Monthly Archives: dicembre 2016

LA REGIONE LAZIO METTE AL CENTRO LE NEO-MAMME

Un bando che mette al centro il mondo del lavoro e quello femminile. È il nuovo progetto lanciato dalla Regione Lazio che vuole promuovere  l’occupazione di tutte le donne single, prive di impiego e con un bambino a carico. Finanziato con 2,5 milioni di euro, il bando mette a disposizione 500 posti di lavoro attraverso il Contratto di Ricollocazione. La Regione Lazio già nel passato aveva usato questo tipo di contratto per favorire l’occupazione, ma è la prima volta che un progetto del genere sia rivolto alle donne. Queste non solo avranno un impiego, ma potranno usufruire di un “bonus di conciliazione” per tutta la durata del contratto. Questo bonus servirà alle mamme-lavoratrici per meglio conciliare lavoro e famiglia, ovvero: potrà essere speso per asili nido, babysitter e quant’altro. Questo per favorire in tutto il lavoro di una mamma single, spesso in difficoltà non solo nel cercare un impiego, ma anche nel trovare a chi affidare il proprio bimbo durante l’orario di lavoro. Ma anche le aziende che assumeranno le donne avranno i loro benefici ricevendo loro stesse un bonus occupazionale, attraverso agevolazioni varie. Ricapitolando, potranno partecipare al bando tutte le donne, inoccupate aventi un figlio a carico di età inferiore ai 6 anni. Le interessate dovranno presentare domanda entro il 20 dicembre, ma dovrà essere fatta esclusivamente in modalità telematica sul sito della Regione Lazio, nella sessione lavoro. Un’iniziativa sicuramente notevole e che mette in luce un serio problema del nostro Paese: quello di quante difficoltà possa incontrare una donna che sceglie di essere mamma e  che spesso per questo deve rinunciare alla propria carriera.

Fonte Nuove-proposte.com

Gender pay gap, l’Italia è ancora fanalino di coda nel mondo

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Le disparità retributive maggiori tra uomini e donne si registrano tra manager e operai, ma pesa anche il settore di appartenenza: nel terziario gli uomini guadagnano oltre il 20% in più

L’Italia è 127esima in termini di disparità salariale su 144 Paesi nel rapporto del 2016 del World Economic Forum. Cinquantesima se si considerano altri fattori, come la salute e l’istruzione, ma comunque con 9 posizioni in meno rispetto all’anno precedente. Il problema delle disuguaglianze tra uomini e donne nel lavoro è sempre più sentito tra le aziende, soprattutto se si tratta di stipendi, tant’è che alcune hanno recentemente sviluppato politiche mirate per le cosiddette “quote rosa”. In Italia, le donne nei consigli di amministrazione sono in aumento dall’introduzione del Jobs Act, e sono passate nel giro di qualche anno dal 6% al 29% grazie anche al decreto presidenziale n.251/2012 e la legge Golfo-Mosca n.120/2011.

LE DISUGUAGLIANZE. Ma il rapporto Gender Gap 2016 dell’Osservatorio JobPricing evidenzia come rimanga, di fondo, una forte disparità retributiva. A fine 2015, gli uomini percepiscono complessivamente una retribuzione annua lorda di 29.985 €, il 12,2% in più delle donne, con 26.725 € l’anno. E tra 2014 e 2015 il trend è a sfavore delle donne, in particolare le dirigenti e le operaie, rispettivamente con il 12% e l’11,5% di disparità retributiva nel 2015. Stabile invece la situazione di impiegate e quadri, con solo mezzo punto percentuale di differenza rispetto ai colleghi maschi. La previsione per il 2016, basata sui dati raccolti nella prima metà dell’anno, è di una piccola inversione di tendenza, con un gap complessivo ridotto dal 12,2% all’11,6%.

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Niente lavoro, niente figli: in Italia per le donne funziona ancora così

L’elenco delle statistiche in cui l’Italia risulta sui gradini più bassi, se non all’ultimo posto, è lungo, talvolta diventa stucchevole e può generare anche fastidio se è pura lamentazione. Ma forse può risultare utile se è associato a una corretta comprensione di dove sia la causa e dove l’effetto, così spesso invertiti nel nostro Paese.

Può essere il caso degli scoraggianti dati sull’occupazione femminile, sulla fertilità delle donne, sulle opportunità di guadagno e carriera per chi diventa madre. Tutte le carriere, dalla sindaca di Roma alla commessa.

Anche prendendo il segmento di età in cui la popolazione femminile ha i tassi di occupazione maggiore, tra i 25 e i 54 anni, e che sono gli stessi d’altronde in cui si è madri, risultiamo, dopo Grecia e Macedonia, il Paese con meno donne al lavoro: il nostro tasso è del 57,6%, contro una media europea del 71,7%, medie scandinave sopra l’80%, il 78,8% della Germania, il 76,1% della Francia.

Gianni Balduzzi su L’Inkiesta

Mamme e papà: sfoglia il libro di Chiara Saraceno

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Essere genitori: un esercizio continuo di acrobazia tra cura della sicurezza e cura della libertà, in un contesto dove gli stereotipi si sommano a cambiamenti tanto veloci quanto poco elaborati.

Che cosa definisce l’essere «buoni genitori» in un mondo diventato sempre più incerto nelle sue regole e confini? Ed è proprio vero che solo il rapporto di coppia fondato su una chiara distinzione di genere garantisce il benessere dei figli? Intorno a questi temi si assiste a un accavallarsi spesso cacofonico o vagamente colpevolizzante di nostalgie del buon tempo antico, evocazioni di un ritorno alla natura e furori tecnologici. Il libro guarda al mestiere di genitore e alle sue sfide attuali partendo dall’esperienza concreta di madri e padri, smontando stereotipi e ricette troppo facili e riflettendo sui dilemmi posti dalle nuove tecnologie riproduttive.

Clicca qui per sfogliare il primo capitolo del libro Mamme e papà di Chiara Saraceno edito dal Mulino

Genitorialità. Nella legge di stabilità quindici giorni di congedo per i padri

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Quindici giorni di congedo parentale obbligatorio per i padri. Questa la proposta contenuta nel disegno di legge “Misure a sostegno della condivisione della responsabilità genitoriale” presentato ieri a Palazzo Madama dalla vice presidente del Senato Valeria Fedeli e dalla componente della Commissione Lavoro della Camera Titti di Salvo e che sarà depositato entro il 7 novembre come emendamento alla legge di stabilità. Un congedo da prendere in contemporanea alla madre nel primo mese di vita del nuovo o della nuova nata e che sarà retribuito dall’Inps al 100% dello stipendio.

Tra le misure a sostegno di una genitorialità condivisa, in consegna sia al Senato che alla Camera c’è la proposta di legge di un congedo riservato ai padri di quindici giorni. Ma ce ne saranno anche altre. 

 

Donne al lavoro

Donne A Lavoro ONLUS è nata ad aprile 2016 dopo un’intervista tra Francesca Guinand e Maria Grazia Avataneo Fey per la rubrica Mum at work di Lettera43.  Perché l’Italia ignora il grande potenziale della forza lavoro femminile?  Perché le donne dopo la maternità sono viste come un problema dalle aziende?
E soprattutto… perché il dominio donnealavoro.it era ancora libero?

L’esigenza di “fare qualcosa” si è concretizzata con l’idea di una giornata di Festival.
Fare cultura per arrivare alla sensibilità delle persone e individuare delle soluzioni immediate per le donne che oggi vogliono e/o devono lavorare sono i nostri obiettivi.
Qui dei link per approfondire

In Italia oggi lavora solo il 48,2% delle donne (+0,9 rispetto dati 2015).
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