Monthly Archives: gennaio 2017

Proteste dai luoghi del terremoto. Ascolta la puntata

proteste terremotati

5 mesi dal terremoto che ha colpito Marche, Umbria e Lazio.
Con l’inverno è arrivata la neve e la situazione non è cambiata di molto. Il bestiame aggredito dal freddo, il problema delle case temporanee, la ricostruzione delle scuole: facciamo il punto sulla situazione.

Gli ospiti del 16 gennaio 2017

Paola Torrone, cittadina, presidente della Pro loco di Accumoli, ha partecipato alle proteste

Albano Liberti, allevatore, 43anni, di Pieve Bovigliana(pr. Macerata), ha subito la perdita di diversi animali, vive in un container, le sue stalle sono crollate e non sono state ricostruite

Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice

Silvia Ballestra, scrittrice marchigiana, vive a Milano ma sta seguendo e raccontando e alimentando l’attenzione intorno alle zone colpite e alla ricostruzione 

Moreno Trubbiani,dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Manzoni di Corridonia (provincia di Macerata)

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I SOLDI PER IL TERREMOTO? LI DONANO I POVERI DEL BANGLADESH

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Hanno raccolto 470 euro per i terremotati dell’Italia centrale in vista dell’imminente Natale. Potrà sembrare  una cifra modesta, persino irrisoria. Ma le cose cambiano sapendo che quei soldi arrivano da uno dei Paesi più poveri del mondo, il Bangladesh, agli ultimi posti nella classifica Onu dello sviluppo umano.

Ancor più interessante è scoprire che, a compiere quel piccolo ma eloquente gesto di solidarietà, sono stati alcuni bambini che frequentano la scuola parrocchiale di Mirpur 2, nell’immensa periferia della capitale Dhaka. Molti di essi sono cattolici, ma non mancano indù e, ovviamente, musulmani: in Bangladesh l’islam costituisce, infatti, la religione del’90% dell’intera popolazione; i 130 milioni di fedeli islamici ne fanno il quarto Paese musulmano al mondo, dopo Indonesia, Pakistan e India.

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Leggi anche l’articolo “La colletta dei bimbi del Congo: 238 euro per i coetanei italiani” pubblicato su La Stampa

Che danni fa un terremoto di magnitudo 6,0 quando l’edilizia è antisismica?

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In Giappone dal 2012 a oggi sono stati registrati 5 terremoti di magnitudo superiore a 6 (di cui 3 oltre il settimo grado), ma hanno perso la vita in tutto meno di una cinquantina di persone.

Una delle ultime scosse intense – registrata il 16 maggio scorso con magnitudo 5,6 nell’area di Tokio – ha causato solo la temporanea chiusura per precauzione della metropolitana e delle centrali nucleari, ma in sostanza non ha causato alcun danno agli edifici.

Gli ingegneri spiegano che il merito è di una serie di accorgimenti tecnici come per esempio gli isolatori antisismici, capaci di separare dal terreno gli edifici partendo dalla base. Ma anche di pilastri rinforzati con fibra di carbonio per prevenire le fratture, di ammortizzatori (dissipatori) tra i piani, di leghe d’acciaio elastico e dell’uso di un’architrave mobile per porte e finestre.

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Da Tokyo casetta legno per Campi Norcia

Studenti Tokyo donano casetta legno a Campi di Norcia

Studenti Tokyo donano casetta legno a Campi di Norcia

Solidarietà senza confini nell’era dei social network: accade così che una scuola di Tokyo, grazie alla generosità dei propri studenti, ha donato una casetta in legno alla comunità di Campi di Norcia. “Il terremoto che ha cancellato i nostri borghi ha commosso il mondo – racconta Roberto Sbriccoli, presidente della pro loco di Campi – e grazie ai social immagini e foto hanno raggiunto anche l’altra parte del pianeta, arrivando fino in Giappone dove alcuni studenti, intenti a imparare la lingua italiana, hanno deciso di avviare una raccolta fondi di beneficenza che si è tradotta nella donazione di una struttura in legno alla nostra associazione”. La casetta sarà utilizzata come ufficio dove verranno registrati tutti i prodotti alimentari che entreranno e usciranno dalla cella frigorifera che “abbiamo appena terminato di montare e che ci permetterà di conservare i prodotti freschi come carne, latte e formaggi”, spiega Sbriccoli.

Fonte Ansa

Terremoto a Norcia, assegnate le prime 20 casette di legno

Assegnate le prime 20 casette in legno ai terremotati di Norcia. Verranno consegnate entro una decina di giorni e questo permetterà agli assegnatari di avere il tempo necessario per attivare i contratti per luce, acqua e gas. I moduli abitativi in questione si riferiscono alle richieste pervenute al Comune di Norcia a seguito del sisma del 24 agosto scorso e quindi non si riferiscono alle richieste avanzate al municipio dopo la grande scossa del 30 ottobre.

L’assegnazione è avvenuta tramite sorteggio tra gli 89 aventi diritto e si è svolta ieri pomeriggio, nella sede del Centro operativo comunale. Il meccanismo di assegnazione si è affidato alla sorte per evitare corsie preferenziali che avrebbero ingenerato polemiche. Un «vantaggio» è stato riservato solo a quei nuclei in cui è incluso un portatore d’handicap: in questo caso è stata riservata una quota di tre casette per persone con disabilità totale.

«L’assegnazione di questi primi 20 moduli in via XX Settembre avviene in anticipo rispetto ai tempi previsti e di questo ne siamo orgogliosi», ha spiegato l’assessore comunale Giuseppina Perla, ricordando che «altri 63 sono in via di costruzione nella zona industriale». Le casette in legno sono di due tipologie: da 40 e 60 metri quadrati. Le più piccole sono riservate a nuclei famigliari di due persone, quelle più grandi a quelli di tre o quattro componenti.

Fonte LaNazione.it

La lentezza della politica rischia di peggiorare i danni del terremoto

Quando c’è gente che soffre, come sta accadendo ai nostri terremotati, affrontare questioni spinose può sembrare indelicato, ma il freddo pungente di questi giorni e l’immagine delle comunità terremotate che a tre mesi dall’ultima scossa si trovano ancora in condizioni di gravissimo disagio non possono esimere dal fare alcune valutazione sulla gestione dell’ultimo sisma. Qualche giorno fa il Commissario Straordinario Errani ha emesso un’Ordinanza che vuole essere l’attuazione della legge sul terremoto approvata definitivamente solo lo scorso 15 dicembre. L’Ordinanza, in maniera fin troppo burocratica, cerca di disciplinare le modalità di affidamento di incarichi ai tecnici, soprattutto al fine di evitare concentrazioni di incarichi tecnico-professionali a chi non abbia una struttura organizzativa tale da garantirne l’effettiva esecuzione e giunge così ad individuare l’istituzione di un elenco speciale di professionisti ritenuti invece idonei. Al di là dei dubbi di legittimità del provvedimento di Errani che francamente appare essere in contrasto con una serie di principi costituzionali, il dato che sbalordisce è che, pur avendo l’Italia di media un terremoto ogni due anni, non siamo ancora riusciti ad avere una disciplina preventiva che affronti con lungimiranza queste emergenze. Insomma, con il solito sistema di chiudere le stalle quando i buoi sono già fuori, ci permettiamo il lusso di teorizzare norme che affrontino i terremoti tre o quattro mesi dopo che essi sono accaduti, per altro riempendole di articoli ad altissimo rischio di impugnativa.

Giuseppe Caforio su Il Messaggero

Folle parlare di vincoli urbanistici sulle casette di legno

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“Stiamo parlando di un contesto di straordinarietà dove, probabilmente, al governo non è chiaro che solo un folle può parlare di vincoli paesaggistici ed urbanistici in paesi che oggi sono fantasma, che non esistono più, che sono sotto cumuli di macerie”.

Lo ha affermato l’on. Lara Ricciatti (SI) nel corso di un duro confronto alla Camera dei Deputati con il sottosegretario di Stato alle Attività produttive Giacomelli, delegato dal governo a rispondere alle interpellanze urgenti.
La deputata di Sinistra Italiana ha sottoposto al governo la vicenda delle ordinanze di alcuni comuni terremotati delle Marche, come Pieve Torina, che hanno autorizzato i cittadini residenti a realizzare, a proprie spese ed in aree di proprietà privata, casette di legno per far fronte ai tempi lunghi della burocrazia. Ordinanze che avevano trovato una ferma opposizione della Regione.

Di questo argomento ha parlato anche il food blogger Luca Tombesi nell’intervista rilasciata l’altro ieri alla nostra speaker Jessica Tidei ai microfoni di Radio Fermo Uno: “C’è uno scaricabarile continuo da parte delle istituzioni. Non si capisce chi e come deve provvedere e addirittura per chi vuole adoperarsi da solo c’è il rischio di multe perché, appartenendo l’area in questione al Parco Naturale dei Monti Sibillini, c’è bisogno delle valutazioni di impatto ambientale” – aveva dichiarato Tombesi.

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