I nostri ragazzi all’estero. Ascolta la puntata

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La Città riparte da Berlino per parlare dei giovani che, come Fabrizia Di Lorenzo che risulta tra i dispersi dell’attentato, aveva scelto questa città per vivere e lavorare. E come lei molti altri della cosiddetta generazione Erasmus. Tanti se ne vanno lasciando un paese che a volte sembra non capirne le scelte. Cercheremo di raccontare le esperienze dei ragazzi all’estero e aspettiamo, come sempre, le vostre storie, le vostre testimonianze.

Gli ospiti del 21 dicembre 2016

Andrea D’Addio direttore di Berlino Magazine, magazine che si rivolge alla comunità italiana di Berlino, dove scriveva anche Fabrizia Di Lorenzo

Marta Fana, trentenne, economista a Science-Po a Parigi, scrive di lavoro sul Manifesto, collabora con Pagina 99

Alessandro Rosina, insegna Demografia alla Cattolica di Milano, il suo ultimo libro, firmato quest’anno con Sergio Sorgi per l’editore Università Bocconi, è Il futuro che (non) c’è. Costruire un domani migliore con la demografia.

Mario Desiati  scrittore, pugliese, nei suoi libri ha raccontato anche l’emigrazione giovanile dal Sud, in particolare in Foto di classe (Laterza). Il suo ultimo fortunato romanzo si intitola Candore (Einaudi).

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2 commenti

  • Buongiorno. Ho 45 anni e una laurea in geologia con studi post laurea fatti all’estero. Quando eravamo studenti universitari e anche studenti di liceo sognavamo di poter andare all’estero a studiare per fare nuove esperienza a conoscere quel mondo che ci stupiva durante le vacanze in interail. Per tutti noi andare a studiare e lavorare all’estero era una prospettiva cercata e desiderata. Molti di noi andarono a fare dottorati e master post-universitari all’estero sicuri che non solo lo studio ma l’esperienza stessa di vedere il mondo con occhi diversi fosse un’esperiezìenza di formazione importante. Alcuni tornarono in Italia dopo pochi o molti anni, altri restarono all’estero, altri ripartirono. Comunque oggi tutti lavoriamo nel mondo e con il mondo perchè questo è l’oggi. E nell’eperienza attuale, quando un giovane studente mi chiede se partire per un dottorato all’estero, io dico “vai, sarà difficile e splendido!”. In conclusione, penso che considerare tutti i giovani che studiano e lavorano come dei fuggiaschi o dei poveri incompresi sia molto sbagliato. Quanti giovani dall’estero vengono a studiare in Italia? tanti tantissimi e sono ben contenti di farlo. Pensiamo alla giovane ragazza cinese purtroppo morta a Roma. Lei era come la nostra Fabrizia. Chi va a studiare all’estero è un privilegiato e di questo deve averne consapevolezza per riportare positivamente nella società e nelle famiglie. Cordialmente, Riccardo Torri

  • Stefano Fratoni

    Buogiorno a tutti, anche se questo è un giorno triste.

    Le parole del ministro del lavoro fanno emergere chi è questo signore, consentendo a tutti noi di apprezzare come per Poletti e colleghi i giovani capaci e meritevoli rappresentano solo un problema scomodo con cui è meglio evitare il confronto dato che sono incapacaci di offrire progetti e soluzioni che valorizzino e consentano la realizzazione delle capacità dell’universo giovanile; ragion per cui se i nostri ragazzi scelgono di andarse, per costoro che fanno i politicanti di mestiere ciò rappresenta solo un grattacapo in meno con cui aver a che fare.
    Alle persone come Poletti e colleghi, non so se è chiaro, NON IMPORTA assolutamente nulla del presente e del futuro dei giovani e dei meno giovani. Letteralmente “se ne fregano” se tu padre o madre di famiglia rimani senza lavoro, se tua figlia/figlio con laurea specializzazione post-laurea e master sei precario a 400 euro al mese o tuttalpiù disoccupato.
    Questa che non temo di qualificare “gentaccia” vive di politica, delle sue agiatezze e dei suoi privilegi che peraltro non esita ad ostentare rivelando un senso etico pari allo zero. Inoltre sono del tutto indifferenti al fatto concreto che la loro politica ha tradito il futuro di tutti e soprattutto ha irrimediabilmente compromesso la possibilità per i giovani di poter edificare un progetto di vita. Spero che la vita restituisca loro e con gli interessi le medesime afflizioni.
    Spero che i giovani abbiano la forza ed il coraggio di spazzar via come la polvere gente simile di taratura così infima.
    D’altronde constatiamo come la politica sia solo in grado di far diventare ministro della pubblica isturuzione una signora che nemmeno fu in grado di conseguire un diploma di maturità. Di questo la politica è capace, essa non sa fare di più.

    Buone festività natalizie a tutti.
    Stefano da Roma

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