelli dei commissari. Al numero uno dell’Antitrust Ue Margrethe Vestager i consolidamenti non piacciono.

Telecom e Mediaset Premium giocano la partita Vivendi-Orange

Mai dire mai: quante volte Stéphane Richard, amministratore delegato di Orange, ha detto che «mai e poi mai» il suo gruppo, operatore telecom dominante in Francia, si sarebbe lanciato nella produzione di contenuti. Mai sarebbe stato interessato (diceva) a Canal+, la pay tv, appunto produttrice di contenuti media. O al conglomerato Vivendi, controllato da Bolloré, cui appartiene Canal+. E tantomeno a Telecom Italia, di cui Vivendi detiene il 23,9%. Mai dire mai, perché ora l’ad di Orange si sta rimangiando tante cose. E un possibile risiko francese fra media e telecomunicazioni potrebbe avere riflessi sul dossier Mediaset Premium, al centro di una battaglia fra Vivendi (Bolloré) e i Berlusconi.

Giovedì Richard l’ha finalmente detto chiaro e tondo: «Se Canal+ fosse in vendita, Orange sarebbe interessata» e «molte ragioni giustificherebbero l’alleanza». È venuto fuori che, anche se non si può parlare di un vero negoziato, i due uomini, Richard e Bolloré, s’incontrano da mesi. E ieri si sono inviati ulteriori messaggi per giornale interposto.

Leonardo Martinelli sulla Stampa